Latte materno, un libro sulle mamme che non hanno allattato

Mamme che – pur avendolo desiderato – non avete, per i più diversi motivi, allattato al seno il vostro bambino, volete partecipare a un nuovo progetto editoriale dedicato proprio a questo argomento?

Giorgia Cozza raccoglie “Voci di mamme” che non hanno allattato e hanno voglia di raccontare come hanno coltivato la relazione con il loro piccino, in particolare servirebbero testimonianze legate al contatto/coccole/vicinanza, al portare i bimbi, alle modalità di gestire i pasti al biberon per farne un’occasione di contatto con la mamma.

Se avete voglia di condividere la vostra esperienza, potete rispondere direttamente a questo appello (con un commento all’articolo) o scrivere in privato all’indirizzo email storiedialice@yahoo.it.

Ricordatevi di specificare l’età del vostro bambino. Vanno benissimo anche racconti che riguardano allattamenti “mancati” di bambini che oggi sono diventati grandi.

Grazie a tutti


Potrebbero interessarti anche


  • terry

    ciao io sto vivendo quest esperienza adesso potrebbne andare?ciao

  • francesca

    ciao io mi sono dovuta accontentare del misto con integrazioni, se volete vi mando la mia testimonianza, ma credo che sia fuori tema. Infatti la parte di contatto e coccole mia era molto legata ai momenti di allattamento, mentre il biberon lo dava il papà che lo considerava la sua parte di coccole e di dare il nutrimento.
    Comunque questa iniziativa mi sembra molto bella e vi volevo fare i miei complimenti.
    ciao francesca

  • Giorgia

    Terry va benissimo, sì. Puoi raccontarci direttamente qui oppure tramite email, specificando i mesi del tuo piccino/a. Grazie!

  • Giorgia

    Francesca, grazie 🙂 E sì, mi interesserebbe molto la tua testimonianza!

  • Pingback: Latte materno, un libro sulle mamme che non hanno allattato | Maternità EcoNaturale | Scoop.it()

  • Giovanna

    Giorgia, io ho avuto tre storie di allattamento diverse per tre figlie diverse: la prima allattamento misto da quasi subito e solo artificiale da 3 mesi e mezzo in poi, la seconda esclusivo per 2-3 mesi poi integrazioni ad aumentare fino a 7 mesi e da lì solo artificiale, la terza allattamento esclusivo fino allo svezzamento e ad oltranza. Se può servire fammi sapere.

  • Michela

    Bravissima Giorgia!
    provo a coinvolgere le mie cugine, è un’iniziativa che va proprio nella direzione giusta per il sostegno reciproco! Spero davvero che venga condivisa da tantissime mamme!

  • Emanuela

    Ciao, la mia piccola Giada ha compiuto 4 mesi il 2 novembre e siccome è nata un mese prima e di soli 2.310 gr non si è attaccata poichè si stancava in fretta. Per circa un mesetto ho tirato il mio latte riuscendo a farle mangiare 1/2 pasti del mio latte e il resto con LA, ma in entrambi i casi sempre con il biberon.
    Il papà le ha dato il biberon un paio di volte, poi siccome lei ogni tanto verso la fine del pasto si agitava ha preferito non darglielo più fisicamente, ma mi ha sempre aiutata a prepararlo (magari mentre io le cambiavo il pannolino!).
    Ovvio che il LM sarebbe stato sicuramente meglio sia dal lato come dire, nutritivo, sia dal lato economico, ma ho sempre accettato di buon grado sia il biberon che il LA in quanto volevo solo che la mia piccolina crescesse bene… anche perchè arriviamo da una storia complicata con 60 giorni di ricovero prima della sua nascita… ma questa è un’altra storia.
    Credo che la cosa importante sia darle il biberon guardandola sempre negli occhi e tenendola sempre molto vicina al tuo corpo… un po’ come se la si allattasse al seno insomma. Se volete sapere altro sono pronta a rispondere…

  • Maria Paola

    Ciao, io ho una bimba di 16 mesi, ho avuto problemi ad allattarla e solo dal terzo mese sono riuscita a stabilire un contatto corporeo con lei, grazie ad uno stratagemma… non so se la mia testimonianza possa essere utile… sono a disposizione.

  • eleonora

    ciao Giorgia, io faccio parte dell’Ass. Qui Mamma Ci Cova, ci siamo conosciute ad ottobre a Cornedo (VI). Anche per me l’esperienza è stata di allattamento misto (per poco) e poi bibe. E in questo mesi i pensieri (belli e brutti!) sono stati tanti. Se ti interessa ti scrivo una mail. E ti faccio anche i miei complimenti, Giorgio, anche questa iniziativa è molto bella! Brava!

  • marta

    scrivo la mia!
    ho una bambina di 2 anni e mezzo che ho allattato 10 mesi in modo esclusivo, non ha mai assaggiato il latte artificiale ed ho smesso xché dovevo sottometermi ad un intervento urgente. al secondo mi sono detta: adesso non mi ferma nessuno! lo allatto finchè sarà lui a dirmi di non volerne più ma….. da subito non ha gradito! si attaccava in modo corretto (niente ragadi, fastidi e bocca a pesciolino) e mangiava ogni 2 orette ma ogni poppata diventava meno piacevole…finché proprio non ha voluto più attaccarsi. il tutto si svolgeva così: si attaccava un minuto scarso dopo il quale si staccava urlando e non volendosi più attaccare! ho chiamato le consulenti del latte che mi hanno spiegato che avevo un flusso troppo forte e che allattare dipendeva in questo caso di più dal bambino che da me siccome se lui non si attaccava, la produzione diminuiva. così è stato. ho allattato 3 mesi! ci ho sofferto, mi sono sentita rifiutata ma alla fine vedo mio figlio sereno e in salute lo stesso…. sarà x un’altra volta 😉

