Assistenza alla gravidanza e al parto con il cuore

Ormai scrivo per il Bambino Naturale da diverso tempo e la Redazione (con cui si è stabilito un rapporto non solo di collaborazione ma anche, e soprattutto, di stima e amicizia), parlando di possibili argomenti da affrontare qui con voi mi ha fatto venire in mente che non mi sono mai presentata per benino…

Attualmente ho 32 anni e sono ostetrica da 9 anni (il mio compleanno da ostetrica sarà il 28 di questo mese!), a febbraio saranno anche 9 anni che lavoro come libera professionista a Genova.

Come ho scelto di voler essere un’ostetrica?

E’ stata una specie di vocazione, infatti l’ho deciso mentre partorivo il mio primo figlio, Federico (ora voi starete facendo due conti…9 anni che è ostetrica…quindi verosimilmente ha cominciato il corso di laurea 3-4 anni prima…quindi ha avuto Federico quando aveva 19 anni…eh già…fatto presto, vero?).

Federico è nato tra gli scritti e gli orali della maturità e durante il travaglio e il parto ho avuto la fortuna di essere assistita ed accudita da una studentessa del corso di ostetricia che mi ha raccontato la propria esperienza…credo che mi si sia accesa una scintilla, perché era esattamente ciò che avrei voluto fare “da grande”!!

La strada è stata in salita perché ho iniziato l’università quando il mio bimbo aveva solo 3 mesi e i miei sensi di colpa nel doverlo lasciare a casa per frequentare le lezioni e il tirocinio erano pesantissimi.

Mi sentivo una cattiva mamma perché ritenevo che lui avrebbe dovuto trascorrere molto più tempo con me, invece non solo non ero riuscita ad allattarlo (nessuno mi aveva mai raccontato nulla di allattamento e nessuno mi aveva mai sostenuta in questo, né prima né dopo la sua nascita), ma ora ero costretta a lasciarlo alle nonne quasi tutto il giorno…

Nella pausa pranzo e quando saltava qualche lezione saltavo su un autobus e tornavo a casa da lui…

Complici i sensi di colpa, complice il mio carattere di allora (molto timida e insicura), non avevo fatto una grande impressione all’ostetrica responsabile del corso di diploma, con la quale all’inizio ho fatto un po’ fatica ad intendermi, ma queste prime difficoltà, insieme al mio essere mamma, mi hanno maturata moltissimo, rendendomi veramente consapevole di quello che avrei potuto fare rimboccandomi le maniche, visto che avevo in mano l’occasione di diventare quello che realmente sognavo di diventare: un’ostetrica!!!

Il diploma universitario sarebbe durato 3 anni, ma al terzo anno è cambiato l’ordinamento e il corso è diventato una laurea triennale, così si è presentata l’occasione di laurearsii anziché diplomarsi studiando per un altro anno e dando un’altra decina di esami…Ho detto “Perché no? Sono in ballo…”, così nel 2003 mi sono laureata.

Avevo partorito Federico con la peridurale, poi nei 4 anni di università ho assistito moltissimi travagli e parti con e senza peridurale e ho maturato gradualmente l’idea che il dolore nella nascita abbia un ruolo preciso, anzi più ruoli e che possa avere un significato più profondo rispetto a quello di punizione divina come viene descritto nelle Sacre Scritture.

Da studentessa avevo avuto la preziosissima opportunità di trascorrere insieme alle donne tutto il travaglio in continuità, di poter sperimentare con loro altri metodi per alleviare il dolore, di poter approfondire questo aspetto delicatissimo legato alla nascita…così la mia tesi di laurea alla fine fu: “Il dolore del travaglio e del parto. Metodi di analgesia alternativi a quello farmacologico. Studio randomizzato sul dolore del travaglio e del parto”…

Questo percorso di riscoperta della naturalità non ha coinvolto solamente l’aspetto del dolore, ma ha abbracciato tutto ciò per cui un’ostetrica viene formata, ovvero la vita di una donna dall’adolescenza alla vecchiaia, a partire da me stessa, affacciandomi sempre più al mondo dei rimedi naturali anziché usare smodatamente i farmaci, ad esempio.

Ma è stata una strada graduale, maturata giorno per giorno.

Il 28 novembre 2003 ecco che divento ufficialmente un’ostetrica. Era arrivato il momento di entrare nel famigerato “mondo del lavoro”!

