Vaccinare i bambini: l’immunità di gregge

Parliamo di immunità di gregge: è definito come il fenomeno per cui raggiunto un certo livello di vaccinazione tra la popolazione (il 95%) anche individui non vaccinati godono i benefici della vaccinazione, perché circondati da individui vaccinati e che evitano il propagarsi di un’eventuale epidemia.

Allora parliamone: ci sono diversi punti che fanno dubitare di questa immunità di gregge, tant’è che non è mai stata dimostrata. Si confonde il successo della vaccinazione con il cambio delle condizioni igienico-sanitarie che hanno fatto il vero lavoro di eradicazione di una malattia.

Viene spesso portata ad esempio la poliomielite, che merita un capitolo a parte, ma brevemente spiegherò come anche l’India a febbraio 2011 è stata dichiarata polio-free: acqua calda e detergente.

La Poliomielite è una malattia a trasmissione oro-fecale e per ammalarsi è necessario ingerire feci infettate dal poliovirus. Uno studio a carico del National Institute for Public Health and the Environment [1] in Olanda ha dimostrato (nuovamente) come l’utilizzo del vaccino Sabin, con poliovirus attenuati ma vivi e per via orale, aumentasse il propagarsi dell’infezione.

I virus passando indenni attraverso l’apparato digerente, riapparivano vivi e attivi nelle feci, in un Paese che come sappiamo non brillava certo per igiene e pulizia. Di fatto di polivirus selvaggio è dagli anni Sessanta che non se ne vedeva. Le ultime recrudiscenze di poliovirus selvaggio sono state evidenziate in Paesi in via di sviluppo e per un periodo limitato, mentre non mancano studi che associano piccole epidemie di poliomielite con il vaccino orale [2].

Spesso i genitori che non vaccinano i propri figli vengono accusati di vivere come parassiti a danno della società (esempio, l’ambiente scolastico frequentato dai bambini) e di mettere a rischio la salute di tutti.

Andiamo per punti: perché tu genitore che hai vaccinato hai paura di un bimbo non vaccinato? Se il vaccino esiste e tu credi in quello che hai fatto è proprio per tutelare tuo figlio dalla malattia, non dovresti temere un bimbo che starnutisce quando il tuo è protetto dal vaccino anti-influenzale.

I vaccini hanno una copertura e un’efficacia tra il 30 e 90% [3] (prendo come esempio uno studio recente sul vaccino del Rotavirus, che dimostra una copertura dell’87%). Dentro questa variabile bisogna calcolare che l’immunità di gregge potenzialmente si realizza con il 95% della popolazione vaccinata.

Considerando quindi (spero di farmi capire con la matematica creativa) che in una scuola con il 98% di bambini vaccinati, stimiamo che un 20% (rimanendo quindi molto molto bassi rispetto le stime del 30-90%) per ragioni tecniche non abbia sviluppato comunque la copertura vaccinale, si evince che con un 78% di bambini realmente vaccinati e immunizzati non abbiamo raggiunto l’immunità di gregge.

Altro punto: sappiamo che dopo i primi anni di vaccini numerosi e richiami ravvicinati all’improvviso dalla ASL non arriva nessuna cartolina. Nonostante che ci dicano che i vaccini “scadano” non riesco a capire come, arrivati 18 anni, nessuno si preoccupi più della nostra copertura vaccinale.

Quindi questo gregge di persone vaccinate che tutelano mio figlio non vaccinato, dov’è? Persone con un’età media di 40 anni che hanno visto l’ultima siringa 30 anni fa, hanno copertura vaccinale? Quindi, il gregge? L’immunità? I non vaccinati parassiti dei vaccinati?

Infatti solo alcune categorie a rischio devono sottostare a vaccini obbligatori periodicamente, (medici, infermieri, addetti alle mense pubbliche) a dimostrazione che non hanno la copertura vaccinale eterna, ma tutti gli altri?

Ultimo punto: ci dicono che vaccinare è un dovere morale e sociale nei confronti della comunità, come pagare le tasse: non ci piace ma dobbiamo farlo per goderne i benefici: a parte la dimostrazione per cui chi vaccina non collabora nonostante lo sforzo, viviamo in Europa e solo Francia e Italia si è avuto per decenni un piano di vaccinazioni obbligatorie.

Questo l’ho scoperto da quando vivo in Spagna e il mio primo commento è stato “O vivo in un Paese dove il Governo sta pianificando il genocidio, dove se davvero dovesse arrivare una pandemia siamo tutti morti, oppure visto che nessun medico firmerà mai un documento dove si prende la responsabilità civile e penale di sottoporre ad un trattamento sanitario obbligatorio un minorenne sano, evitano l’obbligo”.

La gente poi si sposta, prendiamo aerei come se fosse il bus ogni giorno, siamo quindi sempre esposti a qualunque classe di possibile infezione senza avere nessuna copertura vaccinale.