  • viviana

    Non chiamatelo “non” allattamento. Chiamatelo in un altro modo, per favore. ma non connotatelo da subito come qualcosa di negativo. Non allattare è brutto e le madri che non riescono a farlo, e vorrebbero, si sentono già di per loro carenti e mancanti. Chiamiamolo allattamento alternativo, o l’altro allattamento…insomma troviamo un altro modo…:-)
    Io ho avuto tre figlie. Le prime due le ho allattate in maniera alternativa (tirandomi il latte) e la terza al seno (ci sono riuscita) per oltre un anno. Quando si allatta in maniera alternativa è importante avere un proprio rituale, prendersi tempo e sebbene sia un’esperienza che può essere condivisa col papà (ed è una cosa che ai papà piace tantissimo) secondo me è bene che (se possibile) sia sempre e comunque la mamma, o al più il papà, a nutrire il bambino. Alla fine si supera il trauma di non avercela fatta, ma un’ombra resta sempre…

  • maria teresa

    salve, io ho allattato con diversi problemi per 2 mesi e mezzo, mi sento come se non avessi allattato. non ho avuto buoni consigli e probabilmente il latte è finito anche per questo. la mia bambina è stata subito attaccata al seno dopo il cesareo, nata alle 17:42 attaccata dopo le 20. poi nei giorni in ospedale anche per farmi riposare c’è stato un allattamento misto, ma arrivati a casa esclusivo, ma a quanto pare non è bastato piangeva troppo già ad un mese e mezzo ho avuto il primo ciclo, il pedoatra mi consigliò di integrare ci ho provato ma poi sono tornata ad allattamento esclusivo, finchè una notte durante il secondo mese l’unica persona che mi aveva appoggiato, mio marito, durante una notte di pianti inconsolabili disse non facciamo che è fame? facendo un biberon lo prese e da li le crisi che piano piano mi hanno fatto finire il latte, dopo già anche un secondo ciclo. forse non la attaccavo spesso perchè mi avevano detto ogni 2 ore e 10 minuti a lato, forse come mi disse il ginecologo non avevo abbastanza prolattina. non lo so ma mi rimprovero di non aver fatto abbastanza anche se in quel momento il LA mi sembrò la soluzione migliore per mia figlia. non so se questa testimonianza può essere utile e se avete domande da pormi per capire meglio fate pure. grazie

  • Francesca

    Come lo racconto volentieri. Alberto a dicembre compità due anni. Dopo una gravidanza sulle montagne russe è nato un mese prima. Un uccellino di due chili. In ospedale mi hanno fato subito il biberon che io ho accettato volentieri perchè mi fidavo enperchè avevo l’ansia che non crescesse. La montata è arrivata subito e lo attaccavo per coccola. Però in effetti si addormentava subito. Faticava anche con il bibero. Quando mi hanno dimesso ho chiesto il congedo assistito e quasi subito è venuta in visita un’ostetrica del consultorio che mi ha detto che con tutto il latte che avevo era un vero peccato. Cosi insieme ci abbiamo provato, ma è cominciato un incubo. Sembrava una sfida a tutti i costi. Con l’eco di parenti che mi dicevano che DOVEVO allattare. Allora ho ripreso in mano la situazione, mi sono ascoltata e ho deciso. Via i sensi di colpa, la mamma sono io e voglio serenità per me e il mio bambino. Pappa con il biberon e seno per coccole. Magari andrà meglio la prossima volta. Ma siamo cresciuti e siamo felici.

  • Giorgia

    Grazie a tutte le mamme che hanno risposto. Mi interessano tutte le esperienze! Mi interessa in particolare spiegare come si può coltivare l’intesa/il contatto/la tenerezza anche con i pasti al biberon. Ma anche come vi siete sentite e, se desiderate raccontarlo, come mai non ha “funzionato”.

    Vi dico già che conservo tutte le testimonianze per il libro, sì, insomma senza chiedervi ulteriori permessi, se per voi è ok 🙂

    grazie!

  • Eccomi qui, a dare la mia testimonianza anche se risale a quattro anni fa!!

    Ho un meraviglioso bambino di nome Edoardo, nato il 4 Settembre del 2008, dopo un parto spontaneo che ricordo ovviamente doloroso ma bellissimo perchè è andato tutto secondo natura, senza nessuna difficoltà ed io ero avvolta da un alone di forza e calma a me insolito!!!
    Quando io e il mio bimbo siamo tornati in stanza ( ho partorito in ospedale ) l’ ostetrica mi ha chiesto se me la sentivo di attaccare il mio cucciolo al seno ed ovviamente la risposta è stata affermativa ma di lì a poco mi sarei trovata SOLA con le mie incertezze, il mio dolore fisico e la paura di non fare bene, di non avere latte perchè il mio bimbo piangeva spessissimo!!

    Nei tre giorni di degenza ho più volte chiesto aiuto alle varie ostetriche di turno che di loro spontanea volontà non muovevano un dito per aiutare una mamme alle prime armi ma è servito ben a poco perchè ognuna di loro aveva per me risposte diverse e frettolose; ma il bello è cominciato arrivati a casa!!
    Ero disperata, Edoardo piangeva di continuo, ho chiesto aiuto alle ostetriche della Asl ma mi dissero che non avevano tempo per venire a casa mia e che dovevamo risolvere la questione telefonicamente ed io ero ancora ignara del fatto che ero alle prese con un pediatra ( quello scelto per mio figlio ) che di tutto sa ben occuparsi meno che della parte emotiva di una mamma e dell’ allattamento!!

    Non so quanti messaggi disperati ho lasciato nella segreteria telefonica del pediatra fino a quando una persona estranea, incontrata per caso, mi ha messo a conoscenza della lega del latte ma forse era già troppo tardi, avevo già perso la motivazione ed il tira latte e le aggiunte di quello artificiale mi avevano fatto diminuire drasticamente la produzione di latte ed il mio umore era sotto lo zero!!

    Mi è stato IMPOSTA la doppia pesata del bimbo, poi il latte artificiale SOLO perchè il mio cucciolo cresceva al minimo percentile ( anzi di più ), per cui non essendo un vitello dal pianto frequente mi è stato detto che NON AVEVO LATTE A SUFFICIENZA O FORSE NON ERA QUALITATIVAMENTE IDONEO!!! Mi sono sentita sola, triste, incapace, poco materna e chi più ne ha più ne metta, senza dire che anche fisicamente mi sentivo uno zero!!!

