Per ogni bambino mai nato un posto speciale

“Non c’è battito. L’attesa si è interrotta”.

Poche parole che segnano la fine di un sogno, il più bello, quello di diventare madre.

Poche parole che, giunte all’improvviso in occasione di un controllo di routine o arrivate a confermare qualche sintomo sospetto, suonano come una condanna.

La gravidanza si è interrotta, non avrai questo bambino, non potrai stringerlo tra le braccia, nutrirlo con il tuo latte, accudirlo…

Non è un argomento di cui si parla volentieri, questo.

Eppure, sono tante le donne che hanno vissuto l’esperienza della perdita di un bimbo prima della nascita. Ma il dolore di un aborto spontaneo è un dolore che la società tende a minimizzare, ignorare, banalizzare…

A tutte le mamme speciali e ai bambini custoditi nel loro cuore è dedicato il libro Quando l’attesa si interrompe, che offre informazioni, spunti di riflessione e soprattutto opportunità di condivisione, grazie alle numerose testimonianze raccolte.

Nel libro si parla del percorso che ogni donna deve affrontare, con i suoi tempi e i suoi modi, per elaborare la perdita. E si parla anche di quei rituali che possono alleviare almeno un poco il dolore di questo percorso.

Tra questi, troviamo la possibilità di ricordare il proprio bimbo e il suo “esserci stato”, seppur per un tempo troppo breve, grazie a un luogo dedicato a questi figli speciali.

A Roma, in questo senso, è stato fatto un passo significativo. L’amministrazione ha infatti destinato uno spazio verde all’interno del cimitero Laurentino alla sepoltura di quei bimbi che non sono mai venuti alla luce(1).

L’area, di circa 600 mq, si chiamerà il “Giardino degli Angeli”. I lavori sono appena iniziati, e la notizia ha riscosso pareri contrastanti. Qualcuno ha criticato l’iniziativa, ma molti genitori che hanno vissuto la perdita di un figlio conoscono il valore di un luogo dedicato al ricordo e hanno apprezzato questo segno di attenzione verso le famiglie colpite da una perdita tanto grande quanto sottovalutata dalla società.

Giorgia E. Cozza

1. “C’è una legge in Italia che da più di vent’anni stabilisce, secondo precise normative, il diritto alla sepoltura di tutti i bimbi morti nel grembo materno a qualsiasi età gestazionale, anche se piccolissimi” (da Quando l’attesa si interrompe, Il leone verde Edizioni, 2010).


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