Letture ad alta voce sul portare i bambini

Dopo nove mesi trascorsi nel caldo rifugio del grembo materno, c’è un solo luogo al mondo dove un bimbo appena nato si sente davvero sicuro, e sono le braccia della mamma.

Ritrovare il battito del suo cuore, il suono della sua voce e il suo calore, per il neonato che si è trovato improvvisamente in un mondo nuovo, dove tutto è strano e sconosciuto, è un po’ come “tornare a casa”.

Non è difficile quindi immaginare quanto possa risultare gradita ai più piccini la consuetudine del “portare i bimbi” con fasce, marsupi e mei tai, una pratica che garantisce tanti benefici al bambino ma anche ai suoi genitori.

Lo sa bene la mamma di Alice e Nino, i piccoli protagonisti delle Storie di Alice, serie illustrata per bimbi da 0 a 6 anni, nata dalla fantasia di Giorgia Cozza e dalla matita di Maria Francesca Agnelli.

E lo sa bene anche Alice che quando il piccolo Nino non era ancora nato gli raccontava com’è il mondo fuori dal pancione:

Io ti farò tante coccole” racconta Alice, “e ti porterò con la fascia che la nonna ha confezionato per me, uguale uguale a quella della mamma. Ora ci porto il mio canguro, ma quando tu sarai nato, potrete fare a turno”.

Un altro calcetto. Il fratellino è d’accordo!

Anche la mamma è d’accordo, Alice potrà tenere il fratellino nella fascia ogni volta che sarà seduta sul divano.
E quando usciranno per una passeggiata la mamma porterà il fratellino e Alice il suo canguro.

(da Alice e il fratellino nel pancione)

Il bebè ‘portato’ gode di una costante rassicurazione: tutto quello che desidera, tutto quello di cui ha bisogno è a portata di mano. Sul corpo di mamma e papà trova le condizioni ottimali per il suo benessere emotivo: vicinanza, calore, affetto e nutrimento. Il supporto (fascia, stoffa, marsupio) rappresenta una sorta di ‘utero di transizione’ in cui il bimbo, così come nel grembo materno, continua ad essere cullato grazie al movimento di chi lo porta.

La vicinanza continua favorisce, inoltre, quella comprensione profonda che permette alla madre di intuire i bisogni del figlio, interpretandone i segnali corporei e le espressioni del volto. Il risultato è che i bimbi che possono stare a contatto con la mamma piangono meno e questo fa crescere l’autostima materna, la fa sentire ‘capace’ e quindi più serena e sicura di sé. (1)

A livello pratico, il genitore che porta il proprio bimbo addosso dispone di una buona libertà di movimento: è insieme al suo piccino e risponde con immediatezza ai suoi bisogni e contemporaneamente può dedicarsi ad altre faccende, o prestare attenzione a eventuali fratellini.

Proprio come succede a casa di Alice:

Dopo la poppata, se il fratellino si è addormentato, la mamma lo posa nella cestina o lo mette nella fascia per tenerlo vicino al suo cuore.

(da Alice sorella maggiore)

disegno da colorare letture ad alta voce sul portare i bambiniPer i bambini che sono stati portati o che vedono i genitori portare i fratellini è molto bello ritrovare una consuetudine che fa parte della loro esperienza e della loro “storia di famiglia” nei libri di Alice!

E ora, per i piccoli lettori di Alice, ci sono anche i disegni da colorare che “raccontano” la consuetudine di portare i bimbi.

È possibile scaricarli gratuitamente dal sito ufficiale delle Storie di Alice.

Buona lettura a grandi e piccini!

Per approfondire:

Portare i piccoli, di Esther Weber


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