Riflessione di Natale

Non discende rombando come un tuono. Compare neonato in una stalla.

Figlio di donna, passato attraverso la sua carne, nutrito dal latte dolce della sua mammella.

E’ Ieshu, il falegname, dalle mani forti, dalla schiena salda.

Lui è un pastore, non di pecore ma di gregge umano.

Non vesti regali ma tunica di lino, non corona in testa se non fatta di rovi.

Non detta proclami, non giunge rombando come un tuono.

Lui ha il linguaggio delicato dell’amante. La sua voce un sussurro che bisbiglia piano.

Così lieve il suo tocco da essere scambiato per fremito di vento. Di infinita dolcezza il suo sorriso.

Con lui ha svoltato il mondo e ancora svolta.

Elena Balsamo


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  • serena

    Lo vedo solo ora, ma…che bella poesia a commento di questo stupendo dipinto. Grazie.

  • Alexandra

    Meravigliosa comprensione di chi è il Figlio di Dio e Figlio dell’Uomo (e della donna).
    Gesù è nato all’epoca in cui tante religioni si discostavano tanto dalla natura dell’uomo da inventarsi dei nati dalla coscia o dalla testa di dei maschi, e tante filosofie predicavano il puro spirito “contro” l’impura carne.
    Dio invece ha scelto di nascere (e di morire) nella più grande umiltà della nostra natura umana, proclamando la sacralità del nostro essere biologico, presenza di vita e amore.
    Evviva!