Camminare con i bambini, ma dove?

E poi camminare con la pancia e con figli, nel mio caso con due di 2 e mezzo e 4 e mezzo.. in città o per campi.. una cosa che desidero molto ma che non riesco (sto mettendo in dubbio tutte le mie capacità)… Può camminare farmi riacquistare la fiducia e serenità in qualsiasi luogo? O è meglio che vada da qualche parte tipo in montagna nel bosco..insomma distante dalla pianura?

Quanti di voi si rivedono in questa situazione? Aggiungerei le giornate sempre più corte e il clima freddo e umido, il tempo che manca o il traffico che ci soffoca. Come riuscire a camminare e come far sì che questo sia piacevole?

Di getto mi viene da rispondere a questa amica che il luogo dove camminare è solo sotto i suoi piedi e dove questi la portano, non altrove. Il qui e ora dove vivono i bambini, proprio lì insieme a loro possiamo camminare: davvero difficile per noi adulti e ancora più difficile se vicini abbiamo due bimbi di età diverse e pure uno nel pancione!

Certo c’è da fare la spesa, da andare all’asilo, da rispettare un appuntamento, da non tirarla troppo per le lunghe che poi arriva fame o sonno! E allora? Da qui a lì, da casa al negozio, dall’asilo fino al parco, di ritorno a casa, lungo qualunque percorso accade che mi sto muovendo, e sto gustando i miei passi, ascolto il mio procedere eretto e sento che il mio atteggiamento è quello che rende la mia presenza rassicurante per i miei bimbi, non ho fretta, e se devo rispettare un orario ho provveduto a muovermi con un po’ di anticipo o sono disposta a prendere sulle spalle il mio piccolo o anche a correre un pochino se necessario… quale bambino si rifiuta di correre con la sua mamma?

In caso contrario ci si può anche fermare a riposare, a bere a una fontana o mangiare qualche biscotto (ma si può anche mangiare camminando!) e cambiare tragitto, anche destinazione… perchè invece che al parco oggi non andiamo in biblioteca? Fantastica destinazione per quando piove!

E se non ho la fortuna di avere un paese o un bel quartiere cittadino intorno a me posso anche inventare delle uscite speciali, alle volte solo perchè a stare chiusi in casa con i bambini proprio non funziona! Si esce senza un compito preciso, senza una precisa idea di quanto si camminerà, e si scopre che anche in un quarto d’ora si possono scoprire meraviglie (un albero spogliato dall’autunno, com’è fatta la brina, il cane dei vicini che torna dalla passeggiata, un aereo che va proprio nella nostra stessa direzione…) e che altre volte è facile camminare insieme anche un’ora intera e più!

Ovviamente se si è sole con due piccoli è meglio stare nei paraggi di un “campo base” e avere sempre e comunque con sé un po’ d’acqua e uno spuntino. L’effetto rigenerante non sarà quello di un’atletica escursione in quota, ma quello delle guance rosse e sorridenti dei bambini. Se si stufano e protestano sarà probabilmente perchè non sono con loro, ma con la testa alla cena da preparare o con l’attenzione a una telefonata! Oppure perchè realmente, più probabile dopo una giornata all’asilo o a scuola, hanno bisogno di starsene tranquilli tra le mura di casa a giocare con le loro cose.

Per una mamma a tempo pieno camminare alla ricerca di fiducia e serenità secondo me significa anche potersi permettere ogni tanto una passeggiata da sola o con l’amica del cuore, ma è davvero “nutriente” anche una giornata di cammino con tutta la famiglia, fuori dai ritmi quotidiani, in un contesto di libertà e spontaneità dato dall’ambiente naturale, una situazione che permette di entrare in contatto con sè stessi e in una relazione più genuina con chi ci cammina accanto.

Se il luogo non è ameno come un bosco di faggi o un pascolo alpino a mio avviso l’importante è non avere pretese e che il sentiero sia al sicuro dalla velocità di automobili e ciclisti, in modo che i bimbi siano liberi di muoversi senza preoccupazioni per i genitori.

Un passo alla volta insieme ci si ritrova, ci si ascolta, si gioca, ci si coccola, si canta e si sta in silenzio lasciando scorrere i pensieri insieme alle gambe e allo sguardo, si supera qualche ostacolo o fatica e ci si ritrova così a portare a casa benessere e affiatamento.

Mi viene da suggerirvi un luogo che scrivendo queste righe torna nei miei ricordi, un luogo magico – sebbene per alcuni abituale – dove muovere quattro passi: lungo il Sile e i canali che scorrono tra le case e le mura di Treviso. Chissà se nella nebbiolina si può incontrare ancora qualche cigno…

Silvia Cavalli


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  • goldie

    Silvia questo articolo é stupendo. Grazie….