L’orto estivo: se vai in vacanza…

Riprendiamo la tematica delle piante abbandonate durante le ferie, iniziata con il precedente articolo. Questa volta vorrei parlarvi di orto, o comunque di vegetali che abbiamo la fortuna di poter crescere in piena Terra.
Non tralasciamo neppure le piante coltivate in vaso all’aperto, per le quali vi svelo già un piccolo trucco: oltre agli impianti di irrigazione con centralina e gocciolatore distribuito in ogni contenitore, possiamo ricorrere a metodi più artigianali.

Una buona idea può essere, se ci assentiamo per 4-5 giorni, scegliere un luogo a mezz’ombra in cui spostare le nostre creature, scavando tutt’attorno una piccola conca che andrà riempita di acqua. Se abbiamo un terreno argilloso, manterrà un po’ l’umidità.

Anche per l’orto possiamo prevedere sia la centralina, sia l’intervento di qualche amico volonteroso. Visto che d’estate la Terra dimostra la propria generosità portandola al parossismo, una buona idea può essere condividere i frutti con chi se ne occuperà. Può essere un’esperienza interessante anche nell’ambito di progetti di vita comprendenti lo scambio casa o all’interno delle reti dei Gruppi di Acquisto Solidale.

Molto spesso il web consente di conoscere persone con stili di vita e valori simili ai nostri: da un lato avremo la tranquillità di sapere curato il nostro angolino, dall’altro possiamo considerarla un’opportunità per le vacanze.

Senz’altro, però, le operazioni fondamentali per far resistere l’orto sono da compiere a monte: un’ottima preparazione del terreno e una pacciamatura a regola d’arte. Oltre all’aver seminato o acquistato piante di qualità, ovvero varietà locali capaci di resistere allo stress idrico o alle particolari condizioni climatiche dell’estate di quella zona.

Preparare bene il terreno significa permettere alle piante di crescere in un mezzo in cui le radici possono espandersi, e significa aver fornito loro un ambiente già ricco di sostanze nutritive, di microrganismi benefici e atto a fornire buona umidità. Pacciamare significa tenere coperta la terra con materiali di diverso genere – paglia, erba secca non montata a seme sono i più comuni – così da trattenere l’acqua, ma anche da concimare.

Usare varietà locali, acquistate da vivaisti che offrono questo servizio o ancor meglio autoprodotte tramite semenzali, permette di avere a disposizione organismi che già conoscono il luogo in cui viviamo e sono stati selezionati proprio perché han dimostrato di adattarvisi.

Se abbiamo la possibilità di coltivare anno dopo anno lo stesso appezzamento, acquisire una forma mentis che veda protagonista il terreno più che la coltura annuale ci ripagherà largamente di tutte le fatiche!

Buone vacanze a tutti!


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