È vero, in Spagna si vaccina comunque, ma non si raggiunge il 70% della popolazione infantile: sommando questo dato con quello di Germania, Svizzera, Olanda e Regno Unito, mi dispiace dire a voi, che vivete in Italia, che siete circondati da una popolazione europea vaccinata ben al di sotto del famoso 95% per raggiungere l’immunità di gregge.

Io non voglio fare complottismo, in questa rubrica lascerò spesso domande aperte affinché ve le poniate e magari le possiate riferire ai medici di cui vi fidate. Io vi posso lasciare i riferimenti bibliografici.

Francesca Kone

Bibliografia

[1] Inactivated polio vaccine development for technology transfer using attenuated Sabin poliovirus strains to shift from Salk-IPV to Sabin-IPV. Bakker WA, Thomassen YE, van’t Oever AG, Westdijk J, van Oijen MG, Sundermann LC, van’t Veld P, Sleeman E, van Nimwegen FW, Hamidi A, Kersten GF, van den Heuvel N, Hendriks JT, van der Pol LA.
Vaccine. 2011 Sep 22;29(41):7188-96. doi: 10.1016/j.vaccine.2011.05.079. Epub 2011 Jun 7

[2]Circulating vaccine-derived polioviruses: current state of knowledge.
Kew OM, Wright PF, Agol VI, Delpeyroux F, Shimizu H, Nathanson N, Pallansch MA.
WHO Global Specialized Reference Laboratory, Division of Viral and Rickettsial Diseases, Centers for Disease Control and Prevention, Atlanta, GA

[3]Rotavirus vaccination effectiveness: A case-case study in the EDICS project, Castellón (Spain).
Bellido-Blasco JB, Sabater-Vidal S, Salvador-Ribera Mdel M, Arnedo-Pena A, Tirado-Balaguer MD, Meseguer-Ferrer N, Silvestre-Silvestre E, Romeu-García MÀ, Herrero-Carot C, Moreno-Muñoz MR. Epidemiology Unit, Centre of Public Health of Castellón, Avenida del Mar 12, 12003 Castellón, Spain; CIBER of Epidemiology and Public Health: CIBERESP, Spain; University of Cardenal Herrera – CEU, School of Medicine, Castellón, Spain; Center for Public Health Research – CSISP, Valencia, Spain.

Per approfondire leggere Bambini super-vaccinati.


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  • Arianna

    Guardando questo video, http://www.area.pi.cnr.it/areaperta/?q=node/1367, tra la dr.ssa Boraschi, immunologa e ricercatrice del CNR, e il dr. Serravalle, noto pediatra, c’e’ un interessante dibattito sull’immunita’ di gregge, oltre ad assistere a due posizioni diverse sui vaccini.

  • max

    Abbiamo un bimbo di due anni vaccinato ed un bimbo di due mesi prossimo alle scadenze vaccinali. Il primo bambino è sano, mai avuto reazioni ai vaccini (per il momento) ed è stato vaccinato per lo più per il fatto che siamo spesso in viaggio (una volta all’anno) in Etiopia (paese d’origine di mia moglie). Ora siamo alle prese con l’ASL che ci “obbliga” a vaccinare il secondo bambino. Cosa facciamo? Ritengo le vaccinazioni proposte veramente troppe! E’ possibile effettuare solo la tetravalente? Per l’Etiopia (zona di transito non malarica ma con poca igiene e strutture sanitarie carenti) potrebbero essere utili le nostre vaccinazioni oppure piuttosto prevederne altre?

    • francesca.kone

      Ciao Max, guarda, io ho i nonni in costa d’avorio dove per andare sono obbligatori la bellezza di 8 vaccini. E’ dal 2004 che non vado e giá mi immagino quello che dovrò fare quando porterò mio figlio. Ti dico: (magari ne parleremo nel prossimo articolo, perché questo tema mi tocca da vicino). Non si può negare che un bambino sia più sensibile, se poi parliamo di un altro continene assoluamente nuovo per noi non abbiamo la memoria immunitaria per poter viaggiare tranquilli. In Costa d’Avorio i miei nonni vivono in un villaggio dove non c’è nemmeno l’acqua corrente, con scarse norme igieniche e animali al pascolo con tutto il loro sterco. Eppure di bimbi non vaccinati ti assicuro il villaggio è pieno. Alcuni sono portatori sani di malattie che a noi ci stroncherebbero l’intestino. Io sono dell’idea di aspettare a viaggiare, il mio primo viaggio in Africa l’ho fatto a 8 anni e non sono stata per niente bene, bombardata com’ero di vaccini, ma senza non mi facevano imbarcare. La libertà di vaccinare o meno si scontra con queste norme aeroportuali. Tu sai dove vai, in che luoghi dormirai e l’acqua che consumerai. Ti consiglio comunque aspettare un’età pediatrica adeguata e distanziare le vaccinazioni il più possibile e ridurle all’osso. Almeno non hai la profilassi antimalarica (io usai il Malaron e se ci penso svengo, ho avuto le allucinazioni, come da bugiardino) , posso immaginare che ti hanno proposto antiepatiteB, tetano, febbre gialla, tifo, vero? Le stesse che avevo fatto io, oltre a epatiteA, colera, epatiteC, polio e tubercolosi, meningococco C + profilassi antimalarica.
      Se la febbre gialla è obbligatoria da accompagnare al passaporto vai con quella, se il bimbo avrà 6 mesi mi chiedo dove e come possa contrarre tetano ed epatiteB. Ti passerò una lista di foglietti illustrativi dove puoi comparare i diversi vaccini disponibili e potrai chiederli al dipartimenti di Medicina del Viaggiatore. Ad ogni modo il consiglio più grande è aspettare, si magari tuo figlio camminerà e toccherà di tutto, ma almeno l’intossicazione da vaccini (per kg) è più circoscritta. Ciao

