Ecologia in casa: tutti in bici!

Io vorrei che nella luna
ci si andasse in bicicletta
per vedere se anche lassù
chi va piano non va in fretta.
[Gianni Rodari]

Siamo nell’anno del sorpasso! No, cosa avete capito, non mi sto riferendo ai mitici Gassman e Trintignant, dell’omonimo film. Quei due – che hanno appassionato una generazione per il senso del ‘potere’ della velocità – non hanno certo contribuito a far pensare al buon senso della mobilità…Quei temi sono arrivati dopo, quando la situazione ha iniziato a degenerare.

Il 2012 è l’anno in cui sono state vendute più bici che auto ed è davvero un segno dei tempi; qualcuno l’ha chiamato “sorpasso green”.

Oggi vorrei introdurre il tema della mobilità dolce, detta anche sostenibile: tutti noi viviamo in un flusso continuo di spostamenti all’interno delle nostre città, in differenti direzioni, ma principalmente ci dirigiamo verso la scuola, il luogo di lavoro e le sedi delle varie attività extrascolastiche, oltre che da parenti e amici.

Su questo tema è ungente una piccola riflessione: tutti noi (o buona parte di noi) tendiamo a lamentarci quando le cose non funzionano come si vorrebbe e in particolare sui bambini siamo noi adulti che rivendichiamo i loro diritti, il diritto al gioco, alla salute, il diritto a poter piangere o anche a non giocare o a sporcarsi.

Allo stesso tempo vorremmo strade più sicure e protette, dove i bambini possano muoversi liberamente e siano autonomi prima possibile per migliorare il loro senso di responsabilità, l’orientamento, la capacità di cavarsela..

Ma… di chi sono le auto che si muovono nei quartieri?

Gira che ti rigira siamo sempre noi, noi che ci siamo abituati alla comodità di caricare uno o più figli in auto e ad accompagnarli ovunque (salvo poi iscriverli in palestra perché sono grassottelli)… e difficilmente rinunciamo alla passeggiata o alla commissione da fare in zone senza o con poco parcheggio, perché – almeno nelle piccole città di provincia – si vuole scendere di fronte al fornaio se andiamo a comprare il pane!

E allora le amministrazioni (non tutte, per fortuna) sono impegnate a costruire edifici, grandi e piccoli, che hanno bisogno estremo e vitale di un parcheggio ampio e illuminato che – diciamolo! – usurpa il territorio. E poi, siccome il traffico è congestionato, si costruiscono le rotonde per far passare liberamente tutti senza troppi inghippi.

E così il traffico automobilistico non fa che aumentare, perché è dimostrato che si comporta esattamente così: più gli offri spazio, più se ne prende.

Noi genitori abbiamo il compito di fare il nostro sorpasso green, utilizzando mezzi leggeri e a basso impatto per tutti gli spostamenti che non superano i 3 o 4 km. Se tutti lo facessimo da subito le nostre strade sarebbero più libere e in modo molto rapido la qualità dell’aria (e della vita) migliorerebbero in modo esponenziale.

Di iniziative, proposte e idee ce ne sono, basta cercarle, alzarsi qualche minuto prima e provare! Un po’ alla volta si può cambiare, organizzandosi un po’ e senza paura di spettinare i capelli … Anche perché siamo nell’anno del sorpasso e dobbiamo manterene il primato!

Con i bambini non è così difficile, è una questione di organizzazione!

Ecco qualche idea, che vedremo nei prossimi post

– piedibus
– bici bus
– viaggi e spostamenti condivisi (attraverso vari servizi)
– bike to work
– living streets

Noi, quando ci muoviamo a piedi o in bicicletta, siamo la cosiddetta utenza debole e dovremmo essere noi l’elemento di moderazione del traffico (si va sempre al passo del più piccolo no?), non temere la presenza delle auto come minacciose e pericolose per l’incolumità nostra e dei nostri figli.

Non c’è che dire: viviamo in un mondo che gira al rovescio. Forse è arrivato il momento di cambiarlo!

Elisa Artuso

Per approfondire l’argomento da oggi è disponibile Eco-famiglie, di Elisa Artuso


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