Salute in gravidanza e lavoro

E’ fondamentale, per le donne impiegate in un’azienda che scoprono di essere incinte, informare tempestivamente il proprio datore di lavoro.

Infatti i maggiori rischi per il nascituro (aborto spontaneo, intossicazione da agenti chimici, malformazioni dovute anche a possibili agenti biologici, ecc.) si manifestano nei primi tre mesi di gravidanza, spesso compromessi da orari troppi pensanti, turni troppo lunghi, postura fissa, ecc.

La sollecita comunicazione del proprio stato consente alla gestante e al suo datore di lavoro di valutare insieme se il lavoro svolto dall’interessata può mettere o meno in pericolo la gravidanza e la salute del bambino.

A questo proposito può essere valutata la possibilità di spostamento a mansioni compatibili con la gravidanza e lo stesso discorso vale, ovviamente, per il lavoro nel periodo post-partum.
Il ministero del lavoro ha disposto delle linee guida per l’applicazione delle disposizioni del T.u. maternità (di cui al dlgs n. 151/2001) e del T.u. sicurezza (di cui al dlgs n. 81/2008) sulla tutela della salute delle lavoratrici madri: in presenza di lavoratrici in gravidanza, il datore di lavoro deve:
1) in collaborazione con il responsabile del servizio prevenzione e protezione (Rspp) e il medico competente, consultato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls), identificare le mansioni/lavorazioni vietate per la gravidanza e/o l’allattamento (vedi tabella);
2) integrare il documento di valutazione rischi con l’analisi e l’identificazione delle operazioni incompatibili, indicando per ognuna di tali mansioni a rischio le misure di prevenzione e protezione che intende adottare:
a. modifica delle condizioni di lavoro e/o dell’orario di lavoro;
b. spostamento della lavoratrice ad altra mansione non a rischio;
c. richiesta alla Dtl di interdizione anticipata dal lavoro;
3) informare tutte le lavoratrici in età fertile dei risultati della valutazione e della necessità di segnalare lo stato di gravidanza non appena ne vengano a conoscenza.
Ciò deve valere anche in aziende con meno di 10 dipendenti.

La salute di mamma e bambino deve essere una priorità!


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