Portare i bambini nel pancione: camminare in gravidanza

Perchè parlare di gravidanza in una rubrica sul camminare con i bambini?

Perchè, come per tantissimi aspetti legati alla cura e all’educazione dei più piccoli, sono convinta che sia una questione di stile più che di metodo e che per costruire un proprio stile genitoriale sia indispensabile coltivare consapevolezza, cioè somma di responsabilità e giuste informazioni.

nove mesi di gestazione possiamo considerarli come un breve periodo, all’interno di un percorso che dura una vita, in cui i genitori concretamente e urgentemente sono chiamati a pensarsi tali e in cui è più facile riflettere anche sui propri stili di vita e di relazione prima di ritrovarsi immersi nei “nuovi panni” di mamma e papà.
Tutto ciò si manifesta anche e soprattutto nelle piccole e semplici scelte quotidiane, anzi, proprio nelle piccole cose trova più spazio la dimensione dell’ascolto e della cura, di sè, del proprio bambino e del Pianeta…

E’ facile perciò pensare anche ad una semplice e piacevole passeggiata durante la gravidanza come ad un momento per curare il proprio benessere psicofisico: un momento di rilassamento, di pausa dal ritmo quotidiano, seppure in movimento e quindi stimolante per i muscoli, le articolazioni, la circolazione sanguigna e linfatica, la capacità respiratoria, l’equilibrio.

Una camminata che richieda un po’ più di impegno, rispettando i segnali del proprio corpo e quelli del bimbo in grembo, è anch’essa un esercizio utile, per riconoscere i propri limiti, fare i conti con un po’ di sana fatica, e così d’altra parte anche percepire l’energia che la condizione di mamma-in-divenire porta con sé, per sentirsi in forma e in armonia nel percorrere questo cambiamento fisico ed emotivo.

Inoltre stare all’aria aperta, o meglio immerse nella Natura, nel periodo della gestazione per alcune diventa un bisogno essenziale, come se si ricercasse spontaneamente un contatto con la Madre Terra o una sincronia con i cicli della luce e con gli altri esseri viventi…

Se si ha la fortuna di avere un paio di gambe funzionanti e non ci sono particolari controindicazioni mediche, il camminare è una pratica semplice e sostenibile da parte di tutte le donne in attesa e che rispetta comunque le capacità di ciascuna: il rischio di eccedere viene subito ripagato con affanno, crampi o contrazioni uterine e anche la più esagerata, per amore di sé e del proprio cucciolo, sa presto ridimensionare le proprie performance…

Al contrario è frequente limitarsi per pigrizia, per eccessiva cautela o proprio per quegli spiacevoli disturbi che accompagnano la crescita del pancione!

Di questo vorrei parlarvi: molte volte sono proprio quei “quattro passi” che aiutano a sciogliere piccoli problemi... per esempio, se le nausee mattutine indeboliscono è anche vero che una boccata d’aria fresca aiuta a mitigarle e favorisce la digestione.

Anche se spesso ciò non è possibile, l’ideale sarebbe aver sempre camminato mano a mano che il peso e il volume del pancione crescevano, per ritrovarsi con naturalezza in un nuovo equilibrio.

Camminare e portare il proprio piccolo in grembo senza per questo sovraffaticare la colonna e le articolazioni, mantenendo libera la circolazione e respirando efficacemente è possibile prima di tutto ascoltando attentamente i segnali del proprio corpo e quelli che il bimbo ci invia (movimenti piacevoli, l’accoccolarsi rilassato o calci e crampi di ribellione) e poi mettendosi in un atteggiamento proprio del portare.
Radicate e fiduciose sulle proprie gambe, con i piedi e le ginocchia che per quanto possibile guardino nella direzione in cui stiamo procedendo, liberi di “scorrere” sulla strada.

Il bacino che come una culla raccolga l’addome e lo lasci oscillare in avanti ruotando sul proprio asse, come se proprio dal bacino partisse l’impulso al movimento in avanti (si nota l’ombelico che va a destra e sinistra!) e come se si volesse tenere a sé e cullare il proprio bimbo.
Insomma, non muovere i passi a partire dai piedi, bensì lasciarsi camminare!! Non mostrare se pure orgogliosamente il ventre inarcando la zona lombare, bensì tenerlo vicino e aprire invece all’orizzonte le spalle, il cuore e lo sguardo!

In questo modo la colonna e il pancione vengono letteralmente portati, si alleggeriscono, e si evita la classica postura da gravida che fa aumentare la fatica e i disturbi a polpacci, schiena e pelvi… eh sì, anche il perineo avrà da guadagnarci in tono e funzionalità!

Per capire come fare un trucchetto semplice è quello di provare a camminare all’indietro (con dei bei passi!): inevitabilmente si dovrà liberare e ruotare il bacino e riorganizzare l’equilibrio!

Un’alternativa ancora più divertente per “lavorare” su una camminata fluida? La danza orientale!!

Per finire due consigli pratici: bere molto e per le lunghe camminate usare i bastoncini!

Buona passeggiata!

Silvia Cavalli


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  • alessia

    Sono alla 20 settimana faccio 4 km di camminata tutti i giorni secondo voi e sbagliato???ma e da ieri che ho male sotto la pancia a destra fin dietro la schiena e faccio fatica a girarmi nel letto e grave??