Mamme blogger, mamme solidali

Su Internet ci sono molti blog scritti da mamme, alcuni dei quali piuttosto famosi. Tra questi vi è il blog Soule Mama di Amanda Blake Soule, una super mamma di cinque figli.

Proprio in occasione della recente nascita del suo quinto figlio, si è allontanata temporaneamente dal blog per lasciare spazio ad una serie di “guest post” di altre blogger.

Il post di cui vi propongo la traduzione è stato scritto da Meg McElwee, autrice del blog Sew Liberated.

Si tratta di un toccante articolo sulla solidarietà tra madri, sulla condivisione, sugli ostacoli che la vita pone sul nostro cammino e su come la vita ci riservi sempre e comunque belle sorprese.

Vi rimando al post originale per ammirare anche le fotografie che accompagnano le parole dell’autrice.

Qualche giorno fa la mattinata è iniziata con una serie di cavi elettrici disposti sul pavimento della nostra camera da letto, simili a serpenti pronti a saltare su e a morsicarmi. Quello stesso giorno mio figlio è inciampato su uno dei cavi, cadendo proprio sui 300 ml di latte che mi ero appena tirata.

Mi sono detta: “Non piangere sul latte versato!”. Poi ho pensato che chiunque abbia coniato quell’espressione sicuramente si riferiva al latte di mucca, e non alla varietà umana. Prima di iniziare a pulire, non riuscivo più a trovare la macchia di latte sul pavimento in legno. Mi sono inginocchiata e ho estratto una pantofola vagabonda dall’ammasso di peli di gatto sotto il letto…ma ancora niente latte! Si era semplicemente infiltrato tra le assi del pavimento andando a finire al piano di sotto. Ed è stato a quel punto che ho iniziato a ridere.

I cavi cui ho accennato prima appartengono a: un tiralatte, una bilancia per bambini, una pompa nutrizionale attaccata ad un’asta per flebo e talvolta anche a un computer sotto carica.

La maternità ha imboccato un sentiero a me sconosciuto il 4 ottobre dello scorso anno, il giorno in cui abbiamo scoperto che il nostro secondo bambino sarebbe nato con un grave difetto cardiaco chiamato “sindrome del cuore sinistro ipoplasico”. Sono grata del fatto che ora stia bene dopo la prima serie di tre operazioni a cuore aperto, ma il suo futuro è una serie di punti interrogativi, un futuro di sfide mediche.

Dopo lo shock iniziale al momento della diagnosi, ho preferito abituarmi un po’ all’idea prima di condividere la notizia con le altre mamme amiche e conoscenti. Continuavo a immaginarmi come si sarebbe svolta la conversazione:

“Sì, siamo stati abbastanza impegnati, ho lavorato su alcuni nuovi modelli di cucito, i miei genitori sono venuti a trovarci…ah, e ti ho detto che solo metà del cuore di mio figlio funziona?” Come avrei potuto introdurre un argomento così complicato e stridente all’interno di una conversazione tra amiche? Sarei stata una tale guastafeste… Ma in realtà non riuscivo né a pensare, né a parlare d’altro.

Quando invece ho iniziato a condividere il mio dolore con altre madri, si è verificata una sorta di rivelazione. Ho in più occasioni scoperto, attraverso i commenti sul mio blog, le chiacchierate al parco e le conversazioni telefoniche con zie e cognate, che tutte le madri condividono un sottofondo di dolore.

Insieme alla gioia arriva il dolore, e con il dolore arriva la gioia – e il ciclo continua. Lo yin e lo yang della maternità, da un certo punto di vista. Molte di noi hanno perso un bambino, hanno un figlio che ha dovuto affrontare sfide mediche o problemi relazionali o d’apprendimento, oppure molte si sono preoccupate per il proprio bambino per varie ragioni.

Spesso non ne parliamo. Spesso non ne parliamo perché fa troppo male oppure perché temiamo che, esponendoci, ci ritroveremo da sole. Ma non ne parliamo anche perché alla fine guariamo. La vita torna ad essere sopportabile. Ci abituiamo alla nostra “nuova normalità”.

In quanto mamme, non siamo mai sole nella gioia e non siamo mai sole nel dolore. Dietro l’apparenza, siamo tutte uguali. Alcune di noi, in un preciso momento della propria vita, pensano che le cose non miglioreranno mai. E poi le cose migliorano. Noi madri ci aiutiamo vicendevolmente e con comprensione, esprimendo un chiaro messaggio: la vita tornerà a sorriderci.

Riderete di nuovo a crepapelle. Affrontiamo le giornate facendoci aiutare, e rassicurare, dalle altre mamme.

Fonte: www.soulemama.com

Traduzione dall’inglese di Laura Tenorini


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  • Michela

    Conoscevo già questa mamma blogger, e straordinaria insegnante montessoriana, la sua confessione è bellissima e struggente al tempo stesso. Non avrei saputo esprimere a parole quel che ha scritto lei, il senso d’isolamento, la solitudine, a volte pesano come macigni, ma sapere che è così anche per persone che ammiriamo, non ci fa sentire così sbagliate nei momenti più bui e sconfortanti.
    Michela