Giornata del bambino prematuro

Il 17 novembre  è la giornata mondiale del bambino prematuro. Avevamo pensato di focalizzare questo post su un aspetto diverso della prematurità, ma riteniamo importante riflettere su questo giorno, perché non sia un semplice analizzare dati statistici di quanti sono i bambini che nascono prima del tempo ogni anno, ma perché sia un giorno nel quale pensare a fondo su come migliorare la loro vita e quella dei loro familiari.

E allora dal cuore ci è venuto un augurio

Quello che desideriamo per i bambini prematuri e per le loro famiglie, mamma e papà innanzitutto, è che sia riconosciuto il loro bisogno di vicinanza, di stare insieme e a contatto fin dall’inizio della propria vita.

Ci auguriamo che si riesca a combattere il pregiudizio secondo il quale la mamma non può fare nulla di buono per il proprio bambino finché si trova ricoverato, perché “pensano a tutto gli infermieri e il personale medico dell’ospedale”. Vorremmo che queste cose le sapessero tutti i genitori, perché sono genitori anche quando il loro bimbo deve vivere per qualche mese dentro un’incubatrice e quando le uniche cose che possono fare per lui è toccarlo o fargli sentire la propria voce.

Vorremmo che i genitori imparassero che non devono sempre delegare, perché se è vero che le pratiche mediche possono salvare la vita del bimbo, sono loro che possono rendere questa vita bella e piena, e solo la loro presenza lo può fare.

Vorremmo che il personale delle Unità di Terapia Intensiva Neonatale (UTIN) capisse che se è importante salvare la vita di un bambino, è altrettanto fondamentale che lo si faccia salvaguardando l’equilibrio della famiglia nella quale il bambino sarà accolto una volta dimesso. Vorremmo che facessero loro le parole di Boudin, il primo neonatologo che la storia ricordi, il quale, già nel 1898 disse “Primo salva il bambino, secondo salvalo in modo che poi, quando lascerà l’ospedale abbia una madre in grado di accudirlo.”

Ci piacerebbe che i genitori fossero visti come un aiuto fondamentale e che ne fosse riconosciuta la loro importanza.

Ci piacerebbe sapere che nelle UTIN il personale si impegni per aiutare e sostenere la relazione, anche quando i genitori vacillano e sembra che tutto sia inutile.

Ci piacerebbe sapere di luoghi a aperti, in cui i genitori vengano accolti e supportati.

Perché i prematuri prima di tutto sono dei bambini. E come tali hanno bisogno dei loro genitori, quanto delle cure mediche a loro indispensabili per continuare a vivere.

E ci piacerebbe poter dire che il bambino prematuro vive, non sopravvive, perché la vera essenza di tutto quello che si fa per curarli è poter permettere loro di vivere, non di sopravvivere.

Alessia Motta e Raffaella Doni


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  • Chiara

    E’ bello sapere che c’è chi si occupa di una realtà così fragile ma anche così diffusa della nascita pre-termine.
    Quando sento parlare di bambini “guerrieri” ci ritrovo molto di mio figlio, che ora ha 3 anni e che come allora lotta per ottenere ciò di cui ha bisogno ed il rispetto dei suoi diritti e che non si lascia sopraffare da nessuno, neppure da chi appare come fisicamente più forte di lui.
    Da parte mia, di mamma di prematuro ormai cresciuto voglio dare un messaggio alle mamme che ci stanno passando ora: non credete a chi vi preannuncia un futuro per loro pieno di problemi o malesseri: mio figlio è il bambino più sano che abbia mai conosciuto e anche il vostro può esserlo, abbiate fiducia e non abbiate paura di amarlo troppo.

  • francesca

    Ciao! grazie per le parole che avete detto…mi si è stretto il cuore! la mia piccina è nata con 2 mesi di anticipo e, grazie al cielo, è stata “solo” un mesetto in ospedale, ma ahimè ho un bruttissimo ricordo di quel periodo…è stato molto molto difficile per tanti motivi. E voglio dire a tutte le future mamme che vivranno “l’inconveniente” di partorire pre-termine che E’ UN LORO DIRITTO STARE ACCANTO AL LORO PICCINO! E’ UN LORO DIRITTO FARE MILLE DOMANDE! E’ UN LORO DIRITTO ESSERE ACCUDITE ED ASCOLTATE! Io ho chinato la testa in silenzio troppe volte ed ho sbagliato. La vita è difficile, per alcuni, purtroppo, lo è già dal primo vagito, ma noi mamme siamo capaci di una forza inimmaginabile e renderemo la vita di ns.figlio piena di amore. Anna, la mia piccola pulce, ora ha 10 mesi ed è già 8 kg…un colosso di sorrisi ed allegria! un augurio a tutte le mamme e papà che “ci stanno passando” in questo momento, il vs.piccolo/a sarà presto un gigante sano come un pesce e questo grazie al vs.infinito amore! un abbraccio forte.

  • Massimo

    i 46 giorni più lunghi della mia vita, quelli passati in UTIN e fortunatamente abbiamo incontrato primario, medici, infermieri, fisioterapisti, psicologi e neuropsichiatri che ci hanno letteralmente tenuto a galla.
    …non basta un post per descrivere quello che si vive in questa esperienza…ma meglio di niente.
    grazie