    Dall’ introduzione del latte in polvere come aggiunta mio figlio è diventato stitico, ha avuto problemi seri di reflusso ( che con il mio latte non aveva ) ed è diventato più grande, molto più grande, finalmente cresceva al 90° percentile ed il pediatra era felice!!!

    Adesso ricordo con nostalgia gli occhioni di mio figlio che mi guardavano mentre lo allattavo, il suo corpicino vicino al mio, il calore che ci avvolgeva ma nessuno, nemmeno quell’ insulso pediatra, mi ha detto che allattare al seno significava farlo a richiesta e quindi di frequente, anzi, il medico in questione mi disse che il bimbo avrebbe dovuto poppare per quindici minuti per seno, ogni poppata e rimanere sazio almeno tre ore; per noi il rifornimento di latte aveva beneficio per un’ ora, non di più e solo dopo ho capito che mio figlio, al di fuori del altte, voleva solo contatto fisico, un FORTISSIMO E CONTINUO contatto fisico; voleva sentirmi, starmi incollato ma nessuno mi ha ascoltato e tutte le informazioni che ho appreso dopo quest’ avventura le conserverò come conservo nel cuore il desiderio di una a figlio e di allattarlo!

    Mi sono sentita sola, nessuno era in grado di ascoltarmi e accompagnarmi e mi sono sentita inadeguata nel ruolo di madre!!

    Ci tengo a testimoniare che anche il personale medico ( ostetriche, pediatri…) non sono tutti preparati ad accompagnare le mamme alle prime armi e che se non c’è un background famigliare alle spalle ci si ritrova perse come lo sono stata io e mio figlio ci ha rimesso perchè in due mesi ha perso il mio latte!!!!!

    Spero che tutto questo possa essere utile ad altre mamme e a me quando mi troverò di nuovo nella stessa circostanza!!

    Saluti

    Michela

  • sfutzy

    Eccomi! Sono Maria Rita mamma di tre meraviglie, la prima però non ce l’ho fatta ad allattarla ed ancora non l’ho superata 🙁 Parlare di colpe , bo in tanti ne hanno a partire da me che non mi informai affatto (A. ora ha quasi 9 anni) pensavo “allattare che ci vuole” al corso preparto dicevano le solite cose allattare a richiesta, ma non prima delle due ore e mezza perchè sennò arrivano le coliche (!?!) e poi mi raccomando non più di 15 minuti per lato. In ospedale altro incubo, nemmeno un cane ad aiutarti i bimbi li portavano pieni di latte artificiale , A. il più delle volte dormiva, mi sono dimenticata di dire che non c’era rooming-in , classico ospedale anni 70 con nido ad orari fissi ogni tre ore di giorno poi dalle 0.00 fino alle 5.00 era chiuso. Poi incubo numero due, è stata messa sotto la lampada per l’ittero (che poi si rivelò inutile a detta della pediatra non serviva ma vabbè) e le infermiere “signora non serve che viene ci pensiamo noi perchè più sta sotto la lampada e meglio è” io ero ormai in un vortice non sapevo a chi dar retta e mi lasciavo trascinare alla deriva dagli altri.

    Una volta a casa la piccola piangeva e si voleva sempre attaccare io pensavo al corso preparto e poi mia mamma e mia suocera che mi dicevano “non può piangere così, magari ancora non è sceso il latte o forse non ne hai proprio” “e mica la puoi sempre tenere attaccata , poi si mangia troppo” io scivolavo sempre più giù e nessuno se ne accorgeva , mio marito che credeva che A. morisse di fame per colpa mia…ciliegina sulla torta il pediatra asl che nemmeno ci vede e ci consiglia il latte artificiale … una settiamana dopo ero col biberon in mano pensando fosse solo per un po’, “per partire bene, poi torno al seno e basta” non sapevo che indietro non sarei mai tornata. Però ho preteso di essere sempre io al momento della poppata a dare il biberon , le coccole e l’addormentamento serale erano con me, ma sinceramente non m’è ancora andata giù a distanza di anni specie pensando che i fratelli li ho allattati (uno è ancora in corso 😉 ) io potevo se solo fossi stata più forte risoluta e informata come ora, se solo qualcuno m’avesse sostenuta e incoraggiata, ma forse è più facile darti la bottiglina in mano…bo!

    Scusate lo sfogo un bacio e un caldo buon lavoro

  • simona uras

    ciao Giorgia, il mio cucciolo Matteo ha quasi 6 mesi, è nato il 19 Maggio, inutile dirti quanto lo adoro non mi basterebbero le parole, io avevo tantissimo latte ma lui è nato piccolo e si attaccava male, i capezzoli si sono rotti e sanguinavano e io ero tanto sola e spaventata….se ti fa piacere sono disponibile per raccontarti la nostra esperienza….a presto Simona e Matteo

  • Bruna

    Da quattro mesi e mezzo allattamento misto….cioè praticamente da subito, salvo i tre giorni dopo parto all’ospedale, giorni in cui la mia piccola ha pianto praticamente ininterrottamente: ogni medico, pediatra, puericultrice e infermiera che passava dalla stanza e vedeva la cucciola piangente mi diceva la sua su cosa farle, come prenderla, come tenerla per farla star meglio (inutile dire che mi son sentita un’incapace io),mentre in realtà era solo fame….e infatti alla dimissione aveva perso 3 etti. io la montata lattea l’avevo già avuta, ma evidentemente insufficente, anche perchè la piccola ciucciava un poco e poi si addormentava…per fortuna una puericultrice ci ha consigliato di integrare con latte in polvere, dopo aver attaccato la piccola per mezz’ora, quaranta minuti al max se aveva ancora fame (lei stava per delle ore!!per poi staccarsi e voler di nuovo mangiare dopo mezz’ora)…pian piano siam riuscite a prendere il ritmo e anche se ancor oggi mi piange un pò il cuore a doverle dare in parte il latte artificiale so che il mio rapporto con lei non è stato compromesso, quando è in braccio il suo sguardo è sempre lo stesso di puro amore.
    E comunque non è vero, almeno nel mio caso, che se si dà il bibe o il ciuccio poi non vogliono più attaccarsi al seno: la mia pupetta passa indifferentemente da uno all’altro senza batter ciglio, addirittura si stacca dal bibe e si attacca subito al seno e viceversa (anche se il seno resta sempre preferito) ed è una bimba tranquilla, serena e sana….e io ho capito che bisogna seguire solo quello che uno sente come giusto, perchè ognuno ti dice la sua, ma una verità assoluta non esiste!

