Il bambino dà un aiuto per la spesa

I bambini, ambìti e corteggiati dalla pubblicità, sono un pubblico sensibile, recettivo, vasto e particolarmente influente.

Lo scopo della pubblicità è quello di creare consumatori obbedienti, docili, con scarso senso critico e poco esigenti.

Quasi tutto quel che viene prodotto per essere destinato ai bambini è artificiale, colorato e appariscente, e il cibo non fa eccezione.

Ai bambini non è riconosciuto lo spazio per coltivare l’autentico senso del bello, del gusto e della qualità, tutto è un tripudio di prodotti standardizzati, che facilmente vengono incontro all’appiattimento ed alla omologazione dei gusti.

Confezioni colorate, collocate ad altezza strategica sugli scaffali, e martellanti campagne pubblicitarie su tv, carta stampata e cartelloni stradali fanno il resto.

Da questo genere di offerta il bambino può ricavare esperienze sensoriali estremamente povere, monotone e ripetitive, anche per quanto riguarda il cibo.

Il mercato offre ormai una gamma smisurata di qualsiasi genere di prodotto possiamo desiderare o di cui avere necessità, gli scaffali dei supermercati traboccano di cibo, tanto che a volte diventa impossibile scegliere, e nell’indecisione preferiamo acquistare entrambe (o forse anche più) le opzioni.

Gran parte degli alimenti sono disponibili a basso costo e facilità di preparazione, devono essere solo riscaldati o scongelati, concedendoci il lusso di non dover sporcare più di tanto, o sprecare tempo prezioso da dedicare ad altro.

Inoltre il cibo spazzatura è disponibile a bassissimo costo e noi ci culliamo nell’illusione che non ci siano altri prezzi da pagare in futuro in termini di salute per le scelte alimentari fatte più o meno consapevolmente oggi.

Qualsiasi tipo di acquisto decidiamo di affrontare ha un impatto più o meno grande, più o meno diretto su di noi e sull’ambiente che ci circonda, ed è importante che i bambini imparino il più presto possibile, attraverso il nostro esempio, che in quanto consumatori possiedono responsabilità e poteri molto grandi, semplicemente decidendo con consapevolezza cosa mettere dentro il carrello della spesa.

Fatta questa necessaria premessa, risulta facilmente intuibile quanto possa essere utile che i nostri bambini ci accompagnino quando ci rechiamo a fare la spesa e ne siano coinvolti in prima persona. Prima ancora di partire da casa, facciamoci aiutare con la lista.

I bambini adorano redigerla ed è molto importante vedere che i loro desideri e le loro preferenze sono tenuti in grande considerazione. Perciò accettiamone i suggerimenti, facciamo loro scrivere la lista, o se ancora non lo sanno fare autonomamente, lasciamoli liberi di darci suggerimenti, chiedendo loro cosa vorrebbero per cena.

Al giorno d’oggi tendiamo a considerare la spesa un’incombenza come un’altra, da svolgere il più rapidamente possibile, e quindi meglio in assenza dei bambini, che tendono necessariamente a rallentare ogni nostra attività, e quindi tendiamo a parcheggiarli dai nonni, con la baby sitter, presso la ludoteca, o di fare la spesa prima di andarli a prendere a scuola od all’asilo.

Ma così facendo perdiamo anche un’importante occasione di insegnamento, oltre che di stare con loro. Non è detto che solo il tempo che trascorriamo leggendo o giocando con loro sia tempo di qualità, lo può essere anche fare la spesa o aggiustare la bicicletta, se ne ricaviamo tutti sensazioni gradevoli.

Se i bambini ci accompagnano quando facciamo la spesa, ben presto ci renderemo conto di quanto guidino le nostre scelte.

Facciamo perciò in modo che siano quelle giuste, e coinvolgiamoli nelle nostre decisioni. Coinvolgere i bambini non significa affatto cedere a ogni loro richiesta.

Sappiamo tutti quanto i più piccoli siano un target appetibile e corteggiato nelle campagne pubblicitarie cui risultano particolarmente sensibili.

Coinvolgerli significa spiegar loro le ragioni dei nostri acquisti, i fattori che li determinano, che non sono rappresentati unicamente dalla necessità e, talvolta, dal capriccio, ma anche dalla provenienza del prodotto, da chi lo ha prodotto e per quanto tempo lo utilizzeremo, e significa soprattutto farci concretamente dare una mano, valorizzando la loro presenza e preziosa collaborazione.

Quando saremo giunti al supermercato non abbiamo fretta i metterli seduti sul carrello: prendiamo i piccoli cesti da trascinare e lasciamoli mettere dentro le cose degli scaffali più bassi; facciamo in modo che si sentano utili ed apprezzati e vedrete che di capricci non ce ne saranno.

Spieghiamo ai bambini che cosa sono e a cosa servono le etichette, insegniamo ai più grandicelli a leggerle e riconoscere gli ingredienti, a valutare la freschezza di frutta e verdura; poco alla volta riusciranno a distinguere la carota croccante da quella moscia, impareranno la differenza tra cibo fresco ed avvizzito, cibo di qualità e cibo spazzatura, impareranno che esiste un cioccolato di qualità dalla confezione non luccicante, ed uno mediocre con la sorpresa, il caffè del commercio equo e solidale piuttosto di quello normale, e si renderanno conto che molti bisogni sono indotti dalla pubblicità.

Fare la spesa insieme, coinvolgerli nella scelta, li avvicina al cibo, alle sue origini, e al suo valore, li incuriosisce spingendoli a saperne di più, ponendo le premesse affinchè divengano in un futuro neanche troppo lontano consumatori critici e consapevoli.

Qualcuno può obiettare che quando i bambini sono piccoli può essere piuttosto difficile e stressante far la spesa insieme, perché la loro incapacità di star fermi, e di portar pazienza a lungo sono limitate. In questi casi dobbiamo prestar particolare attenzione a mantenere vivo il loro interesse ed a pianificare la spesa con anticipo e precisione, cercando, se possibile, di frammentarla

Quindi non un’unica grande spesa, ma due più piccole. Il modo migliore di fare la spesa con loro è dopo esserci accertati che il bambino non abbia sonno né fame, ancora una volta quello di coinvolgerli, facendoli sentire importanti e valorizzando la loro collaborazione e il loro contributo, ma anche quello di essere chiari, spiegando loro, prima di uscire, quel che ci accingiamo a fare.

Fissiamo poche ma chiare regole, quelle che per noi sono più importanti e che includeranno il divieto di allontanarsi, e di correre tra corsie e scaffali, accertiamoci di avere con noi tutto quel che può servire e la lista della spesa già compilata, dopodiché facciamoci aiutare a fare la spesa, pesare gli alimenti, incollare le etichette col prezzo, giocate ad indovinare quel che farete col cibo una volta a casa…

Anche i bambini piccoli di solito amano essere coinvolti con l’attribuzione di piccole responsabilità.

Se l’uscita non prevede acquisti extra, spieghiamo loro che lo facciamo solo per fare la spesa per tutta la famiglia, e che non ci saranno premi o regalini. Nella peggiore delle ipotesi, potremo lasciare per qualche istante in un angolino il nostro carrello ed uscire per raffreddare gli animi.

Poco per volta, organizzando le nostre uscite, e pianificandole in anticipo, scopriremo il piacere di fare la spesa con i bambini che diverranno i nostri più grandi collaboratori e veri e propri esperti, ancor più di mamma e papà.

Michela Boscaro


Potrebbero interessarti anche