Fare scuola a casa perché…

Questa settimana voglio presentarvi una persona. Anzi, una famiglia.

Una famiglia in cui tra le altre cose si fa anche scuola familiare.

Ci tengo a farlo perché, per me, una delle più straordinarie opportunità dell’home schooling è proprio l’incontro. L’imbattersi in altre famiglie che fanno “all’incirca la tua stessa cosa”, ma che non sarà mai proprio la stessa perchè ognuna declinerà l’istruzione familiare a suo modo, il potersi confrontare con loro, attingere idee, captare suggerimenti, condividere riflessioni.

E scoprire persone. E mondi. Il che, spesso, è la stessa cosa. Di certo lo è in questo caso.

La persona che sto per presentarvi è un ottimo esempio del valore e della promozione dell’incontro e del confronto: ha infatti “lanciato” una sorta di “messaggio in una bottiglia” che non solo potrà esser letto dagli altri naviganti: essi stessi potranno a loro volta aggiungere il loro messaggio.

Alessia Kabeira Valmorbida è infatti autrice di un Manuale-web per homeschoolers, un documento open-source che raccoglie varie informazioni e riflessioni sull’home schooling e che può rappresentare un valido aiuto ed offrire ottimi spunti per chi si sta avvicinando a questo percorso.

Si tratta di un lavoro “pionieristico” almeno qua in Italia, dove il fenomeno dell’educazione parentale è ancora relativamente poco diffuso e dove non è ancora facilissimo reperire informazioni in proposito, tantomeno informazioni organizzate in un corpus sistemico.

La forma “open-source”, poi, è particolarmente interessante: il documento, così, sarà periodicamente aggiornato, rivisto, integrato, e la possibilità del lettore di cooperare al testo, contattandone l’autrice, lo rende non solo un manuale dinamico, ma anche “dialogico”.

La nostra “chiacchierata” è partita proprio dal Manuale, per poi prendere velocemente “il largo”:

· Il tuo manuale è il sogno di ogni genitore home schooler alle “prime armi”: puoi parlarcene? A chi è rivolto, quali informazioni contiene, dove trovarlo?
E’ partito tutto da appunti, dubbi e link, che abbiamo via via messo da parte mentre valutavamo l’opzione di fare scuola parentale. Per come sono fatta, se non ho un progetto, un diagramma, qualcosa di scritto, a volte non riesco nemmeno a mettere in ordine le idee, così in un momento di sconforto ho iniziato a scrivere seguendo le mie incertezze. Ho iniziato a rispondere ai miei dubbi, alle mie perplessità e mi sono resa conto che, alla fine, sono le stesse di chiunque valuta l’idea di prendersi carico in toto della crescita dei propri figli.

Dopo aver raccolto tutto ciò che sapevo e pensavo a riguardo, ho cercato la collaborazione di altre famiglie che hanno scelto questo cammino. Al momento ho pubblicato una prima versione, perchè il progetto è ancora agli inizi, ma ogni contatto, ogni consiglio, ogni riflessione porta un nuovo aggiornamento al “Manuale per Homeschooler”: un libro che non smette mai di arricchirsi, proprio perchè segue la crescita dei nostri figli. Chiunque voglia può aggiungere un capitolo, o anche solo un link, una risorsa.

Prossimamente vorrei aggiungere anche una sezione riguardante le attività utili alla didattica, perchè sembra essere il dubbio più grande: “come gli posso insegnare la geografia, io che avevo l’insufficienza?” E’ quindi rivolto a tutti, che abbiano già avviato una scuola parentale o che ci stiano solo pensando e, perchè no, anche per chi vorrebbe saperne semplicemente di più.

Al momento l’ho messo a disposizione tramite il sito MediaFire http://www.mediafire.com/homeschooling, ma prossimamente inizierà una collaborazione in un progetto.

· Raccontaci un po’ di te e della tua famiglia
La nostra famiglia è composta da mamma Alessia, papà Marco e la piccola Ecate (2 anni), a cui si aggiungono due cani, un gatto e un gruppetto affiatato di galline. Viviamo in una piccola frazione in provincia di Reggio Calabria. Io faccio la mamma a tempo pieno, anche se una volta lavoravo nel campo grafico; Marco si districa fra vari lavoretti, dall’elettricista alla raccolta delle olive.

· Quali ragioni vi hanno spinto a scegliere l’home schooling?
Per noi l’homeschooling fa parte di un cammino iniziato con la nascita prematura di Ecate. Siamo passati dall’allattamento a oltranza, al cosleeping, al portare in fascia, all’autosvezzamento…e la tappa successiva per noi è stata l’educazione familiare.

Non vogliamo delegare a qualcuno la formazione di nostra figlia. Vogliamo seguirla nella sua crescita fisica, emotiva e spirituale, assecondando il più possibile le sue attitudini, la sua voglia di movimento, la sua curiosità. Il nostro obiettivo è educarla (cioè tirare fuori ciò che lei è) e non istruirla o inculcarle tante nozioni sterili.

· Che tipo di esperienza scolastica avete avuto tu e tuo marito? Vi ha influenzato nella scelta dell’h.s.?
Io ho preso il diploma scientifico e avevo iniziato a frequentare l’università di Veterinaria finchè non mi sono resa conto che il corso che avevo scelto non mi avrebbe dato un riconoscimento lavorativo; quindi ho preso un secondo diploma nel campo agrario, da mettere in pratica nella mia terra. Marco ha un diploma da perito elettrotecnico: è il suo principale ambito lavorativo ma fra la crisi ed il lavoro nero molto diffuso in Calabria, è diventato quasi solo un pezzo di carta.

Entrambi abbiamo avuto splendide esperienze nell’istituzione pubblica, intervallate da situazioni che nessuno studente dovrebbe mai vivere: dal bullismo all’assenteismo dei docenti, dal mobbing al leggendario insegnante frustrato. Sì, ci hanno influenzato molto in questa scelta, ma non sono stati principalmente questi i pesi che abbiamo messo sul piatto della bilancia quando abbiamo valutato l’opzione di fare scuola a casa.

Ciò che ci ha motivato non è la scarsa fiducia nell’istituzione scolastica, ma il forte desiderio di dare a nostra figlia ciò che ai nostri occhi rappresenta la scelta migliore: vivere con lei e accompagnarla nella sua maturazione.

La nostra chiacchierata è andata avanti, e sono certa che sarete curiosi di saperne di più…

La seconda parte dell’ intervista alla prossima volta!

Irene Malfatti


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  • cristina

    la mia bimba ha un anno, mi sto informando anche se scegliere l’homeschooling attualmente mi spaventa

  • L’homeschooling spaventa per molti motivi, non ultimo la poca conoscenza che abbiamo di questa pratica, perchè non se ne parla molto, perchè le famiglie che l’hanno scelto sono quasi una nicchia e perchè rappresenta un rapporto “totale e dedicato” che non siamo abituati ad avere con i nostri figli. Anche noi ne siamo spaventati, ma fra le alternative è quella che ci spaventa di meno.

  • Gabriella

    Buonasera , io abito a NIchelino in provincia di Torino,cerco mamme che in questa zona stiano pensando di non mandare i propri figli a scuola il prossimo settembre 2014 per confrontarsi e sostenersi in questa scelta. Potete scrivermi a: rillo71@tin.it