  • Fabrizia

    Ciao, il mio bimbo ha appena compiuto 18 mesi: è nato a fine Aprile, sono uscita dall’ospedale già con il biberon praticamente intero visto che dal mio seno riusciva a prendere un decimo del fabbisogno. Ho continuato imperterrita ad attaccarlo fino a fine maggio, lasciandolo attaccato anche un’ ora per ogni seno. Poi lui ha cominciato a innervosirsi perchè non usciva nulla e allora ho capitolato e sono passata al solo biberon. Il problema, nel mio caso, è stata l’emoraggia che ho avuto dopo il parto che mi ha anche costretta a due trasfusioni di sangue. Ripensando a tutto, credo che sia stata un po’ colpa dei medici, che si sono accaniti a farmi partorire naturalmente anche se non ero sufficientemente dilatata e mi hanno involontariamente creato l’emoraggia. Oppure sono io che voglio trovare un capro espiatorio per non sentirmi in colpa. Comunque non è andata poi così male: io e il mio bimbo abbiamo comunque passato tanto tempo assieme, la poppata della notte è sempre stata affidata a mio marito, così ho potuto riposare e lui ha avuto un momento tutto suo con il figlio. Se mi capitavano questioni urgenti da sbrigare, potevo uscire senza dovermi sottoporre allo stress del tiralatte, non ho avuto ragadi e mio figlio ha sempre dormito tutta la notte perchè non cercava il seno. I primi mesi ne ho fatto una vera e propria malattia: quando mi trovavo con le mie amiche e le vedevo allattare e io avevo il biberon facevo fatica a trattenere le lacrime. Ma alla fine è andato tutto bene e il mio bimbo non ha nulla da invidiare agli altri in quanto ad altezza e robustezza. Anzi, devo dire che si è anche ammalato molto meno degli altri amichetti. Lui è sempre allegro e sorridente e ci adoriamo. Mi sono fatta perdonare con altri metodi e speriamo che il tempo mi dia ragione. Insomma, non ho allattato al seno ma questo non mi ha precluso nessuna delle gioie che un figlio può dare. Per quel poco che ho allattato, però, devo dire che è una delle sensazioni più belle che ho provato in vita mia e spero di poterla riprovare.

  • Francesca

    sono una donna, una ostetrica e una mamma. Antonio, il mio piccolo, é arrivato 3 anni dopo una mstoplastica additiva sotto ghiandolare… a 38 settimane di gestazione ruppi le acque e dopo poche ore inizió il travaglio…avevo belle contrazioni ma non mi dilatavo… ci ho creduto…ho resistito, ho accolto i miei dolori abbandonandomi alla natura…ma dopo 7 ore ero sempre allo stesso punto…e ho dovuto piegarmi al taglio cesareo. Dopo un’ ora dal parto Antonio era giá attaccato al seno… I giorni passavano e la montata lattea che aspettavo non è arrivata…ero felice ma anche delusa…delusa dal tc , dal latte che non arrivava e stressata dall’ingombrante quotidiana presenza di mia suocera che non perdeva occasione di ricordarmi che non avevo latte, che il bambino non cresceva… cercavo di ignorarla ma dentro avevo una gran rabbia…Ho continuato ad attaccarlo al seno per 20 giorni ho insistito ma Antonio piangeva aveva fame…così integravo: prima seno poi latte artificiale… ma ero distrutta dallo stress…quell’ allattamento durava ore e io ero sempre più stanca. Così,per la gioia di mia suocera, un giorno provai a tirare il latte con una tiralatte elettronica …non ne venne fuori niente meno di 20 cc dopo 40 minuti. Piansi…Mi ero arresa. Antonio è cresciuto con il latte artificiale. Se ci penso ancora ho tanto rammarico. Non so se sia dipeso dalla mastoplastica, anche se é risaputo che non dovrebbe compromettere l allattamento…o sia dipeso dal tc o dallo stato d animo…ma mi arrabbio molto quando leggo : tutte le mamme hanno il latte! Non é vero! Solo Dio sa quanto lo avrei voluto e quanto ci ho provato! Francesca

  • francesca m

    Sono quella del secondo commento e visto che la mia testimonianza ti può servire, la riporto qui in breve.

    Mio figlio, che ora ha 27 mesi, è nato alla 35 settimana con un parto naturale, relativamente veloce e sopportabile sotto il profilo del dolore.
    Alla nascita era il più piccolo del reparto, pesava 2,4 kg ed era bellissimo; dormiva come un angioletto, senza alcuna voglia di fare la fatica necessaria per nutrirsi.
    Dato il suo peso il pediatra dell’ospedale ha consigliato subito il LA oltre ai tentativi di allattarlo, che mi lasciavano con una grande tristezza perchè si attaccava sì, ma poi non ciucciava.
    Nonostante questo mi è arrivata la montata e allora il tiralatte mi è stato di grande aiuto; per 40 giorni l’ho usato oltre sempre ai tentativi di allattamento. Sapere che nel biberon c’era il mio latte (quasi sempre) era molto consolatorio per me.
    Dopo i primi 40 giorni, mio figlio è diventato abbastanza forte da nutrirsi al seno senza tiralatte, ma purtroppo forse a causa della partenza difficile, il mio latte non era sufficiente e soprattutto il pomeriggio e la sera dovevo dare l’aggiunta. Mi sono però sempre goduta il contatto fisico della poppata e solo quando lui si staccava e aveva ancora fame mio marito gli dava l’aggiunta. Penso che anche mio figlio come me provasse piacere perchè nonostante la maggior facilità del biberon ha sempre voluto anche il seno. Questo fino a 10 mesi e mezzo, quando ha deciso che non lo voleva più e per una settimana se lo attaccavo si staccava subito e se lo riattaccavo la seconda volta mi mordeva.
    Adesso mi rendo conto di aver preso il mio allattamento misto molto male ed è un peccato perchè rischio di avvelenare il ricordo dei suoi primi mesi di vita.

