Bird feeding, ossia nutrire gli uccelli

Bentrovati, cari ortolani e cari naturalisti!

In questo breve excursus non parleremo del cibo destinato agli uccelli di pregio. Chi scrive non se ne occupa né desidera altro che vedere le creature alate librarsi in spazi infiniti. Eppure, la letteratura scientifica pare occuparsi soprattutto delle specie da reddito.

In giro per il web troverete molto materiale nei siti anglosassoni, e qualcosa in italiano, relativo al bird feeding. Qualche buon motivo per includerlo tra le attività da proporre ai nostri bambini?

Da un lato li abitueremo a prendersi cura di altri esseri viventi. Specie in inverno, in cui nelle regioni a clima continentale il cibo può scarseggiare, spiegheremo loro che gli uccellini han bisogno del nostro aiuto. Vi accorgerete che i nostri figli sono naturalmente empatici.

E magari sarà un’occasione per spiegare che non si tratta di una dimenticanza di Madre Natura: se ci fossero ancora le siepi intervallate nei nostri campi, se ci fossero macchie boscate e alberi nelle nostre città e cittadine, non sarebbe così difficile..Nelle nostre campagne antropizzate, da più di un cinquantennio, l’orizzonte si è appiattito e molte erbe spontanee, foriere di appetitosi semi, sono scomparse o sono rimaste decimate.

Dall’altro lato, invitare a pranzo i nostri amici pennuti permetterà ai nostri bambini di osservarli con discrezione. Può essere l’occasione per mostrare loro un approccio rispettoso dell’animale: la curiosità che non necessariamente deve farsi possesso. Permettiamo ai nostri figli di incantarsi davanti allo spettacolo di creature libere!

Le prime volte le vedremo librarsi rapidamente in volo, poi via via i piccoli naturalisti impareranno i trucchi per non impaurirle. Siamo noi adulti ad avere la responsabilità di passare il messaggio che un animale non è un oggetto di cui godere, ma piuttosto che un essere vivente da ammirare. Ogni nostro atto e ogni nostra parola vengono assorbiti in famiglia.

Vi consiglio un fazzolettino di terra dietro casa, osservabile comodamente da una finestra.

E dopo la filosofia, la pratica!

In molti siti troverete le coreografiche tortine di grasso solido e semi, in altri mangiatoie più o meno ammiccanti..per gli umani! Vediamo di fare un po’ di ordine e dare qualche idea pratica e sensata.

In natura gli uccelli si ciberebbero di semi, e perlomeno quelli di piccola taglia e insettivori non credo proprio cercherebbero il grasso animale. Tantomeno sostanze create dall’uomo, le margarine.

Mi sono interrogata e ho cercato in giro per il web. La maggior parte delle indicazioni mi sono arrivate da pagine anglosassoni: parchi naturali, forum di naturalisti..Faccio un breve riassunto:

· no ai grassi animali: burro, strutto
· i grassi vegetali pare abbiano effetto lassativo
· sì ai semi, nella loro forma grezza
· sì alla frutta, fresca o essiccata

Quindi, se abitate in città, potete servirvi presso i negozi specializzati. Ma se abitate in campagna o comunque avete la possibilità di uscite nel verde, vi consiglio di premunirvi in estate: un bel girasole, qualche spiga, una manciata di semi raccolti lungo il ciglio di una strada sono un piccolo tesoro da stivare per l’inverno.

Un po’ vi consiglio questo considerando che i semi per uccelli dei circuiti commerciali non sono certo a km zero, ma soprattutto perché insegnare ai nostri bimbi il valore dell’autoproduzione, insegnare loro a sognare, farli fantasticare prevedendo e colorando l’alternarsi delle stagioni è fare loro un dono inestimabile.

Come confezionare il pasto?

Qui uno dei tanti link che propongono un’ottima idea, senza scomodare la margarina o affini.
Anche un semplice vassoio di legno dai bordi rialzati, fissato su un palo, può fare al caso nostro. L’importante è ricordare alcuni semplici accorgimenti:

· non usare materiale intaccabile dagli agenti atmosferici
· tenere le mangiatoie lontane da percorsi praticabili dai gatti
· prevedere un punto di appoggio per gli uccellini, che potranno cibarsi comodi mentre noi godremo della loro vista
· lasciare a disposizione una ciotola con un po’ di acqua. Più con il caldo che con il freddo, molti pennuti amano bere e bagnarvisi.

Aspettatevi che i bambini vi chiedano nome e cognome degli uccelli. Per i più comuni, nelle nostre città e nei nostri paesi, sarà sufficiente farsi un giretto in biblioteca e prendere in prestito qualche bel volume illustrato. Vi invito inoltre a celebrare le nuove amicizie tenendo un quaderno apposito dove disegnare gli ospiti alati e, per i più grandicelli, dove annotare le loro preferenze culinarie o quanto di loro ci incuriosisce. Preparatevi all’incetta di piume, che han fascino non solo per Dumbo ma per qualsiasi cucciolo.

E ora, aspettiamo le vostre esperienze!

Annalisa Malerba


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