L’orto sul balcone con aglio e cipolla

Sua balconeggiante olezzosità!

Di quale misterioso vegetale stiamo parlando? Di liliacee, naturalmente! La simpatica famiglia che annovera membri di tutto rispetto: aglio, cipolla, scalogno, porro, erba cipollina solo per citare le più conosciute.

Conosco benissimo la frenesia provata dall’appassionato di piante, che dilata gli spazi in orizzontale e in verticale pur di crescere sul proprio balcone ogni genere botanico a lui gradito.

Però conosco altrettanto bene i limiti di spazio, che ci costringono a compiere scelte.

Quali sono i fattori limitanti per le liliacee che sviluppano bulbo? Fattori limitanti riferiti al balcone, ovviamente!

Lo spazio che occupano in verticale. Spesso sul balcone dobbiamo accontentarci di profondità ridotte. Non che le liliacee presentino radici fittonanti, come le carote per intenderci, ma appunto si sviluppano sottoterra.

Il tempo. Occupano il terreno per mesi, mentre sul balcone io consiglio un buon investimento su vegetali che regalino più tagli e su vegetali che presentino cicli brevi: un esempio è il ravanello, come ci raccontavamo in precedenza all’interno di questa rubrica.

Il nutrimento. Chi scrive non vi sa consigliare, per il tale o talaltro ortaggio, i cucchiai di NPK* da somministrare. Non lo sa e non le interessa impararlo, perché crede nei modelli di autofertilità del suolo, quali l’agricoltura sinergica e l’agricoltura naturale .

Però dobbiamo tenere conto che il nostro balcone è un ecosistema estremamente semplificato, e quindi ha bisogno di una sapiente organizzazione da parte nostra.

Di sicuro sono più difficili gli equilibri su un poggiolo di città che in piena Terra, dove sono supportati da un pullulare di vita: batteri, funghi, animali, vegetali che creano una rete di scambi complessissimi e fertili.

Un motivo valido per selezionare colture che non richiedano grossi apporti di concime, quindi…

Oppure dobbiamo accettare un grado di artificiosità maggiore, una nostra mano che divenga ancora più pesante sul piccolo e precario sistema-terrazzino.

Però le liliacee sono indispensabili in cucina – non in tutte le culture, ma nella maggior parte sì.

Conferiscono sapore, regalano un aroma particolare anche a piatti sciocchi. Presentano proprietà antibatteriche e antifungine: l’odore caratteristico viene conferito dalla chimica dei composti dello zolfo in esse presenti, e gli stessi composti sono quelli che esplicano attività antisettica.

Vengono inoltre studiate come mezzo di prevenzione verso le patologie cardiovascolari.

Irrinunciabili, vero?

Alla prossima puntata vedremo come conciliare la poca metratura, e magari la poca esperienza, con un approvvigionamento base di questi splendidi vegetali.

Annalisa Malerba

*Concime di sintesi i cui principali elementi sono Azoto (N), Fosforo (P), Potassio (K).


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