  • Anna

    Ciao, mi chiamo Anna e sono mamma di due bimbi, Francesco di quasi 8 anni e Giulia di quasi 3.
    Il mio primo figlio l’ho avuto che ero una ragazzina, a 20 anni. La gravidanza è stata bella e spensierata come sa esserlo solo a quell’età. Il parto semplice anche grazie all’epidurale. Francesco era un neonato pigrissimo che in ospedale non si attaccava al seno quasi mai. A casa ha iniziato a voler poppare più spesso ma si addormentava pochissimo dopo aver iniziato (spesso nemmeno finiva un seno)… ero spaventata perchè cresceva poco e piangeva spesso. Il pediatra, dopo solo una settimana, mi ha prescritto l’aggiunta. Da lì ho iniziato a perdere il latte che già era pochissimo e ho lasciato del tutto perdere il seno.
    Nel frattempo sono cresciuta e mi sono informata tanto. Quando sono rimasta incinta di Giulia ero consapevolmente convinta dell’importanza del latte materno. Ho letto libri, consultato forum, parlato con rappresentanti della LLL… insomma mi sentivo un leone! Mi ripetevo come un mantra “Tutte le mamme hanno il latte, tutte le mamme possono allattare”.
    Il parto di Giulia è stato molto doloroso… lei faticava ad uscire, io ero esausta e non sapevo cosa aspettarmi dopo il primo parto in epidurale. Tutto sommato è andata benone, io stavo sulle mie gambe un paio d’ore dopo e mi sentivo bene. Giulia l’ho rivista 4 ore dopo la sua nascita, un tempo lunghissimo in cui non potevo vederla. L’ho vissuta male quella separazione per me incomprensibile. Quando me l’hanno portata l’ho subito avvicinata al seno, ho lasciato che lei lo annusasse e piano piano si è attaccata da sola. All’inizio si attaccava raramente ma ben presto ha iniziato a chiedere il seno frequentemente e con urla e pianti. Non dormivo e, le uniche volte che riuscivo a chiudere occhio, era solo perchè la tenevo fra le braccia. Non sopportava di stare in nessun altro posto. Quando sono andata al controllo per l’allattamento, il mattino dopo il parto, l’ostetrica di turno mi ha detto che la bimba non si attaccava bene e mi ha mostrato come andava fatto. Da lì mi è venuta una specie di paranoia… la bimba si attaccava e io la staccavo e riattaccavo in continuazione perchè pensavo che non andasse mai bene. Questo, unito alla frequenza con cui Giulia chiedeva il seno, mi ha portato delle ragadi dolorosissime. Quando ho provato a chiedere aiuto, l’ostetrica mi ha dato della bambina perchè non riuscivo a sopportare un piccolo dolore che era finalizzato ad una cosa bellissima quale il nutrimento di mia figlia. Mi sentivo inadeguata e stanca. A casa andava anche peggio… non riuscivo ad allattare da sdraiata (ho il seno abbastanza piccolo) e quindi di notte mi alzavo svariate volte per allattarla. Le ragadi facevano male ed io ero sempre più impaurita. La bambina voleva bere di continuo, non dormiva MAI! Un pomeriggio ha urlato per la fame dalle 12.00 alle 19.00 … ero sfinita e ho ceduto all’aggiunta di latte in polvere. Le cose son cambiate subito, lei dormiva finalemnte anche di giorno. Davo un’aggiunta di giorno e una di notte (il resto poppate al seno) ma, così facendo, mi sono beccata una mastite coi fiocchi. Ho avuto la febbre più alta di tutta la mia vita e mi sentivo uno straccio. Mi sono consutata con diverse ostetriche per capire se potevo allattare sotto antibiotico. I pareri erano contrastanti. Mi è sembrato un segno del destino, un’ennesima prova troppo difficile da superare! Ci ho pensato a lungo, ho pianto tanto ma alla fine ho deciso di smettere di allattare al seno. Stavo andando in depressione, stavo trascurando tutti (compreso mio figlio di soli 5 anni) perchè avevo messo su un piedistallo l’allattamento al seno. Da quando ho preso la mia sofferta decisione le cose sono migliorate. Seguivo comunque un ritmo di allattamento naturale e a richiesta. Cercavo di mantenere il contatto fisico. Giulia ha dormito con noi nel lettone fino a poco dopo l’anno. Ho usato la fascia a partire dai 5 mesi e ho creduto molto nel contatto fisico con la mia bambina. Non so se lei ha subito il distacco dal mio seno (anche se l’ho allattata solo 3 settimane) ma io ho cercato di fare il possibile per non far pesare su di lei quello che era successo. Oggi sono serena perchè so che ho fatto il possibile e non rimpiango nulla… anzi, forse solo una cosa, avrei voluto essere più menefreghista… così mi sarei goduta davvero la mia bambina appena nata e non l’ideale di lei che avevo nella testa.
    Anna

