Bambini in cucina: pane fatto in casa

Fare il pane è senza dubbio una delle esperienze più belle da fare con i bambini in cucina.

Permette infatti ai bambini di dedicarsi ad un’attività manipolativa che, soprattutto per i più piccini, è esperienza sensoriale importantissima, ma costituisce anche occasione preziosa per mettere alla prova ed affinare le loro abilità manuali, e soprattutto divertirsi nel veder sollevarsi nuvole di farina, e nel poter finalmente pasticciare un po’.

Anche i più reticenti, quelli che non hanno mai avuto l’occasione di farlo prima, spinti dalla curiosità, vorranno provare. E’ un modo piuttosto semplice ed immediato per donare loro la soddisfazione di portare a compimento con l’aiuto di mamma e papà un progetto, di farlo con le proprie mani, e creare unità e coesione tra le persone che partecipano alla sua creazione, perché fare il pane è momento di profonda condivisione e di rafforzamento del legame familiare.

La panificazione si trasformerà in una bellissima e piacevole attività del presente, ma rappresenterà un meraviglioso ricordo d’infanzia nel domani, per poi magari venir riscoperta dai vostri figli una volta adulti.

Le ragioni per fare il pane sono numerose, prima fra tutte il fatto che il pane fatto in casa è molto più buono di quello che si compra, e poi costa meno; se lo desideriamo, possiamo allora reinvestire il nostro risparmio nell’acquisto di ingredienti di prima qualità e farine speciali, per ottenere pani sempre diversi, ma anche per riappropriarsi del controllo della qualità degli ingredienti utilizzati e della loro sicurezza, problema che avvertirete con particolare coinvolgimento soprattutto se qualcuno in famiglia soffre di qualche forma d’allergia ed intolleranza.

Il pane, se osserviamo attentamente le nostre abitudini, è forse l’alimento che più spesso figura tra gli avanzi, e viene frequentemente buttato nella spazzatura. Quello fatto in casa, che si conserva più a lungo, difficilmente avanza, perché invecchia più lentamente, pertanto raramente viene gettato.

I nostri figli, travolti dalla pubblicità martellante, faticano a sviluppare un senso critico per quanto riguarda gli alimenti, e possono crescere nella convinzione che tutto quel che si trova confezionato, e viene acquistato già pronto al supermercato, sia migliore di quello fatto in casa, compreso il pane surgelato che si trova sempre più spesso in vendita.

Ecco allora che impastare con loro il pane può aiutarli a capire che molte cose si possono produrre in casa con minima spesa e massimo gusto oltre che divertimento.

Inoltre, se li coinvolgiamo nella preparazione del pane (ma questo vale per qualsiasi altra pietanza) saranno più propensi a mangiarlo con piacere ed appetito, perché si tratterà di qualcosa che avranno contribuito a creare con le proprie mani, riusciranno quindi almeno in parte a superare la naturale diffidenza che spesso li accompagna nell’avvicinarsi al cibo.

La panificazione è un’esperienza che li guiderà alla scoperta della propria crescente autonomia, e che sarà fonte, oltre che di scoperta, anche di immensa gratificazione: partendo infatti da un esempio semplice ma essenziale come quello del pane, si renderanno conto che le cose che si amano possono essere create con le proprie mani.

Fare il pane è un’autentica festa, che dà gioia, allegria e piacere di stare insieme a tutta la famiglia, ma è anche un momento dalla forte connotazione educativa, spesso costituisce la prima esperienza in cucina di un bambino.

Pensiamo a quanto può essere utile per la costruzione della fiducia in sé stessi, creare con le proprie mani una cosa che darà piacere all’intera famiglia; non si tratta di riuscire in un gioco qualsiasi, i bambini ci terranno moltissimo a vedere che noi genitori consumeremo con gusto e piacere il pane che loro con grande impegno sono riusciti ad impastare.

Fare il pane, come si usava una volta, può costituire anche l’occasione da parte di noi genitori di ritornare alla nostra infanzia, e raccontare dei nonni, di quel che erano soliti fare in cucina, delle tradizioni di un tempo. I nostri figli avranno allora l’opportunità di conoscerci meglio e di conoscere meglio sé stessi, la loro storia e le proprie radici.

Perché non stabilire allora un giorno fisso alla settimana, il sabato o la domenica mattina magari, quando tutti hanno più tempo per dedicarsi alla panificazione? Può costituire l’occasione per trascorrere un po’ di tempo a tu per tu con i figli e rinsaldare i legami di famiglia, attraverso la complicità creata dal fatto di lavorare tutti assieme ad uno stesso progetto.

I bambini potranno personalizzare la loro pagnotta dandole la forma desiderata. Ecco allora che fare il pane diverrà una intensa esperienza creativa ed artistica, e sarà molto più economico e sicuro delle tante paste da modellare pronte per l’uso esistenti in commercio, piene di coloranti e conservanti chimici.

Il pane migliore in assoluto è quello fatto con la pasta madre, che però richiede cura e frequenti rinfreschi, incompatibili con le abitudini di coloro che non fanno il pane con regolarità. Potrete trovare in commercio però della pasta acida essiccata, che potrete aggiungere al vostro impasto per ottenere le caratteristiche e la fragranza tipiche del pane a lievitazione naturale anche se non possedete la pasta madre fresca.

Io mi limiterò a darvi una ricetta davvero semplice per il pane, che però prevede il più frequentemente utilizzato lievito di birra.

Si tratta di una ricetta per ottenere pane adatto alla colazione od alla merenda di metà pomeriggio, che sarà buonissimo così, tale e quale, oppure arricchito da un velo di marmellata o malto di cereali, e che potrete personalizzare in base alle preferenze dei vostri bambini e dei loro suggerimenti.

Le dosi potranno essere aggiustate in base al numero di partecipanti ed alle dimensioni del pane che vorrete ottenere.

500 grammi di farina semi-integrale
Un cucchiaio d’olio extravergine d’oliva
Un cucchiaino di sale
Due cucchiai di malto di cereali (o miele)
Una bustina di lievito di birra in polvere
400 g di latte
100 g di frutta secca a piacere e sminuzzata (noci, mandorle, nocciole, pinoli…)

L’impasto va lavorato a lungo, dividetelo tra i bambini, e lasciate scegliere loro tra le forme che desidereranno dare al loro pane, andrà cotto, tenendo all’interno del forno una ciotola d’acqua, per mantenerlo particolarmente soffice e morbido.

Michela Boscaro


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  • Pingback: And the winner is … « A casa con la mamma()

  • Questo post sulla panificazione è davvero bellissimo e, oltre che utile, coinvolgente. Mi piace fare pane, pizza e focaccia in casa e ricordo che, quando era bambina, era davvero una festa quando mia mamma impastava. Inoltre è vero che, facendo il pane in casa, non si buttano mai via avanzi ed il pane dura molto più a lungo.
    Complimenti davvero per questo articolo!

  • Michela

    Grazie Tamara, forse è anche per il fatto che preparare il pane evoca così spesso ricordi di profumi, sapori ed affetti d’infanzia piacevoli che ci piace tanto farlo e che ci riesce spontaneo unire a noi i bambini, in modo tale da regalare loro le stesse belle senzazioni. Ciao.