Virus e vaccini, approfondiamo

Per inaugurare questa rubrica, prima di parlare di anticorpi e vaccini credo sia importante fare una sintetica e chiara esposizione sull’oggetto della questione: i virus.

I virus non sono considerati forme di vita, perché mancano delle strutture basiche con le quali poter essere definiti forme viventi: non hanno organelli che trasformano l’energia (mitocondri), non si riproducono attraverso sistemi di replicazione sessuale o asessuale, in definitiva i virus non nascono e quindi non muoiono.

Si dice che ci siano più virus negli oceani che stelle nell’universo, perché i virus, in forma più o meno complessa, sono dei frammenti di DNA o RNA che si muovono ed esistono da sempre negli ambienti più diversi: terra, acqua, in presenza o assenza di ossigeno, in tutte le condizioni climatiche, anche nel ghiaccio polare.

I virus esistono perché esiste il DNA che è la base della vita. Non possiamo liberarci di loro. Dal punto di vista puramente evoluzionistico esistono anche teorie che prendono in considerazione l’origine della vita come un mix fortuito di virus, condizioni ideali e associazione di peptidi che nel brodo primordiale hanno dato origine alla prima cellula.

Dicevamo, tutte teorie ma non per questo meno reali.

I virus quindi sono semplici porzioni di DNA oppure strutture complesse con associazioni di proteine, capsidi, ganci per aderire alle cellule, sistemi enzimatici per penetrare in queste, che ricorrono a una cellula – specialmente al suo sistema di replicazione del DNA –  per moltiplicarsi.

In carenza di un proprio sistema autonomo i virus si vedono costretti, per moltiplicarsi, ad entrare in una cellula e approffitare abusivamente della replicazione a carico di proteine specializzate, per moltiplicare se stessi.

Qui entra in gioco la definizione di virulenza e patogenicità.

Non tutti i virus sono pericolosi, ne è la prova il continuo contatto con loro senza che ce ne rendiamo conto. Alcuni però possono crearci dei problemi.
Un virus è definito patogeno quando causa malattia in un individuo. E la sua virulenza si calcola attraverso “quanto” possa essere patogeno.

Non tutti i virus sono patogeni.
Non tutti i virus patogeni sono virulenti.

Un virus non patogeno può divenire tale in condizioni di stress dell’ospite, una persona già debole per altri problemi di salute. Inoltre i virus hanno una capacità molto marcata di poter modificare il proprio DNA (o RNA) a proprio vantaggio e questo è il nodo centrale per cui – nella rubrica – cercherò di spiegare perché non ha senso, oggi come oggi, ricorrere a vaccini e medicinali con poco o nessun criterio.

 

Francesca Kone


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  • Luigia

    mi piacerebbe ricevere più informazioni sul vaccino del morbillo. mio figlio ha 2 anni e mezzo e non so se convenga farlo o no, anche perché si sentono tante storie anche brutte. grazie luigia

    • francesca.kone

      Luigia, credo che parleremo più a fondo di come il 90% dei bambini vaccinati con l’mpr comunque si ammalano. A me sa molto di “vacciniamo così noi genitori non perdiamo giornate di lavoro per stare appresso ai figli” perché se c’è una cosa che è successa a me come a moltissimi miei coetanei era di andare a trovare il compagno di classe con il morbillo affinché ce lo passasse. E così con la varicella. Le malattie esentematiche dell’infanzia hanno un loro ruolo e possono diventare pericolose quando si contraggono da adulti, specie per le donne fertili. Da piccoli queste malattie sono più un problema per i genitori che per i bambini. Pensaci.

  • Guia

    Mia figlia ha 6 mesi e abbiamo deciso di non vaccinarla per il momento. Non so se dovremmo eventualmente farle fare, più avanti, solo il vaccino “esavalente” ?? Troppi vaccini fatti così presto interferiscono con un buon sviluppo del sistema immunitario del bambino?
    Grazie,

    • francesca.kone

      CIao Guia,
      nemmeno io ho vaccinato mio figlio e ti dirò di più, l’ho partorito in casa. Sono dell’opinione che attraverso il latte materno ricevono quanto di meglio possano aver bisogno appena nati e per almeno un anno, tra l’altro ci sono evidenze più che dimostrate e non c’è un medico che ti possa dire il contrario. Al limite “aggiungono i vaccini” per me superflui a ciò che puoi dare allattando.
      E sì, il sistema immunitario è molto sensibile ma anche per questo libero di ricevere e agire liberamente di fronte agli attacchi quotidiani di ogni genere di forma vivente. D’altro canto viviamo in condizioni che a mio dire sono fin troppo pulite ed igieniche per aver paura di qualcosa e un bebé di sei mesi che al massimo si ciuccia un ditino pulito e immacolato non ha bisogno di vaccini.

      A presto!

      francesca

  • Silvia

    Porto una piccolissima esperienza: un’amica e’ stata vaccinata contro il morbillo verso i 5 anni (mi riferiva che il vaccino contro il morbillo era stato introdotto da poco e, papa’ pediatra ed entusiasta, lei e’ stata sottoposta subito). Sara’ che a quell’eta’ il vaccino ha minor efficacia, comunque ha contratto la malattia in eta’ adulta e in maniera pesante, peraltro era in gravidanza. Di contro, io sono stata varie volte a contatto con persone malate, sia da piccola che da adulta, sia in fase di incubazione che di malattia conclamata, e forse ne ho avuto una versione asintomatica, ma non l’ho mai contratto. Un caso specifico non fa testo ma nella fattispecie ha fatto di piu’ l’immunita’ (spero sia tale!) da malattia che da vaccino…