Bambini e tv: poca, meglio niente

Jack aveva solo 4 mesi quando sono diventata la sua baby sitter.

La mamma e il papà, entrambi di origine inglese ma residenti in Italia, lavoravano a tempo parziale e nonostante che riuscissero a organizzare il loro tempo in maniera magistrale, avevano comunque bisogno di una persona che badasse al loro piccolo per circa un’ora al giorno.

Com’è normale che sia, Jack a quell’età non era ancora in grado di giocare o interagire in modo consapevole con gli altri, né aveva bisogno di essere intrattenuto in alcun modo.

Eppure i genitori (sicuramente molto giovani e forse un po’ inesperti…), avevano adottato per lui uno “stratagemma” per evitare che si annoiasse o piangesse: la TV!

E già, il piccolo veniva piazzato davanti alla televisione tutti i giorni, per ore, nella speranza che questo lo aiutasse ad assimilare una lingua (l’italiano) che ben presto avrebbe fatto parte della sua vita quanto quella inglese, se non di più. Addirittura, attorno all’anno di età, le televisioni diventarono due, in “stereofonia” una in italiano e una in inglese!

Tolti i (discutibili) giovamenti per l’apprendimento linguistico, questo metodo mi sembrò da subito non solo un tantino esagerato, ma decisamente dannoso, e neanche a dirlo appena la mamma usciva spegnevo la televisione e mi occupavo di lui in altro modo, leggendogli una fiaba (ogni tanto in italiano e ogni tanto in inglese!) oppure, una volta cresciuto, giocando con lui alle costruzioni o con le macchinine.

Senza arrivare ai “casi limite” come quello del piccolo Jack (che quando spegnevo la televisione rimaneva un po’ spaesato dall’assenza di voci e impiegava sempre qualche minuto a spostare la sua attenzione dalla scatola magica a me) sono tanti i genitori che utilizzano la televisione per mettere momentaneamente il proprio piccolo in “stand-by”, approfittandone per trovare il tempo di preparare la cena, fare una telefonata o anche solo riprendere fiato.

Dai Barbapapà ai Teletubbies passando per la Pimpa e i Pokemon, sono davvero tanti i cartoni animati proposti oggi, pensati per ogni età, e come tutti i genitori sanno, esistono addirittura canali di cartoni non-stop, che trasmettono 24 ore su 24.

Il problema è …che la televisone non è uno strumento adatto ai bambini, perché li relega ad un ruolo passivo, non incoraggia la loro creatività e non fornisce loro reali stimoli per crescere.

Come se non bastasse, sempre più esperti sconsigliano la visione prolungata della televisione, soprattutto per i più piccoli: secondo un recente studio, passare troppe ora davanti ad uno schermo (non solo quello della televisione, ma anche dei computer, degli smartphone, ecc.) provocherebbe non solo tendenza all’obesità, ma anche problemi cardiovascolari e maggiori probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2.

Secondo Aric Sigman, psicologo inglese a capo di tale ricerca, “ridurre il tempo passato davanti agli schermi e ritardare l’età d’inizio può produrre vantaggi significativi per la loro salute e il loro benessere.

Se da una parte molti interrogativi devono ancora essere risolti riguardo la precisa natura dell’associazione tra il tempo passato davanti a uno schermo e le conseguenze, un crescente numero di studi suggerisce la stessa cosa: ridurre il tempo di esposizione”.

Per approfondire ti consigliamo di leggere Bambini psico-programmati


Potrebbero interessarti anche


  • Anna

    C’è un libro a me molto caro che a pag. 132 in nota riporta questo concetto: “Guardare la televisione non è, come pensano alcuni, un’attività prettamente inebetente. Indipendentemente da quello che si guarda, l’importante è come lo si guarda”.
    …L’ha scritto un certo Alfie Kohn…
    A qualcuno dice qualcosa?

    • redazione

      Bisogna vedere, Anna, se il buon Kohn si riferisce pure alla tv prima dei 2-3 anni (e qui non viene specificato). Tuttavia è concesso dissentire dalla singola opinione, no?