Erano già mesi che avevo gli incubi notturni all’idea di lavorare in ospedale, di fare turni massacranti togliendo tempo prezioso al mio bimbo e di fare un lavoro per certi versi “limitante”…

Vi spiego cosa intendo per limitante.

In ospedale il lavoro dell’ostetrica è piuttosto limitato alla nascita e all’assistenza in puerperio e allattamento, a me mancava l’aspetto essenziale dell’”empowerment” ovvero tutto il percorso che si compie insieme alle donne per renderle consapevoli della propria forza e della propria vitalità in tutte le fasi della propria vita.

In ospedale conoscevo una donna nel momento in cui veniva a partorire (o comunque poche settimane prima nel caso in cui facesse l’incontro per compilare la cartella clinica e consegnare gli esami pre-parto) e non l’avrei mai più rivista dopo la dimissione dall’ospedale…

Un po’ limitante, no?

Per offrire una buona assistenza – sia essa per motivi contraccettivi o profilattici,  in gravidanza o durante il puerperio o l’ allattamento – servono TEMPO, ASCOLTO, FIDUCIA, CONFIDENZA, EMPATIA…Che si possono raggiungere solamente grazie ad un rapporto costruito giorno per giorno con continuità e pazienza…non certamente da un momento all’altro!!!!!

Inoltre sentivo il bisogno di poter lavorare in maniera non solamente convenzionale, aiutando le persone anche attraverso l’uso dell’omeopatia, dei Fiori di Bach, della digitopressione e di tecniche e rimedi che in ospedale non sono di uso quotidiano ma che invece potrebbero fare la differenza in molte occasioni.

Infine, mi piace poter spaziare e offrire servizi a 360° alle donne: dalla consulenza contraccettiva, alla consulenza sulle malattie sessualmente trasmesse, alla prevenzione, all’accompagnamento durante la gravidanza fino all’accompagnamento alla nascita, post-parto, puerperio, allattamento e primi anni di vita col bambino, ma anche menopausa e prevenzione e cura dei disturbi del pavimento pelvico…

Il tutto in un’ottica più possibile olistica che guardi, cioè, alla persona nella sua complessità ed interezza.

Così ho deciso di lanciarmi nella libera professione (contro il parere di buona parte delle colleghe ostetriche che ritenevano dovessi fare una lunga gavetta ospedaliera prima di diventare libera professionista…nemmeno fosse l’ospedale a formarmi come tale…), e ho aperto la partita iva!

Nel frattempo una ginecologa omeopata e naturopata della mia città, Genova, mi ha chiamata per propormi di collaborare con lei, vista la mentalità olistica che condividevamo insieme…Che gioia! E’ stata la mia guru, mi ha insegnato moltissime cose e fatto conoscere persone stupende e ancora oggi collaboriamo grazie a un solido rapporto di fiducia e stima reciproca!

Negli anni successivi ho imparato molto, ho acquisito sicurezza e consapevolezza e sono maturata sia come ostetrica che come persona.

Nel frattempo ha avuto altri due bimbi, Tommaso e Francesco e ho consolidato la mia esperienza di ostetrica sperimentando in prima persona tutti i rimedi e le tecniche che avevo imparato negli anni della mia formazione e dopo la laurea: Francesco, ad esempio, è nato in acqua, un’esperienza veramente unica che consiglierei di cuore a tutte quelle future mamme che hanno anche un minimo di feeling con l’elemento acqua!!

E ora eccomi qui…

Cerco di essere ostetrica con umiltà, consapevole dei miei limiti ma anche delle mie potenzialità, posso piacere o non piacere, ma ciò in cui credo lo faccio col cuore!

Emanuela Rocca


Potrebbero interessarti anche


  • Maria

    Ciao Emanuela, bellissima la tua esperienza ed essere ostetrica a 360°… un pò quello che mi è mancato nel mio ultimo e secondo parto (36 giorni fa) che sono dovuta andare a partorire in ospedale, con un’ostetrica che non avevo mai visto prima d’ora e che non ha mantenuto la parola su un particolare per me molto importante nella nascita di mio figlio, cioè sul fatto che avrei voluto che si tagliasse il cordone solo una volta finito di pulsare e invece l’ha fatto subito… purtroppo è una cosa che cerco di dimenticare, ma che ancora non mi va giù. Se avessi partorito in casa, penso che questo mio volere sarebbe stato mantenuto, non credi? Grazie ancora… e spero un giorno, anche se sono piuttosto vecchia, di poter fare l’ostetrica.