Salute dei bambini, troppi antibiotici

I primi freddi sono ahimè arrivati, e con loro arrivano anche le prime sindromi da raffreddamento e le epidemie influenzali.

Tosse, raffreddore, un po’ di febbre, e tanti fastidi in più: la cena dagli amici che salta, il marito che si lamenta neanche avesse un piede nella fossa e i bimbi che devono stare a casa da scuola.

La tentazione di ricorrere immediatamente alle medicine, invece di attendere che la malattia faccia il suo corso, diventa quasi irresistibile. Al giorno d’oggi, pensano in tanti, non è davvero possibile fermarsi solo per una semplice influenza!

Purtroppo però sono anche in tanti quelli che le medicine non le conoscono bene, e fare confusione in materia significa non solo non ottenere alcun effetto, ma a volte anche peggiorare la situazione!

Per fortuna ci viene in aiuto un recente studio, il progetto ARPEC, che si è occupato di capire e quantificare in che modo la popolazione (europea e non) faccia uso dei medicinali, in particolare dei tanto discussi antibiotici.

Purtroppo le notizie non sono buone: se confrontati con il resto della Comunità Europea, gli italiani figurano tra coloro che fanno maggior uso di questi medicinali; siamo secondi solo alla Grecia, mentre al fondo della classifica troviamo i Paesi del Nord Europa (soprattutto Inghilterra, Germania e Belgio), che stando alle statistiche utilizzano gli antibiotici meno e soprattutto meglio di noi.

L’antibiotico, infatti, può essere un’arma a doppio taglio, e bisogna fare bene attenzione ad utilizzarlo con parsimonia e nel modo corretto, soprattutto, come sempre, se ad assumerlo non siamo noi ma i nostri bambini.

Come ci spiega la Prof.ssa Giovanna Esposito, pediatra che ha partecipato al progetto, “Gli antibiotici sono farmaci preziosi, molto utili in presenza di specifiche infezioni, ma che non funzionano o addirittura possono essere dannosi qualora non vengano utilizzati in modo corretto. È, quindi, molto importante che siano somministrati solo quando li prescrive il pediatra, dopo aver fatto un’attenta diagnosi della patologia presentata dal bambino”.

Uno dei malintesi più comuni è proprio quello che ci porta a pensare che se curiamo un’influenza con gli antibiotici, guariremo meglio e più in fretta. Nulla di più sbagliato!

Questi farmaci infatti funzionano solo in presenza di infezioni batteriche, ma visto che l’influenza è un’infezione virale, non otterremo l’effetto desiderato. Non solo non guariremo più velocemente, ma rischieremo anche di facilitare la comparsa di infezioni provenienti dai cosiddetti “batteri resistenti”, ovvero batteri più “forti”, che non vengono neutralizzati dall’antibiotico stesso e che possono provocare infezioni sempre più difficili da curare.

Per aiutarci a capire meglio come comportarci, la Dott.ssa Esposito ha anche creato un utilissimo vademecuum, che prende in considerazione alcuni aspetti da tenere ben presenti se i nostri bambini si ammalano:

– gli antibiotici non sono sempre la soluzione al problema. E’ meglio chiedere informazioni al pediatra prima di somministrare qualsiasi farmaco;
– gli antibiotici funzionano solo ed esclusivamente verso le infezioni batteriche, non funzionano in caso di raffreddore o influenza;
– la maggior parte delle infezioni virali non si trasformano in infezioni batteriche. Trattare le infezioni virali con gli antibiotici può portare ad un’infezione causata da batteri resistenti piuttosto che alla guarigione;
– la presenza di muco giallo o verde nelle secrezioni nasali non significa che il bambino abbia un’infezione batterica;
– una volta iniziata la terapia antibiotica, è importante somministrare tutte le dosi giornaliere e per il periodo di tempo indicato dal pediatra. Se la terapia viene sospesa prima del previsto, l’infezione non verrà eliminata;
– è importante gettare gli antibiotici scaduti o che sono già stati aperti e utilizzati per un’infezione precedente.

Per approfondire l’argomento ti consigliamo la lettura di Bambini e (troppe) medicine, del dott. Franco De Luca.


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