Scuola a casa, perché sì?

Perché scegliere di fare scuola a casa?

Le motivazioni possono essere moltissime, anche “solo” semplicemente pratiche (il bambino “non trova posto” nella scuola di zona e non ci sono alternative nelle vicinanze, per fare l’esempio più meramente pratico del mondo).

Alle volte non si tratta neppure di motivazioni “proprie”… Alle volte, a dispetto di un totale possibilismo genitoriale, la motivazione avversa alla scolarizzazione è quella sonoramente espressa dal diretto interessato, e i genitori si limitano, compatibilmente alle possibilità offerte dal proprio contesto lavorativo e familiare, ad accoglierla e ascoltarla.
Lungi dal fomentare un antagonismo “controscolastico”, e anzi proprio nell’ottica di poter favorire un rapporto disteso tra bambino e scuola nel lungo termine, ritengo abbia senso uscire dalla forma mentis dell’“a scuola ci devi andare e se non ci vai ora non ci andrai mai” che grava su tanti inserimenti di treenni, per abbracciare piuttosto il punto di vista dell’“a scuola ci puoi andare”.

E’ una possibilità, una ricchezza, una risorsa. Una proposta.

Validissima, ma non è l’unica. Forse se ne potrà tanto più facilmente comprendere il valore, e se ne potrà tanto più serenamente avvicinarvisi in futuro se lo si desidererà, quanto meno ne verrà data una prima impressione di obbligo e costrizione.

Un’altrettanto valida alternativa può essere rappresentata dall’educazione parentale: la scuola “fatta in casa”.

Quando la Redazione ha suggerito questo titolo – io faccio scuola a casa – per la mia nascitura rubrica dedicata all’istruzione familiare, ho annuito entusiasta.

L’anima dell’home schooling, nella mia personale concezione, sta proprio in quell’“io faccio scuola”.

Io, bambino, ho la possibilità di essere protagonista del mio percorso di apprendimento, di costruire, insieme all’adulto che mi coadiuva, la mia scuola. Mia nei contenuti, nei tempi, negli spazi.

Ma anche questo è un bel capitolo che intendo affrontare…nel mio prossimo post 🙂

Vi aspetto!

Irene Malfatti


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  • chiara

    io personalmente ritengo sia più adeguata l’esperienza scolastica non tanto per il processo di apprendimento in sé ma più per l’esperienza di socializzazione con i compagni, la relazione necessaria con gli insegnanti o figure educative di riferimento formate in tal senso , per non parlare dello sviluppo dell’autonomia dai genitori, necessaria per la crescita psicosociale del bambino….

    • Naturalmente sono scelte Chiara.
      L’home schooling però di sicuro non è una scelta che precluda lo svilupparsi di autonomia e socializzazione. Viene preferita (anche) perché da’ però ai due termini accezioni diverse da quelle comunemente vigenti nella scuola tradizionale. Condividere con un numero prefissato di compagni (con un numero alto a causa dei tagli continuamente imposti alla scuola) un numero prefissato di ore ogni giorno e’ un contesto piuttosto forzoso di socializzazione. Le dinamiche di gruppo che vi si creano non sono sempre sane. Allo stesso modo… Insegnare l’autonomia omologando apprendimenti e attività e’ in un certo senso una contraddizione in termini. Se l’autonomia e’ la capacità di gestire se stessi forse un contesto che impone metodi contenuti e compagni non è il più adatto allo scopo. Certo non è l’unico contesto possibile.
      Ma hai sollevato temi importanti, ci torneremo presto.

  • manuela

    La mia primogenita andrà a scuola a settembre.. Insieme ad alcune mamme stiamo valutando la possibilità di home schooling… Naturalmente praticamente nessuno ha appoggiatopositivamente la nostra idea,giudicata come l’ennesimo modo di proteggere le bimbe, (“l’abbiamo fatta tutti la scuola e siamo diventati grandi lo stesso”)… Per quanto,mi riguarda sono convinta a cercare la strada migliore e non solo la,più comoda x cui… Sarei davvero interessata a questo post! Grazie

  • Fabiana

    Manuela, leggendo delle critiche degli altri mi viene da chiedere: non è proprio questo il ruolo di un genitore? non siamo forse chiamati a proteggere i nostri figli? se non lo facciamo noi, chi lo farà? Proteggerli non significa precludere loro la possibilità di fare esperienze, ma per quanto possiamo, indirizzarli verso quelle più sane!
    Irene, la tua rubrica diventa sempre più bella e interessante e non vedo l’ora di leggere i nuovi post.
    Fabiana (Olivia) FC

  • Gina

    Buongiorno, io seguo con molto interesse le rubriche del bambino naturale. Vorrei fare solo un appunto a manuela, non credo si possa giudicare la scelta di chi manda i propri figli a scuola come la scelta più “comoda”, credo sia un giudizio ingiusto e affrettato. A volte di comodo in questa scelta non c’è proprio nulla, anzi. Molti la ritengono per i propri figli la scelta meno comoda, ma migliore, esattamente alla stregua di quel che pensi tu dell’homeschooling.