Papà e mamma nelle pubblicità

In base a quali stereotipi la pubblicità rappresenta i giovani papà? Per rispondere alla domanda dell’Osservatorio per la responsabilità sociale d’impresa, in collaborazione con l’agenzia BETC Euro RSCG, il sociologo Eric Macé ha analizzato 43 spot pubblicitari comparsi a partire dal 2002.

Secondo lui, “le pubblicità hanno preso in considerazione le trasformazioni della famiglia e l’evoluzione della parità tra uomini e donne”.

Egli ha tuttavia sottolineato che spesso i pubblicitari mettono in scena uomini incompetenti o egocentrici. La pubblicità Lactel, per esempio, mostra un padre il cui solo obiettivo è far pronunciare la parola “papà” a suo figlio.

Un altro esempio è quello della pubblicità in cui il padre approfitta della gravidanza della moglie per acquistare una nuova auto…

Un’altra sceneggiatura amata dai pubblicitari? Quella in cui “si gira un film d’azione quando il papà va a prendere il proprio figlio a scuola. Mentre quando le madri compiono la stessa operazione, tutto avviene con calma”, nota Eric Macé.

Secondo Muriel Fagnoni, vice-presidente di BETC, le pubblicità riflettono anche tutte le contraddizioni dei francesi.

“Abbiamo valutato l’ipotesi di pubblicizzare omogeneizzati utilizzando i padri come protagonisti. Con mia grande sorpresa, le donne non hanno voluto perché si sentivano private della loro identità di madri”, ha precisato.

(Fonti: 20 minutes.fr del 16 giugno e Le Figaro del 17 giugno 2010).

Traduzione dal francese di Laura Tenorini
tratto da www.famili.fr


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