  • alessandra

    Un commento che non riguarda il tema ma è un consiglio per il web-master: cambi font perché questo si legge male!!

    • redazione

      Alessandra, bisogna che me lo confermino in tanti prima di operare questo genere di modifica, e mi pare che finora non ci siano grosse difficoltà…:)

  • max

    Grazie mille! Aspetto il prossimo articolo anche per collaborare. Brevemente le dico: in Etiopia non chiedono nulla all’aeroporto riguardo le vaccinazioni! Le assicuro perchè ci sono stato 11 volte! Sarebbe richiesta comunque solo la febbre gialla. Con il primo figlio siamo già stati in Etiopia quando aveva 11 mesi. Nessun problema, massima attenzione con l’acqua, era comunque già vaccinato in Italia (2 dosi di esav.+mening+infl. e epatite A su consiglio del medico dei viaggi). Con il secondo figlio vorremmo andare in Etiopia il prossimo inverno all’età di un anno. Vorremmo però evitare di “bombardarlo” dal prossimo mese ed eravamo orientati solo sulla tetravalente (forse solo l’antitetanica avrebbe un senso laggiù). Ultima nota: mia moglie etiope ha il tesserino vaccinazioni in Italia barrato con la scritta “immune naturale”…ma questa è un’altra storia…

  • anna

    Sono perfettamente d’accordo con quello che ha scritto(la mia bimba ha 21 mesi e non è vaccinata),non sono d’accordo invece sul punto in cui lei dice che i sanitari dovrebbero esserlo!Sono infermiera 40enne vaccinata..che per scelta ha deciso di non continuare a farsi vaccinare( da protocollo) solo perché più esposta al rischio..ovviamente mi assumo le mie responsabilità!
    Cordialità

    • francesca.kone

      Certo Anna, ha applicato il diritto di obiezione, obiezione che ha senso di fronte ad un obbligo. Noi altre persone normali (postini, impiegati di banca e camionisti, tra le altre categorie) non ci poniamo nemmeno il problema. Nel 2006 sono stata in missione per lavoro (lavoravo in Italia all’Università) in Vicino Oriente e ho scelto di non fare le vaccinazioni (non ero in vacanza) e pure io ho fatto obiezione. L’acqua dei rubinetti era gialla perché dove ero alloggiata tutto era tranne che un villaggio turistico ma mi sono presa comunque le mie responsabilità.

  • serena

    io ho una bimba di due anni e mezzo non vaccinata… abito in veneto dove fortunatamente le vaccinazioni non sono obbligatorie, anche se ho subito parecchie pressioni, ma volevo lanciare un appello a tutti i genitori…INFORMATEVI BENE prima di prendere una decisione così importante, non lasciate che siano gli altri a decidere della salute dei vostri figli.. se decidete di vaccinarli aspettate almeno fino ai due anni…i vaccini sono farmaci e come tali hanno delle controindicazioni che siete tenuti a sapere.. GRAZIE

  • “perché tu genitore che hai vaccinato hai paura di un bambino non vaccinato”. Non mi preoccupo per mia figlia di 5 anni vaccinata, il problema me lo pongo per mio figlio di 2 mesi che non ha ancora fatto i vaccini. (E mi dico per fortuna è sano e posso farglieli, se fosse un immunodepresso non potrei nemmeno avere questa sicurezza).
    Capisco bene che conoscendo i possibili effetti collaterali anche gravi di un vaccino uno non vuole essere responsabile di procurarli a suo figlio, la mia valutazione è che la probabilità di averli è (molto) più bassa che non contraendo la malattia.
    Ognuno fa quello che crede meglio, io spero che nessuno si offenda ma eviterò di incontrare bambini non vaccinati finché il mio non sarà cresciuto per fare i suoi.

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