il Bambino Naturale denuncia: piccoli editori, grande ingiustizia

E’ Natale e ci piacerebbe parlare di cose liete ed essere sorridenti. Invece è successo che un fattaccio ha compromesso non poco lo spirito festoso di questi giorni.

Come vi sentireste voi se vi dedicaste con passione e impegno, per tanti anni, a un lavoro. Lo promuoveste, lo faceste crescere, gli deste persino un nome, così da poter essere immediatamente riconoscibile, e – nel tempo – riconosciuto.

Prima da poche persone e colleghi del medesimo settore, poi sempre più pubblicizzato, tanto da raggiungere un pubblico più ampio, che iniziasse a seguirvi, vi cercasse PROPRIO per il vostro lavoro e PROPRIO grazie a quel nome.

E tutto questo non lo faceste solo ed esclusivamente per il vostro bene e tornaconto personale, ma anche a beneficio dei colleghi che credono in quello in cui credete voi, che piano piano vi hanno raggiunto e si sono uniti a voi, impegnandosi con voi a rendere noto il vostro operato ovunque, raggiungendo la piazza più importante – ma davvero la PIU’ importante – del vostro settore, del vostro mondo.

Come vi sentireste se un bel dì qualcuno più grosso di voi, più arrogante di voi, più prepotente di voi si impadronisse così, con uno schiocco di dita, del vostro capolavoro. Ve lo prendesse neppure con gesti biechi e violenti, ma come se ciò fosse normale e, anzi , nel suo pieno diritto…E per di più, oltre al capolavoro, vi portasse via e utilizzasse anche il NOME che gli avete dato per essere riconosciuto e riconoscibile ovunque?

Brutto eh? C’è da impazzire…

Questo è successo ieri, è successo a nostra insaputa, è successo con una superbia, un’arroganza e non sapremmo quali altri termini non scurrili utilizzare per esprimere le modalità con cui siamo stati vittime di una ingiustizia – di un REATO! – proprio come quello descritto qui sopra.

Piazza Italia era uno spazio dedicato interamente ai piccoli editori all’interno del Salone Internazionale del Libro di Torino. Un parterre di tutto riguardo per la pregevole attività dell’editoria indipendente italiana, un’agorà dove dar voce e visibilità (con incontri ed eventi) a chi lavora con impegno, passione, etica e amore per la cultura senza disporre dei grandi mezzi di cui gode la grande editoria.

Piazza Italia era nata dall’idea e dalla volontà della Federazione Italiana degli Editori Indipendenti, presieduta dalla nostra “mamma-editrice” Anita Molino, per portare la piccola editoria all’attenzione del pubblico del Salone del libro torinese, e oltre.

Piazza Italia esisteva e operava da 10 anni, dieci – e ripetiamo – dieci anni di sforzi profusi per dare la giusta luce ai piccoli editori in un ambiente – quello del libro – dove i colossi segnano il passo.

Piazza Italia era, perché ora non è più. O meglio, è ancora, ma non è più nostra. Ieri abbiamo appreso da giornalisti e stampa che il Salone – con belle parole e principi edificanti – ci ha usurpato spazio e nome!

Il Salone Internazionale del Libro di Torino vuol sostenere la piccola editoria? Il Salone Internazionale del Libro di Torino si appropria di un lavoro (decennale) non suo, di un nome non suo, di meriti non suoi!

Non è un gesto esecrabile d’infinita arroganza e disonestà?

Noi abbiamo subito scritto una lettera indirizzata a chi di dovere e inviata anche alla stampa, perché si sappia quel che è stato fatto. E’ necessario che si rimedi allo scempio, perché non passi l’idea che il lavoro e le idee possono essere rubati impunemente ovunque, comunque e da chiunque!

Se voi amici del Bambino Naturale ci volete bene, rispettate e seguite il nostro lavoro, vi prego: aiutateci a dire no, e a denunciare quanto avvenuto. Diffondete come potete e più che potete la lettera di denuncia e di protesta della Federazione  (qui trovate il testo)!

Perché  non sia sempre la legge del più forte (e del più prepotente) a valere.

Grazie.


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