Camminare con i bambini è condividere

Tra i diversi motivi che spingono i genitori a scegliere di portare i piccoli con un supporto (fascia lunga, meitai, marsupio o altro) uno dei più frequenti è proprio la possibilità di muoversi liberamente: in casa, negli spazi cittadini, come in viaggio o per una camminata in montagna.

Ma scegliere di camminare con i bambini, come di portarli, non equivale a scegliere lo strumento più adatto per tras-portarli, ne’, una volta che questi siano più grandi e in grado di camminare, scoprire i migliori trucchi per rendere (ai piccoli ed ai genitori) la fatica più sostenibile…

Mi piace sottolinearlo per il fatto che il mercato offre un’infinità di modelli di supporti più o meno innovativi ed è facile perdersi nella ricerca di una “soluzione” comoda senza riflettere sul significato profondo del portare a contatto, e anche perchè in rete e sugli scaffali delle librerie stanno aumentando le pubblicazioni che non si limitano a consigliare begli itinerari adatti ai bambini ed ai passeggini, ma – ahimè – dispensano anche trucchi per “tirare” bambini pigri (ma esistono bambini pigri?!?!?), con tanto di “zuccherini motivazionali” e strategie di intrattenimento o, peggio, veri e propri raggiri per poter arrivare alla meta prefissata arginando i capricci!

A mio avviso camminare con i bambini è il piacere di stare insieme muovendosi in ascolto di un ritmo condiviso. Ritmo che in alcuni momenti potrà essere più lento e rilassato, in altri più faticoso oppure energico e allegro, assolutamente sempre personale e variabile a seconda delle situazioni ma anche dell’indole di ciascuno!

Mi viene facile il parallelo con gli altri ambiti in cui si pensa di poter educare-addestrare i bambini: il sonno, l’alimentazione, il controllo sfinterico, ecc…

Con il camminare vale lo stesso discorso: camminare, così come dormire e mangiare, è una capacità innata in ogni bambino sano, il suo raggiungimento avviene spontaneamente, per qualcuno prima per altri più tardi, ma senza bisogno di scarpine adatte, esercizi mirati, allenatori e tifosi!

Ed è una capacità che ha caratteristiche diverse nel tempo dello sviluppo psicomotorio, legate all’apprendimento cognitivo ed al soddisfacimento di bisogni relazionali.

Quindi non si può e non ci si deve aspettare da un bambino di qualunque età che viva il camminare come un adulto, cioè come quel gesto sì naturale ma automatico e ripetitivo che mi porta a raggiungere una meta, se pure allettante!

Riprendo il paragone: é come chiedere a un bimbo di mangiare la solita minestra spiegandogli che è piena di vitamine e lo fa diventare grande! Per quante smorfie e aeroplanini col cucchiaio si possano fare sarà sempre la solita minestra!! A qualcuno andrà giù meglio, ma altri preferiranno gustarsi le tagliatelle al ragù con le mani direttamente dal piatto di papà!!

Cosa significa? Che, proprio come potrebbe avvenire col mangiare, tutti i bambini arrivano istintivamente a muovere i primi passi e nel tempo a camminare come gli adulti: camminare è naturale! …ed è anche bello, gratificante, li fa sentire grandi e liberi, non solo di arrivare a destinazione, ma anche di fermarsi o di correre se vogliono, di essere rassicurati in braccio, magari anche di tornare indietro, di seguire una strada segnata o una nuova via, di procedere da soli o vicini agli altri, magari per mano, avendo modo, nella “lentezza” dello spostamento, di osservare e di “appropriarsi” di quello che li circonda, …come può ad un bambino non piacere camminare?

E se desidero camminare con i miei bambini devo fare in modo che il mio andare sia su misura per loro e “gustosamente” naturale anche per me.
Ma attenzione! Con ciò non voglio dire solo di accorciare o rallentare i passi, ne’ di scegliere percorsi facili o con una meta appetibile o con tanto di premio, né di trasformare una gita in una serie assurda di illusioni (ancora una curva e siamo arrivati… dietro quegli alberi e poi… dài che se arriviamo in cima torniamo con la funivia…), nemmeno però di accontentarci del breve tragitto conosciuto fino al parco giochi…

Qualche suggerimento pratico arriverà prossimamente, nel frattempo vi lascio con la riflessione che camminare insieme ai bambini è condividere un cammino, essere guida e insieme lasciarsi guidare e sorprendere, qualsiasi sia la strada che abbiamo davanti!

Silvia Cavalli


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  • bellissima riflessione e “specchio” di molte scelte,
    grazie!

  • Emanuela

    Buongiorno Silvia, mi è piaciuto molto il tuo articolo, che ho trovato molto ispirante.
    Vorrei aggiungerlo al mio blog su psicologo-infanzia.com, ovviamente citandone la fonte. Che ne pensi?

    • redazione

      La redazione (essendo i contenuti del blog di proprietà dell’editore) dà il proprio assenso, purché sia citato l’autore e la fonte (www.bambinonaturale.it)