Giochi ecologici per l’estate

Quando fa molto, moltissimo caldo, in estate, noi mamme siamo sempre in ricerca di idee per intrattenere i bambini perché non si può certo uscire con 40 gradi all’ombra… Nella nostra casa il Kapla è un gioco che riscuote molto successo e che ha la grande qualità di essere molto versatile, oltre che spiccatamente ecologico.

Il Kapla è composto da una serie di blocchetti della stessa misura finemente squadrati, in legno di pino marittimo, che si utilizzano senza fissaggio.

Il Kapla è stato ideato da un restauratore di mobili antichi olandese, Tom van der Bruggen, ed è probabilmente uno dei giochi più semplici e duraturi che potete procurare per i vostri bambini: possono usarlo i più piccolini, già attorno ai tre mesi, per imparare a tenere in mano i singoli Kapla o per assaggiarli. Con il passare dei mesi i bambini iniziano a farli suonare tra loro, poi iniziano a creare dei percorsi, ad impilarli e poi la fantasia permette di arrivare dove non crederemmo mai: torri, case, animali, ponti, ma anche basi per altri lavoretti.

Noi li usiamo per fare fattorie, recinti, per “disegnare” sul pavimento la sagoma dell’Italia, per arrivare al soffitto con torri stratosferiche, per fare piccoli quadri o composizioni, dopo aver scelto un numero variabile di Kapla da dipingere in vari colori.

Kapla è un gioco di equilibrio, stimola la creatività e la fantasia, aiuta i bambini (ma anche i grandi) a concentrarsi e rilassarsi, ma soprattutto è un gioco semplice, senza trilli, senza lucine, senza pile. È un gioco contagioso: si può portare in giardino, al parco e altri bambini si avvicineranno per provare ad usare i Kapla che si possono acquistare o autoprodurre con un po’ di manualità.

In casa è un gioco bello da vedere e poco ingombrante che cresce con i nostri bambini… forse fa crescere un po’ anche noi, nella fantasia e nell’ispirazione a cercare, per la nostra casa, solo cose belle e semplici.

E voi lo conoscete? Lo usate? Vi piace?

Vi invito a vedere alcune delle nostre costruzioni con i Kapla!

Elisa Artuso


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