  • Elena

    Eccomi.
    Mi chiamo Elena, sono un’italiana residente in Messico, mamma di Riccardo, un bambino di due mesi e mezzo che allatto in maniera mista, anche se “misto” puo’ definirsi in realta’ un eufemismo, dato che – dopo aver poppato quel che esce dal mio seno – il piccolo in aggiunta riesce a trangugiarsi fino a 120 ml di latte artificiale, per un totale di 5 o 6 pasti al giorno.
    Ho vissuto il primo mese con grande sofferenza il fatto di non essere in grado di nutrire completamente mio figlio con il mio latte. Ora mi sono rassegnata, in compenso, Riccardo usa il mio seno per trovare consolazione, per gioco o per calmarsi durante le coliche. Rifiuta il ciuccio e questo tipo di contatto e’ comunque una grande fonte di gratificazione per entrambi e, al momento, la sua maniera preferita e piu’ rápida per prendere sonno.
    Il bimbo e’ nato con 17 giorni di anticipo per complicazioni dell’ultimo minuto. Ho partorito all’estero, dove lavora mio marito, con cesareo, in un ospedale all’avanguardia, dove tutto e’ andato che meglio non si poteva. Mi e’ mancato pero’ ogni tipo di appoggio e consigli sull’allattamento al seno, tanto che il bambino, perche’ iniziasse ad attaccarsi, mi e’ stato portato soltanto un giorno e mezzo dopo il parto per permettermi di recuperare dopo l’intervento (e nel frattempo e’ stato nutrito dalle infermiere con latte artificiale). Sono alla mia prima gravidanza, al momento del parto era presente solo mio marito, ero esausta e, in quei momenti, non mi ero posta affatto il problema del latte. Ero convinta, nella mia disinformazione, che si trattasse di un fatto naturale, che ogni donna fosse in grado di allattare.
    Al momento delle dimissioni pero’ di latte ancora non ne avevo. Il ginecólogo mi prescrisse quindi delle pillole per stimolare la produzione di prolattina e mi ha mandata a casa con larghi sorrisi. Riccardo si attaccava apparentemente senza problemi a qualsiasi ora e il volume del mio seno aumentava, per cui mi sentivo fiduciosa. Tuttavia, piu’ volte durante il giorno e soprattutto la será, il piccolo piangeva per quasi due ore, tanto che io e mio marito pensavamo gia’ soffrisse di coliche. Dopo una settimana da incubo, con il taglio ancora fresco, le notti insonni, i pianti incomprensibili e le ragadi che mi facevano disperare (il piccolo ciucciava con foga, per forza…), una será Riccardo ha pianto disperato per piu’ di 4 ore, tanto che alla fine io e mio marito finalmente abbiamo realizzato che era affamatissimo. Iniziammo quella notte con il latte in polvere, consultandoci con il pediatra, che lo ha visitato il giorno successivo, riscontrando che aveva perso il pochi giorni altri 200 grammi oltre ai 300 che aveva gia’ perso dopo il parto….
    Il latte artificiale fu una benedizione per entrambi. Riccardo finalmente si nutriva e riposava, e io con lui. Il pediatra e il ginecologo insistevano affinche’ non smettessi con l’allattamento al seno – giustissimo – con il risultato pero’ che mio figlio, gia’ abituato al biberón, non si attaccava piu’ o si addormentava col seno in bocca dopo aver succhiato 2 minuti. Nessuno dei due dava peso al mio scoraggiamento e alla mia stanchezza. “Insisti, insisti, DEVI attaccarlo”
    Stanca di non sentirmi compresa e ricevere solo ricette mediche e non consigli ho cercato altre soluzioni (spremermi i capezzoli per mettere 30 ml scarsi nel biberón; consigli per migliorare la postura del bimbo durante la suzione, tisane “Mother’s milk” portatemi da conoscenti, dopo il successo limitato dei farmaci, infinite ricerche in Internet). Su consiglio di un’amica mi ero rivolta anche ad un’ostetrica messicana membro della Leche League, forte sostenitrice dell’allattamento al seno e organizzatrice di “club de la lactancia” per aiutare le donne in difficolta’. La signora in questione al teléfono si e’ dimostrata una talebana, mi ha criticata per aver ceduto al latte artificiale, che non esistono donne senza latte ecc… Senza ancora avermi conosciuta, mi ha accusata di aver imposto al bimbo i miei orari e i miei ritmi, anziche’ assecondare i suoi bisogni, invitandomi a partecipare ai suoi corsi di allattamento. Non ho messo in dubbio la sua competenza, ma e’ inutile aggiungere che davanti ad un primo approccio di questo tipo non sono mai andata alle sue riunioni.

    La soluzione alle mie ansie? Prima di tutto l’arrivo della mia famiglia, che mi ha permesso di dormiré di piu’, di distrarmi, di sentirmi coccolata e meno sola; poi, il confronto con altre mamme in difficolta’ che hanno cresciuto ugualmente bimbi sanissimi con il LA e senza sensi di colpa come me; infine l’incontro con un’infermiera pediátrica, che per la prima volta mi ha informata dei rischi dello stress e della solitudine come cause della mancata produzione di latte materno.
    Risultato: dopo piu’ di un mese ho iniziato ad avere le prime móntate lattee e non solo 4 gocce. Riccardo, iniziate le prime coliche, ha ripreso ad attaccarsi per consolazione ed evidentemente la suzione, favorita da maggior riposo, ha permesso l’aumento della produzione.
    A due mesi e mezzo oggi e’ impensabile in ogni caso di abbandonare il LA. Continuo, nonostante tutto, a domandarmi ancora se davvero non fossi in grado di allattare o se le cose sarebbero ándate diversamente con adeguato sostegno e informazione date dalle persone giuste durante le prime settimane dopo il parto.
    Riccardo e’ qui sdraiato con me col capezzolo in bocca. E’ un fiore, si sta avvicinando ai 5 chili, mangia con appetito e dorme la notte. Mi piace pensare che quei pochi millilitri che prende da me siano comunque un modo per regalargli quel “prezioso, insostituibile alimento” su cui tanto insistono l’OMS, i pediatri e la Lega del Latte, ed e’ giusto farlo, ma senza insinuare che chi non allatta lo faccia solo per comodita’ o egoísmo.

  • Elena

    Scusate, vorrei aggiungere…. Ho letto che vi interesserebbero in maniera particolare testimonianze su un modo diverso di vivere il contatto con il proprio piccolo, ho paura di essere andata fuori tema. Potrei raccontarvi che significa essere una neomamma che non allatta, in un paese straniero e con una cultura molto diversa dalla nostra. Grazie ancora per averci dato spazio!

  • Giorgia

    Elena scrive: Potrei raccontarvi che significa essere una neomamma che non allatta, in un paese straniero e con una cultura molto diversa dalla nostra

    Non so se nel libro entrerà l’argomento, ma a me interesserebbe molto conoscere la tua esperienza!
    grazie

  • Giorgia

    Carissime mamme, volevo ringraziarvi.
    Grazie a tutte voi che avete commentato qui e a tutte le mamme (tantissime!) che stanno scrivendo all’indirizzo email.
    Le vostre testimonianze sono preziose e confermano il bisogno di conforto e sostegno che accomuna tutte le neomamme che allattino o no!
    grazie!

