Tingere una maglietta con colori naturali

I nostri bambini possono fare esperienza dei colori e delle attività artistiche in moltissimi modi, e anche la cucina può fare da scenario ad occupazioni creative che assommino in sé l’esperienza cromatica.

Sono innumerevoli gli alimenti di origine vegetale dai quali ricavare pigmenti con cui dipingere stoffe o colorare; piante e i frutti sono stati tra i primi coloranti ad essere utilizzati per tingere le stoffe fin da tempi antichissimi.

Con la tintura di indumenti smessi i bambini potranno fare numerosi esperimenti ed i risultati non saranno mai uguali perché le sfumature di colore ottenute dipenderanno dalla quantità d’acqua impiegata, dal tempo di immersione dell’indumento e dalla scelta dei coloranti che a sua volta sarà influenzata dalla stagione e dai prodotti della terra che saranno disponibili in quel periodo dell’anno.

Anche quelli che comunemente vengono considerati scarti di cucina od ortaggi e frutti non più freschi possono essere utilizzati per tingere la stoffa. La tintura potrebbe essere dunque un modo creativo e fantasioso per non gettare alimenti troppo avvizziti per essere consumati in qualche ricetta alimentare o destinati comunque al secchio della spazzatura.

Bucce di cipolla, fondi di caffé per ottenere il marrone, bustine di tè e tisane usate per il beige, ma anche spezie come la polvere di curcuma per ottenere sfumature di giallo, fragole, rape rosse e ciliegie per rosa e rosso, uva nera, mirtilli e cavolo rosso per il blu ed il viola, spinaci per il verde.

Si tratta solo indicazioni teoriche, molto dipenderà dal nostro desiderio di sperimentare al momento e da quel che sarà disponibile in cucina.

Se l’idea di utilizzare del cibo per giocare non vi alletta pensate al fatto che si tratta di scarti e a quanto siano costosi, oltre che pesantemente inquinanti, i pigmenti di sintesi e gli effetti dannosi che essi producono sulle falde acquifere e sulle forme di vita acquatiche.

Vi serviranno una maglia, una t-shirt, un fazzoletto o altro indumento in colori chiari, possibilmente bianco.

Il non-colore vi garantirà i migliori risultati finali in termini cromatici, il tessuto dovrà inoltre essere naturale, quindi via libera a cotone, seta, lino e canapa, mentre non faranno al caso nostro i tessuti completamente o parzialmente sintetici.

Vi serviranno anche un paio di guanti di gomma se vorrete evitare di tingere le vostre mani e quelle dei vostri figli, il colorante naturale prescelto, del sale, dell’aceto o del bicarbonato di sodio che serviranno invece per fissare il colore.

Preparate i vostri ortaggi o frutti e copriteli d’acqua facendoli bollire per circa un’ora, lasciate a riposo il composto ottenuto per permettergli di raffreddarsi e filtratelo spremendo bene i frutti in modo da far rilasciare loro la maggior quantità possibile di pigmento.

A parte preparate una soluzione bollente con quattro parti d’acqua ed una d’aceto, oppure un cucchiaio di sale ogni litro d’acqua ed immergetevi per un’ora i capi che desiderate tingere. Una volta freddi e ben strizzati i capi vanno immersi in una soluzione d’acqua cui saranno stati aggiunti i coloranti vegetali prescelti, e dovranno essere lasciati in ammollo per molte ore, meglio ancora una notte intera, per permettere al pigmento di fissarsi.

Naturalmente il colore dell’acqua sarà molto più intenso, carico e vivace di quello che vi dovrete aspettare come risultato finale. Una volta estratto l’indumento dalla pentola, dovrete sciacquarlo con acqua fredda e strizzarlo. Per mantenere il più a lungo possibile il colore dovrete lavare gli indumenti separatamente e con acqua tiepida.

Con i medesimi colori  – se siamo in vena di sperimentazioni o abbiamo già collaudato la tecnica – possiamo tingere con la tecnica del tie and dye.

Si tratta di una forma di tinteggiatura millenaria originaria del Medio Oriente, che avviene sfruttando un sistema di semplici nodi sui tessuti da colorare, la quale permette di ottenere effetti astratti multicolori molto speciali e originali e volendolo anche piuttosto complessi ed elaborati.

In questo caso i tessuti vengono annodati con della corda e poi tinti. Una volta che i nodi sono stati sciolti, si riveleranno dei motivi a contrasto che costituiscono il caratteristico ed inconfondibile effetto di questa tecnica.

Durante gli anni Settanta gli indumenti e le stoffe tinti con questo sistema erano particolarmente di moda.

Potrete utilizzare questa tecnica su cuscini, tovaglie, ma anche per restituire vita ad una bandana o ad una semplice t-shirt.

Occorrente:

Stoffa o indumento di cotone od altra fibra naturale
Cordoncino o spago per pacchi
Pentole di grandi dimensioni
Colore vegetale a scelta
Sale da cucina
Guanti in lattice

Procedimento:

Piegate la stoffa nel punto desiderato in modo da ottenere un angolo acuto. Prendete ora lo spago e, iniziando dalla punta, incominciate ad arrotolarla attorno alla stoffa lasciando dei piccoli spazi tra un giro di corda e l’altro. Fate ora un nodo e ritornate fino al punto in cui avete iniziato ad arrotolare lo spago dove farete un secondo nodo che dovrete assicurarvi sia ben stretto.

Se vorrete cimentarvi nella tecnica del tye & dye ed è la prima volta per voi, è preferibile cominciare con la procedura più semplice, che prevede l’utilizzo di un solo colore, dopodiché, una volta presa confidenza con il procedimento, potrete sperimentare risultati multicolori, che richiedono tuttavia più tempo e più pentole, tanti quanti sono i colori che desiderate utilizzare.

Portate ad ebollizione tre litri di acqua in una pentola capiente ed unitevi un cucchiaio di sale grosso. Sciogliete nell’acqua il colorante ed immergetevi la punta del tessuto annodato lasciandola in ammollo tutta la notte. Trascorso il tempo indicato dovrete sciogliere il nodo e lasciar asciugare la stoffa stendendola in posizione orizzontale.

La stoffa può essere lavorata in diversi modi, il principio è tuttavia sempre lo stesso: isolando alcune zone di tessuto, queste non verranno tinte durante l’immersione.

Una seconda tecnica di tintura consiste nello stendere la maglietta o il tessuto che si intende colorare su di una superficie piana per piegarla a fisarmonica fino allo scollo. Con lo spago si dovranno fare un paio di nodi per tenere la piega a posto. Immergere la maglia nell’acqua con il pigmento e trascorso il tempo necessario strizzarla accuratamente e sciogliere lo spago.

Lasciar asciugare su di una superficie piana.

Un effetto molto originale si ottiene invece se anziché piegare la maglia la “pizzicherete” fino ad arricciarne tutta la lunghezza. Stringete le estremità con lo spago ed immergete seguendo il procedimento descritto sopra per quanto riguarda i passaggi successivi.

Fatevi aiutare dai bambini nei passaggi innocui che non prevedono l’uso dell’acqua bollente. I vostri figli apprezzeranno la possibilità di creare o personalizzare qualcosa destinato a essere indossato da loro, ma anche la possibilità di impegnarsi in un’attività insolita in compagnia dei genitori dedicandosi ad un progetto che li impegni nella stessa misura.

Michela Boscaro


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