Gravidanza naturale: dall’ostetrica al ginecologo

L’arte ostetrica nasce con la necessità della donna di essere aiutata nel momento del parto ed è affidata a donne con esperienza (levatrici o mammane) senza formazione ufficiale.

Solo nel XIII sec. le conoscenze ostetriche conoscono uno sviluppo con l’istituzione delle prime Università (Bologna, Parigi, Padova…) e l’approfondimento degli studi di anatomia e chirurgia.

Questo porta inevitabilmente all’osservazione e all’esperimento: la gravidanza e il parto perdono l’aspetto magico e mistico per acquisire i caratteri di fenomeno biologico.

Nel 1513 compare il primo libro di argomento esclusivamente ostetrico, una guida per levatrici scritta in volgare e tradotta in latino e diffusa in tutta Europa.

Per ragioni di pudore l’assistenza ostetrica rimane ancora privilegio esclusivo delle donne per anni.

A Parigi con l’affermarsi dell’ostetricia per merito di Francois Moriceau , primo chirurgo ad esercitare esclusivamente l’ostetricia, nel XVII sec. e per tutto il Settecento, questa disciplina passa sempre più nelle mani dei chirurghi ostetrici e l’uomo entra nella pratica professionale provvedendo a inventare e collaudare strumenti chirurgici, come il forcipe, per aiutare le donne nei parti difficili, superando con il tecnicismo l’abilità pratica della levatrice.
L’Illuminismo, poi, spazza i pregiudizi e le usanze tradizionali che impedivano alla mano maschile di intervenire durante il parto.
L’intervento maschile nelle operazioni di parto, (con la figura dell’accoucheur), iniziato in Francia presso la borghesia e la nobiltà, si estende ben presto in Germania, Italia, Olanda, Svezia e Inghilterra.

La figura del medico prende sempre più campo in una scienza tutta femminile che veniva tramandata di generazione in generazione grazie all’esperienza e alla dedizione.
Se la figura del medico, la tecnologia e le conoscenze sviluppate con anni di esperienza e ricerca sono essenziali per intervenire in tempi molto brevi in quelle situazioni patologiche potenzialmente dannose per la madre o il bambino, esse non dimostrano avere alcuna necessità di essere applicate in quelle gravidanze e in quei parti che nulla hanno di patologico.

La gravidanza non è una malattia, ma una condizione per la quale il corpo femminile è preposto dalla natura.

Siamo dotate di un utero che è in grado di trasformarsi e raggiungere dimensioni molto maggiori per ospitare all’interno un insieme di cellule che nell’arco di 9 mesi si trasformano in un essere umano perfetto.

Siamo dotate di un corpo perfettamente in grado di affrontare e sopportare questi cambiamenti: siamo dotate di ormoni che consentono e promuovono queste trasformazioni, siamo dotate di una struttura osteoarticolare preposta a gestire i cambiamenti ponderali e posturali che ne conseguono e siamo create apposta per poter partorire la creatura che abbiamo portato in grembo.

Dov’è la malattia in tutto ciò? E allora, qual è il ruolo di un medico in tutto questo?

Le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità sulla gravidanza fisiologica, aggiornate al 2011 raccomandano:

“Alle donne con gravidanza fisiologica deve essere offerto il modello assistenziale basato
sulla presa in carico da parte dell’ostetrica/o. In collaborazione con l’ostetrica/o, il medico
di medicina generale, i consultori e le altre strutture territoriali costituiscono la rete di assistenza integrata alla donna in gravidanza. Questo modello prevede, in presenza di complicazioni, il coinvolgimento di medici specializzati in ostetricia e di altri specialisti”.

Un recente studio effettuato dall’Istituto Superiore di Sanità sul percorso nascita conferma quanto detto.
Le linee guida più aggiornate e gli studi di ricerca, nonché il grado di soddisfazione delle donne e di conseguenza i migliori esiti materni e infantili, dimostrano che l’assistenza alla donna nel periodo della gravidanza, qualora non ci si trovi dinnanzi ad una situazione di patologia, è stretta competenza dell’ostetrica

E allora….affidatevi all’ostetrica, perché lei vi ascolta!

Emanuela Rocca


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  • Nicoletta

    Di sicuro se avrò un altro figlio mi affiderò ad una ostetrica! L’esperienza con i ginecologi è stata disastrosa!! L’unico elemento che manterrei sono le ecografie, perché mi ricordo che mi facevano sentire tranquilla. Per il resto il ginecologo è assolutamente inutile e potenzialmente dannoso, perché anziché infondere fiducia nelle proprie possibilità, fa sentire la donna in gravidanza come una ammalata e non è affatto positivo!

  • sara

    durante il mio parto la ginecologa si è affacciata un momento, ed è intervenuta solo alla fine per cucire le piccole lacerazioni causate dal gomito alzato di mia figlia. È nata in 10 minuti dalla rottura delle acque. In pratica 10 min da quando sono scesa dalla macchina davanti all’ospedale… Era in ritardo di 3 guorni e ha avuto fretta ad uscire per recuperare… Così fretta che l’ostetrica si è messa solo i guanti e la mia accettazione è avvenuta un’ora dopo la nascita della bambina! Ma figlia è stata messa in braccio alle sorelle maggiori, e poi mi è stata messa sul seno. Solo dopo un’ora l’ostetrica me l’ha tolta per lavarla e misurarle i parametri vitali… E la neonata ha provato a tenersi alla poppa e ha tirato gli schiaffi alle mani dell’ostetrica perchè voleva stare con me!