  • Elena

    Bene, Giorgia, ti scrivo via e-mail! grazie per l’attenzione

  • Serena

    Io ho tre figli che non ho allattato quanto avrei voluto:vale lo stesso?per esempio,il primo che ora ha 16 anni,l’ho allattato-rigidamente a orari e lo staccavo dal seno con forza dopo 10 minuti stecchiti-8 mesi dopodichè biberon tenuto da solo,poche coccole..ancora senso di colpa.per il secondo ho smesso a 6 mesi..per lui sì!che mi perseguita il senso di colpa!Però non so se tu chiedevi altri tipi di testimonianze..Grazie Giorgia per il grande lavoro che fai,sei mitica!

  • Giorgia

    Serena, sì ti chiedo una cosa che mi interessa in modo particolare, mi racconti qualcosa di quel “senso di colpa che ti perseguita”? Grazie 🙂

  • maria teresa

    leggendo le altre testimonianze…. anche a me perseguita il senso di colpa… so di non aver fatto abbastanza ma l’ho scoperto/capito troppo tardi

  • maria teresa

    l’intesa il contatto e la tenerezza ho continuato a darle, coccolandola ancor di più proprio perchè mi sentivo in colpa anche perchè non ha mai preso molto LA tuttora prende sui 150 quando va bene solo la mattina. lei cmq mi ha insegnato a fidarmi di lei e dei suoi segnali/richieste. e grazie a lei che ho conosciuto l’AS e i PL e ora anche il mei tai e ha un anno. scusate se sono uscita fuori tema, ma giorgia hai detto una cosa giusta abbiamo bisogno di conforto, soprattutto noi mamme che non abbiamo scelto. perchè conosco mamme che hanno deciso di non allattare o di smettere e sono tranquillissime

  • Giulia

    Ciao, anche io ho avuto un’esperienza di allattamento particolare….ti invierò una mail con il mio racconto se può esserti utile…

  • Giulia

    Ciao,
    ho letto di questa bellissima iniziativa ed ho pensato di inviarti il mio racconto….
    L’avevo scritto per non dimenticare, per chiudere un cerchio…quasi a scopo terapeutico….
    mi ci è voluto tanto tempo per dare una forma ai sentimenti che ho provato in questi mesi (Nina, la mia bimba, ora ha 10 mesi)….
    ora ho pensato di condividerlo, perchè so quanto sia importante leggere di esperienze simili alle proprie quando si è in difficoltà, e spero di poter essere utile ad altre mamme…
    Il mio racconto parte dal parto, perchè è da lì e dalle ore subito successive, che iniziano i problemi, se non si accoglie il bimbo e la mamma dando importanza alle loro competenze, alla relazione, ai sentimenti, al contatto.
    Sono sicura che sia un racconto come tanti, perchè tanti ospedali ancora non praticano il rooming in, e il parto è ancora molto medicalizzato.
    Questo è avvenuto in Toscana, dove invece si dice che la Sanità pubblica sia un fiore all’occhiello…..
    Forse è troppo lungo, ma davvero non sono riuscita a togliere neanche una parte di quello che ho scritto…
    ma se serve puoi estrapolare le parti che credi possano esserti utili…
    a presto
    Giulia Borghesi

  • Giorgia

    Mi interessa sì, grazie! estrapolerò qualche frase, ti aspetto!

  • Angela

    Buongiorno.
    Il mio allattamento è partito subito in modo molto stentato, ma ci credevo e ho insistito per le prime settimane, con tante paure e tante lacrime. Poi il caldo, uno scatto di crescita non riconosciuto, la disidratazione… e tutto è precipitato. Da lì biberon e artificiale, continuando ad attaccarla prima della poppata fino a quando le l’ha voluto, 4 mesi. Ho pianto tanto e sofferto tanto e ancora mi colpevolizzo tanto per gli errori commessi. La mia Emma ha 15 mesi e ora aspetto per gennaio Ester e spero che con lei vada diversamente. Ho coccolato tanto la mia bimba anche se non allattavo, la tenevo tanto tanto in braccio dopo la poppata (certe dormite insieme sulla poltrona!), l’ho portata tantissimo in fascia, l’ho massaggiata… ma mi resterà sempre quel vuoto… Se può interessare questa è (molto molto in sintesi) la mia testimonianza.

  • Angela

    Scusate non ho capito se devo già inserirla qua… Se può interessare la mia storia la scriverò in modo più articolato.

  • Giorgia

    angela, grazie, è stata una sintesi perfetta 😉 L’ho già messa da parte per il paragrafo “nel cuore delle mamme” e “Con le coccole si cresce bene”
    grazie!

  • Giorgia

    Ne approfitto per ringraziare ancora tutte le mamme, le mamme che stanno rispondendo direttamente qui, le mamme che scrivono all’indirizzo email, mamme che mi hanno raggiunto tramite fb…. Insomma, c’era davvero bisogno di parlarne eh?
    Se non riesco a rispondere subito a tutti, sappiate però che vi leggo e vi ringrazio di cuore!
    Grazie!

