Il bambino a tavola con le fiabe

Il 23 aprile si è celebrata la Giornata Mondiale del libro e del diritto d’autore. Può essere estremamente interessante legare questa meravigliosa attività, ossia la lettura – da svolgere con i bambini – anche a temi legati all’alimentazione.

Spesso noi genitori siamo preoccupati per le abitudini alimentari dei nostri figli, perché mangiano troppo o al contrario troppo poco, perché mangiano poca verdura o troppe merendine.

Una corretta alimentazione è il primo passo per insegnare ai nostri figli a prendersi cura della propria salute in modo consapevole.

Purtroppo, però, i nostri discorsi su quanto facciano bene certi alimenti e quanto invece sia necessario limitare il consumo di altri, sono il più delle volte lettera morta, soprattutto per i bambini più piccoli, che apprendono più facilmente attraverso l’esempio che noi genitori diamo loro a tavola.

Pertanto, più la nostra alimentazione sarà sana ed equilibrata, tanto maggiori saranno le probabilità che anche i nostri figli mangino allo stesso modo.

Al di là dell’imprescindibilità dell’esempio personale, possiamo però aiutare i nostri piccoli anche attraverso i libri e la lettura condivisa.

Sappiamo tutti quanto favole, racconti, filastrocche, ed in genere la lettura, siano utili oltre che per rafforzare il legame affettivo genitori-figli facendoli sentire più uniti e vicini, e migliorare la qualità della loro comunicazione, anche per veicolare valori e messaggi attraverso il sapiente uso della metafora.

Metafora che permette al piccolo di mettere ordine tra le sue fantasie, e di ridimensionare paure o errate convinzioni.

Possiamo ricorrere a questo potente strumento di linguaggio e profonda comunicazione, anche in campo alimentare, perché sappiamo bene quanto antipatie ed avversioni trovino sovente origine nelle paure e nell’inconscio del piccolo, e siano pertanto irrazionali.

Ecco che la lettura di favole, ripetuta e protratta nel tempo, proprio come piace ai bambini, può aiutarli a razionalizzare le loro fobie alimentari o avversioni, contenendole, e trasmettendo loro al tempo stesso messaggi rassicuranti.

Favole e racconti possono essere un utile strumento ed alleato per i genitori, ma anche per insegnanti ed educatori.

Esse, infatti, concorrono a iniziare i bambini alla corretta e sana cultura alimentare fin dalla più tenera età favorendone la trasmissione di genitore in figlio; possono aiutarli a prendere consapevolezza del loro corpo e delle sue esigenze nutrizionali, aiutandoli a distinguere tra cibi buoni e sani, e cibi che vanno invece assunti con moderazione e riservati a momenti o circostanze speciali.

Sono davvero numerose le fiabe classiche che ruotano intorno al tema del cibo e dell’alimentazione. Pensiamo alla più famosa forse, la fiaba di Hansel e Gretel, interamente incentrata sul tema della golosità, che conduce i due sfortunati fratellini, protagonisti della stessa, dritti dritti tra le mani della perfida strega dalla quale rischiano di finire mangiati, e che comunica ai bambini quanto la golosità possa far loro del male portandoli al consumo smodato ed eccessivo di dolci e zuccheri.

Pensiamo in alternativa ad Alice nel paese delle meraviglie, che per lo stesso motivo – la sua golosità e l’incapacità di trattenersi – si caccia sempre nei guai dovendone poi pagare le conseguenze, o ancora alla storia dei Tre Porcellini, o di Cappuccetto rosso.

Il legame simbolico col cibo è centrale in ciascuno di questi racconti.

Nelle storie dei giorni nostri invece, il significato è molto più immediato: si tende a riprodurre situazioni reali del quotidiano, che il bimbo ha molto probabilmente già vissuto in famiglia, all’asilo o a scuola, per permettergli un’identificazione più immediata e diretta.

Questi racconti ricorrono solitamente ad un linguaggio più semplice, e sono di conseguenza comprensibili anche ai bambini più piccini.

Frequentemente queste storie e racconti hanno come protagonisti cuccioli ed animali, di solito entrambi molto amati dai bambini, che in essi istintivamente si rispecchiano, e per i quali i bambini provano una naturale simpatia e inclinazione all’empatia.

Altre volte protagonisti delle storie sono oggetti inanimati, vista la grande facilità con cui la fantasia dei bambini permette loro di dar forma, vita e sentimenti ad oggetti che non hanno una vita propria, anche attraverso il gioco.

Anche una filastrocca può assolvere alle medesime funzioni, divertendo con la sua musicalità ed il ritmo soprattutto i più piccini.

Ecco allora che oltre alla trasmissione del sapere alimentare, si possono far conoscere il cibo ed il suo valore, non solo nutrizionale, ma anche simbolico, si possono far conoscere frutta e verdura, intorno ai quali si concentrano di solito le maggiori difficoltà a tavola, e preoccupazioni da parte dei genitori.

Si possono educare i sensi, e favorire il consolidarsi di sane abitudini, stimolando al contempo la curiosità e la voglia di assaggiare a tavola, senza precludere alcun sapore.

La lettura condivisa aiuta a lavorare su molti fronti quindi, contribuendo al contempo ad arricchire il linguaggio, le capacità comunicative e d’espressione dei bambini.

L’editoria per l’infanzia ogni anno regala centinaia e centinaia di nuovi volumi e proposte tra cui scegliere. Con l’aiuto di un libraio competente ed appassionato si possono individuare i titoli più adatti alle esigenze nostre e dei nostri piccoli, alle difficoltà che incontriamo nel rapporto con loro a tavola, oppure, se fortunatamente non ne abbiamo alcuna, ad arricchire semplicemente la loro biblioteca e avere un motivo in più per trascorrere dei bei momenti in loro compagnia grazie alla lettura.

Sì, insomma, la lettura fa bene anche in cucina, per regalare a tutta la famiglia un’atmosfera più distesa, e quindi più serena e gradevole per tutti, attorno al tavolo, oltre che per superare le resistenze dei bambini, coinvolgendoli con uno strumento solitamente molto gradito – purché i libri e le storie, per quanto belli e gradevoli, vengano tenuti lontani dal tavolo da pranzo e letti in altri momenti.

A tavola meglio stare assieme in altro modo e … mangiare!

Michela Boscaro


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