    • redazione

      Eeeh, siccome il testo di Kohn mi dice più che qualcosa, sono andata a ripassarmelo. Ed è come mi sembrava di ricordare (quando, sai, lo traducevo…): quella nota è inserita nel racconto di una figlia novenne (!) che guarda la tv INSIEME al padre (lui). Ed estrapolata da un testo sui bambini e la tv scritto da Kohn nel ’98, che purtroppo non conoscendo non possiamo dire se si riferisca alle “potenzialità intellettive” della tv in tenerissima età e senza la presenza del genitore… Ergo la tv resta un’abitudine sconsigliata sotto i tre anni, soprattutto se utilizzata (come avviene troppo spesso e come denunciato nell’articolo) da babysitter…

  • Anna

    Sono pienamente d’accordo! 🙂
    A casa nostra la Tv c’è, ma non abbiamo decoder quindi si guardano soli cartoni in DVD, come attività scelta e finito il film (o la voglia di guardarlo) si spegne e si fa altro… però a noi piace molto anche guardare la tv e non nego di averla usata per mettere in stand-by i figli e preparare la cena! …tra l’altro mi sembra molto meno stressante per tutti che averli urlanti attraccati alle gambe o in braccio (hanno 3 e 1 anno) col rischio di bruciarli! La grande ogni tanto mi aiuta, ma non sempre ne ha voglia…
    Mi piacerebbe anche un articolo un po’ documentato sui “benefici” della tv, perchè credo che ce ne siano, e sarei molto curiosa di leggere il testo del ’98 di Kohn, ma io non saprei tradurlo…non so se a voi vengono delle idee a riguardo… 😉

    • redazione

      Sì Anna, in definitiva nessuno è perfetto, e la tv a casa mia esiste solo per i cartoni…Sono una bambina cresciuta davanti al teleschermo e oggi come oggi inorridisco pensando a quanto la visione – in solitaria- di certi programmi e ti TANTA pubblicità mi condizionassero…I miei figli guardano la tele, ma – come dice Kohn – mai da soli, e con il grande specialmente faccio notare quello da cui metterci in guardia (e lui recepisce). Kohn lo pubblicherei tutto, se potessi scegliere io. Tuttavia noi abbiamo già “Bambini psico-programmati” che parla ampiamente della tv e dei suoi danni…Purtroppo penso che quanto proposto dai palinsesti odierni, anche quelli specifici per bambini, produca scarsissimi benefini :(…

  • viviana

    Anche in questo caso si tratta sempre di buon senso. la telvisione non è il diavolo e manco l’acqua santa. Ho tre figlie 5, 3, e 16 mesi. Alle prime due interessa, guardano alcuni cartoni, con me vicino, che, a volte, mi rendo conto che insegnao loro cose sorprendenti e che mi lasciano stupita. Gliela faccio guardare quando tornano a casa da scuola, in modo da decomprimerle un po’ e far sì che stiano ferme fisicamente. Alla piccola, naturalmente, non interessa per niente e non si ferma a guardarla neanche mezzo secondo. La tv è uno strumento come un altro e va saputo utilizzare.

  • Sono un po’ come Anna… la Tv può ipnotizzare i bimbi – lo vedo -e a casa ns non si supera l’ora di visione (tranne rare eccezionigestite insieme). In certi momenti i bimbi la chiedono, ma passano anche giornate a cui non interessa. Credo comunque che non sia utile cercare solo il negativo di certe esperienze che ormai sono ineludibili… ma provare ad estrapolare un minimo di benefici. E’ impossibile? Non so. ma personalmente credo che dietro a certi cartoni ci sia molta creatività, molta ricchezza umana che in pillole fa bene… non mi piace pensare che tutto sia negativo. In fondo esistono anche libri spazzatura (anche per bimbi) o giochi apparentemente belli e inutimìlmente complicati. Esiste il bene e il bello in tante esperienze e personalmente credo che il male o l’inutile non sia solo nella TV… Sbaglio?

  • Alexandra

    Mai usato la TV per mettere la mia Cucciola in “stand-by”. E di sicuro quello che guarda e come lo guarda non ha un effetto inebetente. E’ da poco (ha 21 mesi) che l’ha scoperta, e
    a) sceglie con molta decisione quello che vuole vedere e quante volte di seguito (per questo usiamo YouTube collegato alla TV). Le piaciono alcune canzoni, molto di più con la ripresa dei bimbi che cantano che con il cartone animato, le riconosce, le chiede espressamente, me le fa cantare prima della nanna, e alcuni specifici cartoni animati (casualmente, in inglese, o con personaggi che fanno versi di animali);
    b) li guarda con una attenzione ed una passione incredibili, come per assorbirne ogni possibile informazione, è impressionante.
    c) dopo un pò si stufa. Stessa cosa per l’adorato iPad: ad un certo punto ne sperimenta il limite, lo spegnamo, gli dà un bacio (eh si), e lo portiamo al papà per metterlo in ricarica.
    Detto tutto ciò, mi rendo conto che ha su di lei un richiamo fortissimo, e faccio di tutto per limitarlo, sopratutto in termini di tempo passato davanti allo schermo.