Un bambino speciale chiede il vostro aiuto

Sabato sera, in procinto di uscire per l’appuntamento di ogni anno con il concerto di Natale in parrocchia, ricevo una e-mail dalla nostra collaboratrice Luisa Mondo.

All’immagine lieta del coro sull’altare della Chiesa se ne sostituisce un’altra, triste, desolata.

Il messaggio è una richiesta di aiuto per un bambino speciale, e solo.

E’ l’appello di un medico volontario della Croce Rossa, un “angelo” che nella vita ha scelto la missione di salvare altre vite, affidandosi alla generosità dei cuori.

Al Policlinico Gemelli di Roma, in una culletta del reparto di chirurgia pediatrica, giace un bimbo di nove mesi.

Ne dimostra solo quattro, perché affetto da una rara sindrome – detta sindrome di Charge – che comporta ritardo nella crescita, difficoltà visive, atresia esofagea, e sordità progressiva.

Intorno alla culletta solo le amorevoli infermiere del reparto, perché il bambino non ha nessuno.

Abbandonato dalla famiglia, combatte da solo le sue battaglie. Ha già subito un’operazione per risolvere l’atresia esofagea, che – tuttavia – continua a disturbargli il sonno. Ma ora si rende urgente un ulteriore, fondamentale intervento.

Entro i 12 mesi del piccolo dovrebbero essere impiantate protesi acustiche per scongiurare la sordità permanente… I tempi sono stretti, la scadenza infatti è per metà febbraio prossimo, ma il bimbo non ha famiglia che possa farsi carico dell’operazione.

Ed ecco l’appello del dottor Marco Squicciarini, uno dei tanti appelli che – con la forza della “penna” e dei sentimenti – hanno permesso piccoli-grandi miracoli.

Con una nota su facebook il dottor Squicciarini chiede a tutti noi un piccolo gesto solidale; ci chiede di diventare – per un attimo – membri della famiglia di questo “figlio di nessuno”; di adottarlo e di consentire l’acquisto delle protesi di cui ha tanto bisogno.

Il dottor Squicciarini non maneggia soldi, lo fa per scelta e perché vuole che i fondi giungano alla giusta destinazione.

Ecco perché prega chi di noi vorrà dare il proprio contributo di scrivergli all’indirizzo e-mail marco.squicciarini@cri.it . Una volta raggiunta la cifra necessaria sarà lui a premurarsi di comunicare a ogni singola persona che si sia dimostrata generosa l’IBAN per l’effettuazione del bonifico.

Non vorrei dilungarmi oltre, rischierei forse di essere stucchevole.

Tuttavia pensiamoci: noi abbiamo la benedizione di bambini belli e sani, amati con tutto il cuore dalla famiglia sin dal momento della loro nascita, già attesi con trasporto durante la gravidanza.

Trascorreremo, come auspico, feste di gioia con i nostri cari.

Siamo stati molto fortunati, i nostri figli con noi…

Facciamo che anche questo piccolo “figlio di nessuno” possa ricevere il più bel regalo di Natale del mondo.

Un piccolo gesto da parte nostra non ci costerà molto, ma sarà l’inizio di una nuova vita per questo bambino speciale, magari molto presto anche tra le braccia di una mamma che sappia volergli bene.

Che dite, ce la facciamo?

Un grazie speciale a Luisa Mondo che, come sempre, sa scuotere le nostre coscienze al momento giusto con la sua infinita sensibilità.

Ecco il link dove potrete leggere nei dettagli la storia del piccolo “figlio di nessuno” e il racconto del dottor Squicciarini.

Ah, dimenticavo! Per i più scettici, state tranquilli: è una storia vera, verificata dalla nostra dottoressa Mondo. Non abbiate paura, donate generosi e sereni…


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  • Gio

    La normalità, che tanto diamo per scontata, è in realtà una benedizione. E’ giusto e doveroso pensare a chi ha avuto una partenza difficile, come questo bimbo, e non ha una famiglia che lo stringa a sè e lo incoraggi

  • Mi dispiace… povero bimbo!
    Con accordo di mia moglie, mi metto in contatto col dottore. Ora sono in azienda e non ho modo di andare su Facebook.

  • Ela

    …ecco cosa regalare a Gabriele per Natale…
    però non comprendo una cosa…perchè lo stato non si fa carico dell’operazione?deve farla all’estero??

  • Giulia

    Contattato il medico…….in attesa che mi faccia sapere come poter contribuire, anche se con poco (stante il periodo di austerity dovuto a mia astensione facoltativa dal lavoro)….ma dalla goccia si fa il mare. Mi associo ad Ela…come si fa a dover pagare privatamente un’operazione? Inizia anche l’Italia a diventare come l’america? Spero proprio di no…

  • luisa mondo

    il piccolo è in un limbo burocratico: è davvero figlio di nessuno anche per il fisco e quindi per il pagamento delle prestazioni. e prima che si trovi una famiglia può passare molto tempo. e potrebbe essere tardi per un buon recupero funzionale….

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