Rispetto del parto naturale, in ospedale si può

Nei primi anni Novanta un gruppo di ostetriche dell’Ospedale San Martino di Genova comincia a maturare la voglia, il desiderio e la necessità di cambiare qualcosa nel proprio atteggiamento ostetrico e nel proprio approccio alla nascita, nell’ottica di un maggior rispetto della naturalità dell’evento e di privilegiare la continuità delle cure in un ambiente più simile possibile a quello domestico.

Nel 1998, con l’appoggio e la spinta della Dott.ssa Sandra Morano, due gruppi di circa 10 ostetriche si sono recati in Danimarca, a Copenaghen, per visitare le case maternità già presenti e attive sul territorio e osservare l’efficacia del modello assistenziale offerto alle donne danesi.

Subito dopo partiva la richiesta di realizzare un centro nascite simile anche qui da noi, a Genova.

Il CENTRO NASCITA ALTERNATIVO viene inaugurato nel 2000 e nel 2001 le prime donne cominciano a partorire in maniera totalmente naturale e indisturbata presso questa piccola oasi gestita dalle ostetriche con una ginecologa di riferimento (la Dott.ssa Morano).

Il Centro si trova all’interno del reparto di ostetricia dell’ospedale San Martino, quindi all’interno di un’Unità Operativa di Ostetricia di III° livello, e gestisce le gravidanze fisiologiche privilegiando la continuità delle cure in un ambiente molto familiare e sereno.

Il Centro è un reparto alternativo pensato per promuovere condizioni di cura più vicine ai bisogni delle donne e delle famiglie. All’interno del centro le ostetriche hanno provato a modificare la cultura e le pratiche nei confronti di questo cruciale evento nella vita di ogni donna cercando di sostituire alla centralità dell’ospedale e delle sue regole i bisogni della donna e della famiglia.

Presso il Centro Nascita è cambiata la scena del parto perchè si sono cercate di abbandonare le modalità di assistenza dimostratesi inefficaci cercando di restituire dignità e rispetto all’avvenimento nascita, momento profondamente intimo ma che si svolge in pubblico.

Visto che il parto a domicilio è visto ancora come una cosa quasi impossibile nella nostra regione, con questo centro si è concretizzato il tentativo di portare nella struttura sanitaria un’atmosfera calda e famigliare.

Gli obiettivi primari del centro sono:
– spostare l’attenzione che si dà alla durata temporale del travaglio al diventare madre /genitori
– dare continuità alle cure successive all’evento nascita
– garantire la totale centralità della donna e della coppia durante tutta la degenza
– ricreare un’atmosfera familiare in una struttura ospedaliera per far sì che piano piano si rafforzi nelle donne l’idea che il parto è un passaggio naturale del percorso chiamato vita, e che si possa, quindi, tornare a godere di quelle sensazioni, di quel coraggio, di quella forza che vengono regalate dal parto naturale.

Due giovedì al mese, senza appuntamento, il Centro Nascita Alternativo si apre alle donne in gravidanza che vogliono visitare l’ambiente, ricevere informazioni circa il funzionamento e la gestione del reparto, i criteri per accedervi e il tipo di assistenza che viene offerto.

Quando una futura mamma decide di partorire presso il Centro, viene invitata a prendere un appuntamento per la 36esima/37esima settimana di gravidanza per la compilazione della cartella ostetrica.

In tale occasione l’ostetrica valuta la storia anamnestica di quella donna, gli esami, le visite di controllo e le ecografie eseguite nell’arco della gravidanza. In seguito la futura mamma tornerà al Centro per portare l’esito degli ultimi esami e dei tamponi richiesti in vista del parto.

In alcuni casi particolari ove le donne richiedano o necessitino di ulteriori visite, potranno tornare presso il Centro per parlare con l’ostetrica.

Ecco i principali criteri per cui una donna può o meno accedere al centro per partorire (criteri di fisiologicità secondo le linee guida internazionali):

– Età > 18 anni, età <40 anni per il primo figlio;
– Travaglio di parto ad insorgenza spontanea compresa tra le 37 settimane compiute e fino a 41 settimane + 3 giorni;
– Non possono accedere le donne precedentemente cesarizzate;
– Non possono accedere le donne che nel parto precedente hanno subìto una lacerazione perineale di 3° grado;
– Non possono accedere le donne che nel parto precedente hanno avuto emorragie post-parto severe;
– Non possono accedere donne HIV positive;
– Non possono accedere donne ipertese;
– Le donne affette da diabete gestazionale trattato con la dieta possono accedere, le donne in terapia insulinica non possono accedere;
– Non possono accedere le donne che si presentano con il liquido amniotico tinto di meconio;
– Possono accedere le donne con le membrane rotte, ma dopo 24h se il travaglio non insorge spontaneamente devono essere trasferite nel reparto tradizionale;
– Possono accedere le donne con tampone rettale e/o vaginale positivo.

Il travaglio viene seguito da un’ostetrica, che verrà appoggiata da una seconda ostetrica per il parto, mentre alla nascita il neonatologo è sempre presente.

La degenza, normalmente e se non ci sono diverse indicazioni o necessità, avviene dopo 48h dal parto.

Emanuela Rocca


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  • Roberta

    io sono di Genova ed il mio secondo bimbo è nato in casa, ma il CNA sarebbe stata la mia seconda scelta. Molto meglio dell’ospedale ma secondo me ancora non basta, troppi protocolli rigidi, non ci sono scelte ad personam, le ostetriche del CNA sono le stesse del reparto quindi un po’ condizionate dai protocolli ospedalieri… mi sa che pretendo troppo, ma dopo aver fatto nascere un figlio in casa, ho idea che tutto il resto non mi basterebbe più!!! 🙂

  • Pingback: Luglio 2011 - Pagina 269()

  • Emanuela

    Cara Roberta, immagino!!!!!!!!!! Come a casa propria non si sta da nessuna parte!!!!! Il CNA è un buon compromesso tra parto in casa (per chi non può permetterselo o non se la sente) e parto nel reparto tradizionale di ostetricia!! Hai voglia, se ti fa piacere e non ti scoccia, di scrivermi in privato qualcosa di più sul tuo parto in casa??? Se non ne hai voglia, non ti preoccupare!! Grazie, Emanuela