Pannolini lavabili: stoffe e assorbenza

Una delle classiche domande delle nostri clienti riguarda il grado di assorbenza dei tessuti: “E’ migliore il cotone o il bambù? Quale di questi tessuti assorbe di più?”

Il cotone è una stoffa largamente utilizzata per cucire pannolini lavabili. Questo tessuto viene impiegato nella confezione dei pannolini sotto forma di spugna (come quella dei nostri asciugamani), o flanella o velour di cotone (che risultano meno ingombranti) o anche sotto forma di interlock e jersey (molto molto morbidi al tatto).

Il cotone è un tessuto traspirante e ha un forte potere igroscopico, cioè il potere di assorbire l’umidità.

A mio parere, però, gli svantaggi dell’utilizzo del cotone sono diversi: questa stoffa, dopo i primi lavaggi (soprattutto se effettuati senza ammorbidente, requisito indispensabile per mantenere intatto il potere assorbente dei nostri pannolini), diventa davvero ruvida.

Inoltre il comune cotone richiede, per la coltivazione, enormi apporti di pesticidi e fertilizzanti chimici, necessita di molta acqua e ha un impatto ambientale non indifferente.

Il cotone biologico, anche se un po’ più caro del cotone convenzionale, è sicuramente un ottimo compromesso da utilizzare per i nostri pannolini lavabili. L’impatto ambientale è minore e il cotone che spesso viene proposto “non sbiancato” risulta privo di sostanze che potrebbero nuocere alla pelle sensibile dei bambini.

Il bambù è una stoffa apprezzata per il confezionamento dei pannolini lavabili per bambini ed è quella che io personalmente prediligo.

E’ un tessuto molto traspirante ad altissimo potere assorbente, che mantiene una morbidezza ineguagliabile dopo i ripetuti lavaggi, che ha diverse altre proprietà.

Per ottimizzare le prestazioni del tessuto spesso lo troviamo combinato con il cotone nella percentuale di 70% bambù e 30% cotone/cot.organico. Rispetto al cotone, il bambù assorbe circa il 50% in più di liquidi.

La coltura del bambù è molto più sostenibile rispetto a quella del cotone convenzionale, perché richiede pochi fattori di produzione e assenza di pesticidi. Le piantagioni di bambù crescono molto rapidamente e hanno un effetto positivo sul territorio, contrastano l’erosione del sottosuolo e l’effetto serra.

La questione principale su questo tessuto sta nella sua lavorazione; La fibra di bambù viene trasformata in viscosa (o rayon) per poter essere filata.

Troverete in molte etichette, la dicitura Bambù Rayon/viscosa, ad esempio, perché alcuni Paesi come la Francia non è accattata l’etichettatura 100% Bambù: non esiste la possibilità di tessere il bambù. Ma un processo chimico può diventare sostenibile. Nel bambù sarebbe da scartare il processo di lavorazione effettuata con disolfuro di carbonio e idrossido di sodio (la comune soda caustica) perché nociva per l’uomo e per l’ambiente.

L’utilizzo del N-methylmorpholine-N-ossido per dissolvere la cellulosa invece non è tossico per l’uomo. In questo caso il bambù subisce lo stesso processo di lavorazione della fibra usata per la fabbricazione di un altro marchio considerato sostenibile (Tencel).

In questo caso i processi avvengono a circuito chiuso, e quasi la totalità delle sostanze chimiche viene catturata e riciclata per essere usata di nuovo.

Inoltre certificazioni come Oeko-Tex® Standard 100 sono etichette indubbie ad assicurare che il pannolino in bambù non contenga agenti chimici dannosi per la pelle e la salute del bambino. Per aziende del settore tessile e abbigliamento, i criteri dell’Oeko-Tex® Standard 100 offrono, per la prima volta, uno standard di valutazione uniforme e scientificamente provato per la sicurezza umano-ecologica dei prodotti tessili.

Se consideriamo tutti questi aspetti, possiamo anche comprendere il perché il costo di un pannolino lavabile (non toccando l’argomento manodopera), possa oscillare così tanto.

Per maggiori informazioni potete anche consultare il sito  genitronsviluppo.com.

Un altro fattore da tener in considerazione, per capire se un tessuto è più o meno assorbente di un altro, è la grammatura del tessuto stesso, che indica il rapporto gr/m; ma questo argomento lo approfondiremo la prossima volta, parlando anche della canapa.

Rossana Spampinato

Fonti:
genitronsviluppo.com
www.bionhappy.com


Potrebbero interessarti anche