Mamme lavoratrici da casa e inserimento all’asilo

Care amiche,

dopo un periodo denso di impegni lavorativi e di mamma, torno a condividere con voi le mie esperienze di imprenditrice tra le mura domestiche.

A settembre a casa mia si è consumata una grande svolta: Andrea, il mio secondogenito è stato ammesso alla scuola materna.

Andrea ha compiuto 3 anni lo scorso 8 novembre ed è un bambino caratterialmente socievole.
Da almeno un anno, vedendo il fratello maggiore andare a scuola, mi chiedeva di poterci andare con lui, e io ero entusiasta dell’idea che presto avrebbe avuto questa occasione di socializzazione.

Non vi nego che pensare a 4 ore di “solitudine lavorativa” mi allettava non poco.
Poter fare qualche telefonata di lavoro senza interruzioni, in modo meno deconcentrato, mi avrebbe poi consentito di dedicarmi meglio a lui nelle ore in cui siamo tutti a casa.

Inoltre spesso viaggio per lavoro e i nonni da soli non ce la fanno a gestire due bimbi.

Ho iniziato con lui questo percorso in modo assolutamente ottimistico, e invece Andrea all’asilo proprio non si trova bene.

E allora è iniziato un lungo percorso di inserimento che mi ha visto protagonista di infiniti sensi di colpa.

A differenza di altre mamme io non ho nessun datore di lavoro che mi impedisce di lavorare con i figli… la mia datrice di lavoro sono io!

Questo comporta una enorme assunzione di responsabilità e consapevolezza.

La scuola materna non è per me indispensabile, sebbene molto utile, ma una scelta da prendere in assoluta autonomia.

I fattori che pesano su questa scelta sono molteplici: non solo le mie esigenze di lavoratrice, ma anche e tante valutazioni meglio/peggio.

– E’ meglio per mio figlio passare 4 ore con me a casa mentre lavoro o all’asilo?
– Cosa implicano per me 4 ore di autonomia?
– Quanto è importante una frequentazione continua dell’asilo?
– Quando non lavoro (o meglio quando posso non lavorare) è indispensabile portarlo all’asilo?

Vi confesso che a novembre ancora non ho una risposta assoluta e precisa.

Ho chiesto sostegno ad altre mamme esperte (le speciali consulenti del Bambino Naturale Giorgia Cozza e Alessandra Bortolotti) e sono arrivata ad una soluzione intermedia che prevede una frequentazione a giorni alternati, che è gradita da mio figlio e che mi aiuta nel lavoro.

Quel che è certo è che per una mamma che lavora in casa talune scelte sono più complesse, proprio perchè vengono prese con una maggiore consapevolezza e non come conseguenza ad alcun obbligo.

Le stesse maestre di mio figlio, che hanno accudito anche il mio primo bimbo nel percorso di inserimento, hanno notato quanto io mi sia sentita molto più in difficoltà ora che in passato, quando da dipendente ero “costretta” ad inserire mio figlio all’asilo.

E voi, care amiche mamme, che soluzione avreste trovato?

Luisa Maria Orsi


Potrebbero interessarti anche

4 risposte a “Mamme lavoratrici da casa e inserimento all’asilo”

  1. Mammafelice ha detto:

    Ti capisco perfettamente! Per me è stato più o meno lo stesso quest’anno, complicato dall’arrivo di una sorellina che ovviamente invece sta a casa con me… Da noi però a giorni alterni non si può, ma ho parlato con il dirigente scolastico e siamo giunti a fargli fare un giorno di asilo in meno: il venerdì sta a casa così almeno la settimana finisco prima!!

  2. Cristina ha detto:

    Il mio piccolo più grande ha iniziato la scuola materna a settembre…e ora va un giorno alla settimana!! Fa molta fatica a staccarsi da me (soprattutto perché c’è a casa la sorellina di 9 mesi…) in accordo con la maestra abbiamo deciso questa strategia, e funziona! Dopo qualche settimana è più tranquillo 🙂
    La fase di inserimento sarà ancora lunga, andrà avanti a piccoli passi, ma lo ritengo il modo migliore per mantenere la serenità nel suo cuoricino!! (e anche nel mio)
    Il lavoro aspetterà, mio figlio è più importante!!

  3. serena ha detto:

    Premetto che mia figlia frequenta con soddisfazione la materna, mezza giornata, ma soffre i due pomeriggi in cui deve restare a dormire. Ma che bello sentir dire da qualcun altro che “La scuola materna non è per me indispensabile”. Una battuta: a 3 anni li spediamo fuori, magari anche fino a sera e a 35 non abbiamo il coraggio di cacciarli fuori di casa :-)))

  4. rossana ha detto:

    Anche per me, come per Maria Luisa è lo stesso, aggiungendo una carenza “non indifferente” di nonni. Alla fine, ritrovandomi sola nella scelta, ho deciso di inserirla in un asilo staineriano, dove tutto mi sembra più in linea con le mie idee, ho trovato supporto di un’ottima maestra ….. ed eccomi a lavorare ogni pomeriggio con mia figlia a fianco ( nonostante la difficoltà, sono davvero soddisfatta della scelta fatta)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di sicurezza * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.