Travaglio rilassato per un parto naturale

Ansia, paura e preoccupazione in travaglio sono responsabili di tensione muscolare e rigidità articolari, fonti di aumento del dolore e responsabili dell’aumento della secrezione di adrenalina in senso cronico, che va ad ostacolare la regolare secrezione degli ormoni che regolano il travaglio, ossitocina e prostaglandine, rallentandone la progressione e allungandone i tempi.

Spesso un ambiente vissuto come “ostile”, la sensazione di essere lasciate a se stesse, il mancato rispetto dei propri tempi personali e il non poter scegliere quel che riteniamo meglio per noi stesse, ma anche un’eccessiva medicalizzazione della nascita (troppe visite vaginali di controllo, l’uso di posizioni obbligate e innaturali, manovre invasive, uso di farmaci…) possono essere causa di ansia, stress, agitazione nervosa

Quando la futura mamma è tesa e agitata, il dolore aumenta perché l’adrenalina ostacola la produzione delle endorfine, ma aumenta anche perché la contrattura del miometrio (il muscolo uterino) porta una relativa ischemia, altra fonte di dolore. Le contrazioni uterine perdono efficacia, il collo dell’utero fatica a dilatarsi, il travaglio si allunga, la futura mamma non riesce a rilassarsi nella pausa tra due contrazioni, non riesce a recuperare le energie per affrontare la contrazione successiva ed è sempre più stanca e spossata…

Insomma, è importantissimo agire contro la tensione e la rigidità muscolare, affinché si riesca a controllare il dolore e recuperare le forze durante la pausa…e affinché il travaglio non si blocchi!

Il rilassamento riduce notevolmente le tensioni, mette il corpo in una situazione di armonia e lo rende capace di conservare le energie e utilizzarle al meglio per un efficace funzionamento.

Ecco alcuni semplici esercizi di rilassamento accessibili a tutti, tratti da Easing Labour Pain di Adrienne B. Lieberman, una educatrice prenatale inglese.

Vi consiglio di “testarli” già durante la gravidanza, in parte perché funzionano ottimamente anche in questo periodo come preparazione al parto, in parte perché sarà più facile richiamarli alla mente durante il travaglio e riuscire a rilassarsi più rapidamente!

IL “RILASSAMENTO PROGRESSIVO”

E’ il metodo ideato dal dottor Edmund Jacobson, illustrato in How to Relax and Have Your Baby.

Si basa sull’alternanza tra la contrazione e il rilasciamento di alcuni gruppi di muscoli di tutto il corpo, così si riesce a capire la differenza tra muscoli contratti e muscoli rilasciati e quindi il modo in cui raggiungere il completo rilassamento in travaglio e il momento in cui lo si raggiunge.

Dimostra anche come, rilassando un muscolo o un gruppo di muscoli, il rilassamento si estenda anche alle altre parti del corpo e come, al contrario, contraendo un muscolo o un gruppo di muscoli, anche le altre parti del corpo tendano a contrarsi.

Sottolinea, quindi, l’importanza di avere una percezione a 360° del proprio corpo e delle proprie sensazioni, per poter intervenire su di esso e correggere alcune situazioni ottenendo un risultato globale su tutto il corpo.

IL “RILASSAMENTO FISIOLOGICO”

E’ l’esercizio ideato dalla fisioterapista inglese Laura Mitchell e illustrato in Simple Relaxation.

Il principio di base è quello che i muscoli lavorano in gruppi: quando un gruppo lavora, quello opposto è rilasciato. Per rilassare, quindi, un gruppo di muscoli percepiti in tensione, occorre far lavorare il gruppo opposto con lo stretching, per poi interrompersi, rilasciarlo e registrare la sensazione. In travaglio saremo così in grado di riconoscere le zone del corpo in tensione e di rilassarle.

IL “RILASSAMENTO PASSIVO”

E’ l’esercizio più classico, in cui non si compie alcun lavoro muscolare di contrazione o rilassamento, ma siamo invitate ad abbandonarci alla voce di chi conduce l’esercizio, passivamente.

Questi deve parlare molto lentamente, con voce calma e tono basso, suggerendo alcune istruzioni alla partoriente: trovare una posizione comoda, fare in modo di non avere troppo caldo o freddo, di non dover recarsi al bagno in mezzo all’esercizio, di non avere fame o sete…poi le chiede di concentrarsi sulla respirazione, di rallentarne il ritmo, di regolarizzarla… poi di passare mentalmente in rassegna, sempre molto lentamente, le varie parti del corpo, dalla testa ai piedi, concentrandosi sulle sensazioni che queste zone le inviano, se di rilassamento o contrattura, eventualmente rilassando le zone tese…Ricordando di tanto in tanto di mantenere la respirazione, conclude poi l’esercizio facendo prendere un respiro profondo, stiracchiandosi e cercando di percepire l’energia e il senso di benessere creatosi con il completo rilassamento.

IL “RILASSAMENTO COL TOCCO”

E’ il metodo che Sheila Kitzinger illustra in The Complete Book of Pregnancy and Childbirth e prevede la partecipazione del partner.

Viene suggerito alla futura mamma di contrarre differenti gruppi di muscoli, soprattutto quelli che lei percepisce più in tensione o che di solito tende a contrarre, facendo caso alle sensazioni che il corpo le invia. Il partner deve toccare con una o con entrambe le mani queste zone che lei ha messo in tensione.

La donna, percependo il tocco, deve rilassare quei muscoli come per scorrere verso il tocco, come per abbandonarvisi. Si tratta di una sorta di “allenamento” a quanto accadrà durante il travaglio: la Kitzinger, infatti, suggerisce di immaginare la contrazione come una sensazione molto potente di tocco all’interno del corpo, quindi di imparare ad andare incontro ad essa ed abbandonarvisi con rilasciamento.

Al posto del tocco, più superficiale e leggero, può essere eseguito un massaggio o una pressione più ferma, a seconda di ciò che la donna percepisce più efficace e piacevole.

IL “RILASSAMENTO SBADIGLIANDO E STIRACCHIANDOSI”

Viene descritto da Margaret Gamper in Preparation for the Heir Minded.

La Gamper ha ideato questo esercizio perché pensava che gli altri metodi proposti fossero troppo complessi e indaginosi, e che necessitassero di troppa pratica per essere eseguiti in maniera efficace e corretta. L’esercizio che propone, invece, è molto semplice e immediato, quasi istintivo e si può eseguire ogni volta che lo si desidera e in qualunque luogo: si invita la donna a sbadigliare e stiracchiarsi, così da espandere i polmoni e riempirli al massimo, stimolando la circolazione e ossigenando tutto l’organismo, rienergizzandolo e attivando i muscoli.

IL “RILASSAMENTO SECONDO STANISLAVSKY”

E’ un altro metodo ideato da Sheila Kitzinger e illustrato in The Experience of Childbirth.

In questo esercizio si invita la donna a immaginare di eseguire diverse attività che coinvolgano i vari muscoli ad esse deputati, come ad esempio cercare di infilarsi un paio di jeans molto stretti appena lavati, tenere contratti i muscoli addominali e trattenere il respiro per allacciarli…Le si fa poi notare come, anche solo immaginando la scena, essa tenda a contrarre i muscoli, rilassandosi naturalmente alla fine dell’azione.

Esistono poi esercizi di rilassamento che prevedono anche la visualizzazione nella propria mente di immagini e situazioni reali, realistiche o di fantasia allo scopo di rilassarsi e percepire il dolore in misura minore.

Ma ne parleremo nel prossimo articolo.

Emanuela Rocca


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