Bisogni dei bambini a costo zero

Bebè a costo zero a Canale 5. Martedì mattina ho “accompagnato” Bebè a costo zero a Mattino Cinque, trasmissione condotta da Federica Panicucci, in cui si è parlato di acquisti e spese per la nascita di un bambino.

Molte mamme ci hanno scritto per sapere come è andata ed eccomi qui con una piccola riflessione post-avventura televisiva!

Come è andata? È difficile rispondere a questa domanda. È andata in modo molto “televisivo”: gli spazi per esprimersi sono minimi, i concetti spesso restano lì a metà, appena accennati, e si prestano anche a fraintendimenti, ci sarebbe tanto da dire e si riesce a dire pochissimo…

Un po’ per l’emozione (la mia era ai massimi storici), un po’ perchè anche quando vorresti dire qualcosa hai solo pochi secondi per farlo o non è il tuo turno di parlare, quindi…

Io non uso la televisione da alcuni anni, ma mi pare di capire che tendenzialmente le trasmissioni funzionino un po’ così.

Purtroppo in questo modo il messaggio che si cerca di trasmettere risulta inevitabilmente un po’ riduttivo, diventa tutto o bianco o nero. E questo non è bello, perchè non c’è un modo giusto o sbagliato di essere mamma, non c’è il pacchetto “mamma naturale” con in dotazione latte materno, fascia, pannolino lavabile, pappe fai da te…

Ci sono le mamme che sono tutte diverse, uniche e speciali. E ci sono i bambini, che sono a loro volta assolutamente unici e speciali. Ci sono mamme che amano portare i loro bimbi in fascia e non sono interessate al discorso dei pannolini lavabili, mamme che allattano a lungo ma non si sentono in sintonia con l’autosvezzamento, mamme ad “alto contatto” che non sono riuscite ad allattare….

Quello che è importante, credo, è che per ogni aspetto della cura e dell’accudimento del nostro bambino ci fermiamo a riflettere sulle possibili risposte, consapevoli che non c’è una sola strada, buona e valida per tutti, ma che dobbiamo e possiamo trovare la “nostra” strada, quella giusta per noi e per il nostro piccino.

Tornando alla trasmissione, ecco, una cosa che è evidente è che non riusciamo a sganciarci dall’ottica del consumo. Si cercano suggerimenti per risparmiare, acquistando i vari accessori per bebè a un prezzo inferiore, ma sembra troppo difficile cambiare prospettiva e prendere in considerazione il fatto che molti prodotti per l’infanzia non siano affatto necessari.

Per cui il punto non è più acquistarli a prezzo minore o farseli regalare, ma è proprio che… si potrebbe farne a meno!

È molto impopolare parlare di “non acquisto”. La pubblicità – che sa fare molto bene il suo mestiere – , il così fan tutti, la mentalità occidentale che è molto molto orientata sul consumo, ci hanno portato a credere che i bimbi costino. Punto.

E quando si dice “neonato” ecco che in automatico si pensa a carrozzina, culla, girello, sterilizzatore… Una mole di acquisti e quindi di spese.

Ma è il dato iniziale che dovremmo modificare. Tutti questi accessori non sono affatto indispensabili! Le alternative ci sono e in gran parte le abbiamo in dotazione: in quanto la natura ha “pensato” le mamme perchè potessero rispondere ai bisogni fondamentali dei loro bambini. Sono le mamme, non i prodotti speciali per l’infanzia, che hanno garantito la sopravvivenza della specie nei secoli.

E come ci ricorda l’amica Alessandra Bortolotti, psicologa e autrice di E se poi prende il vizio?, il bimbo che sta per nascere è un piccolo di mammifero non un piccolo consumatore.

Per quanto riguarda il progresso… voglio credere che non si misuri in accessori!

Detto questo, credo sia comunque stata positiva, molto positiva, la presenza del Bambino Naturale in una trasmissione che è seguita da parecchie persone. Mi piace pensare che sia un buon segnale, che forse c’è stato un tentativo di dare spazio anche a un modo diverso di intendere l’accoglienza del bambino.

Poi, lo spazio effettivo non è stato molto, ma diciamo che poco è meglio di niente.

Se anche solo una mamma che non aveva mai sentito parlare di certi argomenti, si troverà a riflettere sulle sue scelte, oggi o tra un mese o tra un anno… L’obiettivo è raggiunto, no?

