Riciclo e baratto per bambini e non solo

Uno dei modi migliori per far crescere relazioni positive tra famiglie e fare scelte sobrie ed ecologiche è quello di imparare a scambiare e barattare oggetti, di tutti i tipi, tra adulti e bambini.

In genere per i bimbi questo avveniva in modo abbastanza naturale in passato ed è ancora una consuetudine abbastanza diffusa. Vi capitava mai, da piccoli, di vedere un vicino di casa o un cuginetto indossare quella maglietta carina che adoravate? “Toh, ce l’avevo anche io una maglietta così, chissà dove sarà finita” ;-).

E poi non si tratta solo di vestiario ma anche di culle, passeggini, marsupi e un sacco di cose che ti regalano i suoceri o i parenti e che non sai più dove mettere.

Ai bambini piace moltissimo indossare il vestitino di un amico, leggere il libro del cuginetto o usare la bici della figlia del collega di papà, anche se non si conoscono.

Questo modo di condividere contribuisce alla costruzione del buon senso. Ha il sapore del passato ma di un passato così remoto da sembrare futuro. E il futuro si reggerà su un’economia e un consumo circolari, non più lineari.

Abbiamo bisogno di preservare le risorse, le materie prime, l’energia: la circolarità limita gli sprechi, rende onore al lavoro umano di chi ha prodotto un bene, ci permette di produrre meno e di stare meglio, senza alleggerire il portafoglio, cosa che non guasta!

Per questo dovremmo far rivivere gli oggetti finchè non avranno esaurito completamente la loro funzione e valorizzarli al massimo anziché comprare in continuazione per sopperire ad un bisogno compulsivo.

La condivisione è l’unico modo per pensare sensatamente al futuro delle famiglie e mi piace sognare che diventi normale scambiarsi oggetti, vestiti, beni necessari e futili anche tra adulti.

Tempo fa dicevo che non è il caso di offendersi se qualcuno ti regala vestiario usato, anche se hai passato i trenta ;), anche se ‘stai bene’ economicamente, perché non è questo il punto. Osservo con grande interesse tutto ciò che riguarda scambi e baratti informali, ma anche tutti i tool che ci mette a disposizione la rete, il consumo collaborativo, gli swap party, il recommerce.

Scambiarsi le cose (ma anche comprare e vendere oggetti usati) ci eleva dalla miopia di chi consuma per consumare, segando il ramo su cui è salito.

In fondo pensiamoci un po’: quando andiamo in albergo dormiamo su lenzuola usate, al ristorante mangiamo con posate su cui chiunque ha messo la bocca, appoggiamo la testa sul treno e sull’aereo laddove chiunque ha sonnecchiato. C’è qualche buon motivo per non usare con piacere una gonna passata da un amica che ‘non ci sta più dentro’?

Voi cosa ne pensate? Scambiate solo le cose dei bambini o anche quelle per voi? Lo fate solo per risparmiare o per spirito ambientalista?

Elisa Artuso


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  • Cristina

    Io ogni tanto vado a casa di mia mamma e “prelevo” qualcosa dal suo armadio…..gonne lunghe e pantaloni a zampa ormai sono tutti miei 🙂 e già che ci sono cerco i miei vestitini di quando ero piccola per i miei cuccioli….però sono finiti quasi tutti alle cuginette!

  • Non posso che accolgiere con un sorriso tutto quanto trovo scritto in questo prezioso articolo: il baratto è una buona pratica da insegnare fina da bambini e da portare avanti per tutta la vita.
    Insegna ad avere cura delle risorse del pianeta, che non sono infinite, insegna a condividere quanto si possiede con altri. E insegna a sapere valutare in modo più consapevole i propri bisogni.
    Grazia

  • nadia

    Io ricordo le bustone di indumenti dei miei cuginetti e delle zie che arrivavano a casa ai cambi stagione noi sceglievamo quello che ci andava bene, poi mettevamo i nostri abiti che non andavano + e viaaaaaa le buste ripartivano per altre case dove c’erano bimbi più piccoli di noi…era bello rovistare e provare tutto ed era normalissimo farlo! Anche adesso scambio i vestitini dei miei bimbi con amici o conoscenti (è un peccato troppo grande lasciarli ammuffire negli scatoloni) ma non è scontato e normale come prima! Un vero peccato sotto tutti i punti di vista! Nadia

  • Isabella

    Ma che bello questo articolo: grazie Elisa, mi ci ritrovo pienamente! Condividere è per me uno stile di vita che significa socializzazione, aiuto reciproco, sviluppo del buon senso e porta di conseguenza ad una riduzione degli sprechi, sensibilizzazione verso l’ambiente e risparmio. In quest’ottica ho appena ultimato il mio sito di condivisione articoli usati http://www.condividi-amo.it: sarei felice se tu lo visitassi dandomi magari un tuo parere, sarebbe per me molto prezioso! Grazie ancora, Isabella