  • francesca

    Come per tante di noi il primo figlio, il primo allattamento è difficile. Impossibile se siamo lasciate sole. Non vi scrivo della mia rabbia, ancora viva dopo due figli e un totale di 30 mesi di allattamento, per aver avuto una dimissione, sei anni fa, per mio figlio, con latte totalmente artificiale. Io non ero stata in grado dopo un cesareo e una brutta complicazione neurologica (non riconosciuta) di fare nulla e così gli operatori intorno a me: assenti, indifferenti, sgarbati. Perché questo può accadere in un grande moderno ospedale milanese? Medici nulla, come non fosse compito loro, infermieri anche meno, l’ostetrica disse: sarà la depressione post-partum, la puericultrice: signora lei non sarà mai in grado di allattare. E io sola, e intanto il mio piccolo solo, per sei ore in osservazione, e tutte le notti chiuso al nido chiuso fino all’alba. Rabbia per quello che avrebbe potuto essere una brutta storia di non-allattamento. Invece mio figlio ha preso il mio latte dai 20 giorni di vita fino all’anno, poi si è staccato da solo. Quei primi venti giorni di non-allattamento, di inferno mentre ci sei dentro, credo siano oggetto della vostra richiesta. Inferno racchiude in un’immagine tante sensazioni: rabbia, fatica, colpa, dolore, sfinimento, delusione, lacrime, paura e per la prima volta nella vita totale disorientamento, non sapere cosa fare, dove andare, a chi rivolgersi, di chi fidarsi. L’unico sollievo era tenerlo in braccio, sempre, tutto il giorno e farlo dormire su di me, sempre, tutta la notte tutte le notti. Senza sapere quello che stavo facendo, se non quello che mi veniva naturale. Ma con il dubbio devastante che non fosse sufficiente. E non permettevo a nessuno di dargli il biberon, lo volevo fare solo io. Solo io dopo aver visto chi lo ingozzava fino al rigurgito, chi lo nutriva tenendolo dritto sospeso in aria, così ne va giù di più e, colmo della violenza, chi lo ha staccato dal mio seno chiudendogli il nasino. Come poteva essere il “metodo giusto” se era così poco naturale e se mi faceva così male? Ogni giorno lo stringevo di più ed eravamo così appiccicati da sentirmi dire “ti sfinirai se vai avanti così!”. Come può sfinirmi un fagottino azzurro di poco più di tre chili, attaccato a me, caldo, profumato e bellissimo? Che ogni giorno con due manine minuscole mi stringeva così forte? Una forza così forte non la avevo mai e non la ho più conosciuta e ho cominciato a chiedere aiuto a lui, a credere in noi. A fare il contrario di quello che mi dicevano. Il latte è tornato. Non è stata una passeggiata: ogni giorno un dubbio, ogni giorno un pianto e quando mi hanno imposto la famigerata “doppia pesata” , in quelle occasioni sole il piccolo scodellava là sulla bilancia i suoi 30 o 40 grammi in più, immancabilmente! Quanto era più bravo di me, lui, così piccolo e così forte. La Natura sa tutto, se la lasciamo fare. Negli altri giorni, difficili, ho avuto bisogno di aiuto e voglio anche dire che lo ho trovato, in una pediatra, conosciuta al corso pre-parto, che mi disse, lui ipotonico perché denutrito e io con la proposta di ricovero in mano 12 giorni dopo il parto, “passa di qui, fatevi vedere anche oggi, magari rimandiamo di un giorno”. Inutile dire che quel giorno non è mai arrivato.
    Credo che questo libro sostenga e proponga come non far mancare al piccolo, e a se stessa, tutto quello che l’allattamento dà oltre al latte. Questo libro non credo avrebbe alleviato la mia fatica, ma sicuramente mi avrebbe risparmiato tanti tanti dubbi e ansie devastanti, e non sarei qui a sentirmi in colpa per non aver saputo credere in me, nel mio istinto e non aver saputo trovare subito aiuto. Quante mamme trovandosi nello stesso inferno potranno sapere che stanno comunque dando qualcosa di valore al loro piccolo, anche se, al contrario di come è andata per me, dovranno passare un tempo più lungo con l’artificiale, quante mamme non chiameranno inferno nutrire il loro bambino in modo alternativo. Grazie, è in momenti così difficili che abbiamo bisogno di sapere che non siamo sole.

  • Giorgia

    Francesca grazie, grazie per questo messaggio così bello. Sì, lo spirito del libro è proprio quello che descrivi tu così bene.

    Ti chiedo anche se posso estrapolare una parte del tuo intervento, per il capitolo in cui si parla dell’assistenza offerta alle neomamme in reparto.

    Perchè tu ce l’hai fatta, ma con un inizio così era molto più probabile non allattare che allattare…

  • francesca

    certamente puoi. così anche io posso aiutare un po’ le future neomamme. anzi grazie!
    lo ho scritto di getto, appena visto il link. ma mi piacerebbe riparlarne….
    ci risentiamo
    buon lavoro

  • sabrina

    ciao..sono una mamma di 30 anni di una meravigliosa bambina di 14 mesi..Purtroppo nn sn riuscita ad allattare mia figlia quasi x nulla..ho tentato ma sia per capezzoli un pò rientranti e sia per la pigrizia della bimba(cosi diceva la pediatra)io ho sofferto tantissimo,ho tirato con il tiralatte all’infinito fino all’ultima goccia fino a vedere scemare il latte…che tristezza,amarezza di non averla attaccata ame,di non aver sentito quel calore…sono caduta anche in depressione x questo…non mi sentivo una buona madre…fino a quando grazie alla pediatra e altri ho accettato mio malgrado che non era stata una mia volontà e che essere una buona madre è altro…ed ora dal troppo amore l’ho viziata!!!

  • Serena

    Ok Giorgia ti scriverò quanto prima per lasciarti la mia testimonianza di mamma che si sente in colpa per non aver allattato abbastanza.

  • cristina

    ciao giorgia, è tardi per portare la testimonianza? è un argomento che mi sta davvero a cuore… grazie.

  • Giorgia

    ciao, no, non è tardi, scrivimi dai 🙂 Grazie!

  • Giorgia

    Carissime mamme, mi rivolgo a tutte le mamme, che hanno risposto a questo appello, scrivendo la loro esperienza qui e/o inviando la testimonianza in privato: GRAZIE!
    Ogni storia è preziosa e credo sarà utile per le altre mamme che leggeranno.
    Ora vi segnalo un altro passo… Se qualcuna di voi ha piacere di condividere una bella immagine… Cerchiamo foto di mamme che stanno dando il biberon al loro piccino, o che lo portano in fascia, o lo massaggiano, o fanno le coccole… Qui le informazioni: http://www.bambinonaturale.it/2012/11/allattare-biberon-abbiamo-bisogno-di-voi/

    Grazie ancora!