Insomma, si continua a lavorare, un passo alla volta, perchè i futuri e neogenitori abbiano a disposizione le informazioni necessarie per fare delle scelte consapevoli. E per vivere da protagonisti ognuna di queste scelte.

Perchè quando si parla di figli, non può essere il così fan tutti a guidarci. Perchè per i figli… solo il meglio. E qui torniamo al messaggio iniziale di Bebè a costo zero: siamo sicuri che il meglio per un neonato, e per un bimbo di pochi anni, e per un bimbo che cresce, e per un figlio adolescente… abbia il cartellino del prezzo e si acquisti in un negozio specializzato?

Giorgia Cozza

PS Vorrei ringraziare la grande famiglia del Bambino Naturale e tutte le mamme che mi hanno scritto in questi giorni, che hanno seguito e commentato la trasmissione, che mi hanno regalato tanto incoraggiamento e tanto affetto. Grazie. Grazie di cuore!

Qui puoi trovare TUTTI I LIBRI di Giorgia Cozza 😉


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  • CHIARA

    ho sentito solo poche battute della trasmissione, ma come ha aperto bocca tata Lucia ho subito capito che non li non “si parlava la stessa lingua”.
    comunque brava Giorgia e grazie da parte delle mamme che per le loro scelte risultano “impopolari” e molto criticate, se questa mentalità comincia ad approdare in TV magari saremo meno additate come “originali”.

  • Ho seguito la trasmissione e mi ha fatto tanta rabbia che si desse spazio a gente come la De Grenet o Miriana al posto di Giorgia la quale, nel tempo risicatissimo a disposizione, è stata efficace e chiara (e l’emozione non l’ha tradita, brava!). È vero, invitare ilbambinonaturale su mediaset è un buon segnale, cerchiamo di vederla in positivo, magari la prossima volta si tenterà un approfondimento più serio… Altra cosa che mi ha dato fastidio: ogni volta che Giorgia parlava, la Panicucci chiedeva conferma a Tata Lucia come se fosse una specie di autorità, che tristezza!! Per fortuna in questo caso la tata non ha sparato castronerie come accade spesso nel suo programma. Ancora complimenti a Giorgia, spero che questo mezzo sia servito a diffondere il tuo bellissimo libro!

  • Carissima, ti ringrazio per la tua irriducibile testimonianza, che ha un enorme valore.
    E ti ringrazio per esserti “piegata” a partecipare ad una trasmissione televisiva, che, per sua natura, non può in alcun modo sostenere il pensiero di chi invita al non-acquisto. La televisione ha un solo fine: l’audience che le permette di ricevere i finanziamenti pubblicitari che la sostengono. Come fa a promuovere il nuovo modo di guardare le cose che, così bene, diffondi tu? Ma, se anche solo una mamma ha iniziato a vedere le cose in un altro modo, allora ne è valsa la pena!!! Magari la De Grenet poi ti ha fermata per chiederti delucidazioni sui pannolini .lavabili… Dici di no? Che strano, mi stupisco!!!

  • Bene!
    Questo è un buon inizio… piccolo, ma è pur un inizio.
    Punto a favore per la televisione privata che si accolla l’onere di far conoscere un nuovo punto di vista.
    E in tutto questo, la nostra amata “mamma rai” che fa? Sta a guardare o comincia a fare informazione a 360°?
    E poi… chi gilelo dice agli egregi giornalisti di avanspettacolo che popolano i nostri tg nazionali che fare i soliti servizi su “quanto costa un figlio” non ha affatto senso???
    Brava Giorgia, hai tutto il mio appoggio… continua e non mollare: io sono tra quelle mamme che hai convinto a concepire un modo “diverso” di mammità… e ti ringrazio tanto!

  • federica tosetti

    Hai riassunto benissimo (da ottima scrittrice quale sei) le impressioni che ho avuto vedendo il programma, e ciò che più è importante è proprio che “poco è meglio di niente”. Se anche una sola mamma sarà rimasta incuriosita e, leggendo il tuo libro, cambierà prospettiva l’obiettivo è raggiunto!!

  • Giulia

    Ho seguito sul web la replica in differita e sono rimasta appunto sconcertata dalla logica….il meglio per mio figlio uguale comperare le cose più care…..la logica dell’avere invece che dell’essere, la logica del “bimbo consumatore” come dice giustamente Giorgia. lo si rende consumatore quando è ancora in pancia, mentre il piccolo mammifero (Odent docet) dovrebbe essere solo una calamita di amore, cure, empatia, dedizione e non di beni materiali che, pur essenziali alcuni, come il vestiario, possono appunto essere “a costo zero”. Noi stiamo sfruttando per il nostro Stefano un sacco di vestiti passati da 2 colleghi che hanno 2 figli maschio a testa ma io non mi sento una mamma meno mamma perchè non gli compero magliette da 20 euro e fino a quando ha camminato è andato in giro con calzamaglia e antiscivolo, mente bimbi di 2 mesi avevano i piedi “ingessati” (non credo sia nemmeno ideale per la salute del piede) in bellissime scarpe da ginnastica firmate. Probabilmente più di una volta avranno pensato di me che ero una madre snaturata a non mettergli le scarpe….ma se le scarpe si usano per camminare non trovavo senso a mettergliele prima. i piedi era indispensabile fossero caldi ma si scandano anche con calzamaglie e calzini o babbuccette di lana fatte a mano. I primi mesi mi sono sentita “fallita” (passatemi il termine) perchè avevo abbandonato l’uso dei lavabili perchè quelli che avevo preso avevano fatto irritazione a Stefano e sinceramente non avevo nè tempo nè energie mentali per impegnarmi nella ricerca di un pannolino lavabile che non gli desse fastidio…avrebbe voluto dire comperarne 1 per tipo di 3/4 tipi per vedere come reagiva…ma con 1 solo non lo vedi sulla lunga distanza….e alla fine sono passata agli usa e getta. ma in effetti la mamma ad alto contatto non è un pacchetto all inclusive che se manca un pezzetto non è più adeguata. E’ vero sono per l’allattamento al seno (siamo al 22mo mese di ciucciate), il co sleeping, il portare (quando il bimbo lo richiedee) e soprattutto, cosa a cui si accenna poco….lo stare tutto il tempo che si può (libero dal lavoro che a volte è indispensabile) con i propri cuccioli..mi spiego meglio. Nel limite della decenza e dell’igiene preferisco una casa vissuta e in disordine e giocare con il mio piccolo o portarlo al parco che una casa linda e pulita e un bimbo che sta sempre da solo in un box o davanti alla tv. Per fortuna in questi quasi 2 anni di vita di Stefano la tv non l’abbiamo mai accesa davanti a lui, mentre ci sono i bimbi di nostri cari amici di 4 e 2 anni per i quali è un bel parcheggio. e poi i genitori schizzano isterici e urlano quando i bimbi fanno “capricci” (nella logica comune li chiamano così) ovvero cose con cui attirare l’attenzione dei grandi..ma per forza…se con tuo figlio non stai, quest’ultimo esprimerà in qualche maniera il bisogno della tua presenza. Poi sono i bambini intrattabili, zidiosi….invece di pensare che i nostri bimbi hanno bisogno di noi. Al bambino naturale, agli autori dei libri e al Leone Verde un abbraccio forte e la preghiera di continuare a darci sempre tanto in termini di spunti di riflessione e di nuove pubblicazioni!

  • Carla

    Brava Giorgia. Con calma e tranquillità (giuro, traspariva questo!) hai detto molte cose, invece, secondo me. Quelle importanti. Certo, sarebbe bello che un programma avesse meno persone, più tempo, più approfondimento… Ma vivremmo in un altro mondo, vero? Però dai, piano piano… Anche io ero molto spaventata da quello che avrebbe potuto dire “Tata” Lucia, e invece è stata straordinariamente in linea con la tua filosofia.
    Brava – e molto decisa come sempre – anche la Falcetti…

  • valeptt

    40 persone per dare una parvenza di pluralismo ad un argomento invece a senso unico: continuare a consumare ma spendendo solo meno… ( ah e dissimulando la sfigaggine perchè mio figlio deve avere tutto al top, non si veda che abbiamo risparmiato ).e magari con i soldi risparmiati ci si può comprare l’accessorio in più che però chissà se davvero serve o fa bene? Si parlava di sicurezza, ma la metà delle intervenute sa per caso che i fantastici marsupi con le bretelle tanto in voga ed in vendita anche in farmacia massacrano lo sviluppo della colonna di un neonato? sinceramente a me ha abbastanza innervosito la strigatezza delle informazioni e la impossibilità di svolgere un discorso articolato. Anche quel si stava meglio quando si stava peggio di Tata Lucia è stato così riduttivo.. lo stereotipo del corredo nascita non mi pare molto diverso dal discorso del grembiule stirato con sacrificio all’alba con il ferro scaldato sul braciere a fine 900