Massaggiare il bambino con le coliche

Le coliche dei neonati rappresentano un’annosa questione che coinvolge tantissimi genitori e diversi metodi per farvi fronte.

Per prima cosa, diciamo subito che non esiste una definizione precisa di cosa siano le coliche e quali siano le loro cause: nonostante siano state svolte diverse ricerche a livello internazionale, non si è riusciti a rintracciare chiaramente i motivi e le modalità di sviluppo.

Risultano quindi essere delle manifestazioni generalizzate di fastidio o dolore che i neonati esprimono tramite il pianto e altri gesti (tirare le gambine vicine al corpo, serrare i pugnetti, forte irritabilità…).

Sono sintomi espressi da bambini sani (per differenziarli dai pianti dei bimbi con problematiche di diverso genere, che sono stati precedentemente isolati a livello medico-pediatrico) e solitamente si presentano nei primi tre mesi di vita, con episodi periodici e ripetitivi nei diversi momenti della giornata.

Personalmente di solito tendo a isolare due tipologie differenti di cosiddette “coliche”, a seconda di ciò che i genitori riportano:

– i problemi di pancia: sono quegli episodi chiaramente riferiti a piccoli disturbi nella pancia dei bambini, dovuti all’ingestione dell’aria che risulta difficile da espellere, alle difficoltà di digestione (magari a causa dell’alimentazione a base di formula-latte artificiale), alla difficoltà a scaricarsi.

I bimbi in questi episodi tirano le gambine al corpo, spesso è possibile sentire anche le bolle d’aria nel loro pancino;

– l’adattamento alla vita: sono quegli episodi di pianto continuo, difficilmente controllabile, che si presentano soprattutto la sera; i bambini sono fortemente irritabili e stanchi, ma non mostrano dolori al pancino e non tirano a sé le gambe.

Chiarisco subito che si tratta di una definizione fittizia e che a volte i bambini manifestano entrambe le tipologie e non è facile discernere tra le due.

Può quindi darsi che i consigli forniti per la seconda tipologia risultino utili anche per la prima. Non importa: quello riportato è solo un tentativo di chiarire un po’ le idee all’interno di un termine generico con cui vengono spesso definite problematiche differenti.

Cosa possono fare il contatto e il massaggio per questo tipo di problematiche?

Iniziamo a parlare più specificamente della prima tipologia: i problemi al pancino.

Si possono fare massaggi circolari al pancino dei neonati in senso orario più volte al giorno (anche lontano dall’episodio di colica, sfruttando i momenti in cui i bambini sono meno irritabili) ed effettuare piegamenti delle gambine sulla pancia.

Ovviamente gli insegnanti di massaggio infantile possono mostrare ai genitori una sequenza più completa specificamente pensata per ridurre le coliche (per trovare un insegnate nella vostra zona vi rimando nuovamente al sito www.aimionline.it), ma intanto si può tentare con il massaggio in senso orario e i piegamenti come misura di contenimento!

Durante la colica si possono tenere i bambini in braccio a pancia in giù (per intenderci il loro sguardo diretto va al pavimento, a meno che abbiano la testa piegata lateralmente, e il braccio di chi li sostiene è sotto la loro pancia), oppure appoggiati al nostro petto o alla nostra spalla (solitamente il mento del bambino risulta appoggiato sulla nostra spalla e il suo pancino al nostro petto), oppure ancora, stando seduti, si può posizionare il bambino a pancia in giù sulle nostre cosce e farlo “ballonzolare” facendo dei saltelli con le ginocchia.

Ci sono poi bimbi che in questi momenti si trovano molto comodi in una particolare posizione: il genitore si sdraia e piega le gambe e il neonato rimane seduto sulla parte bassa dell’addome del genitore, con la schiena appoggiata alle cosce del genitore e le gambine piegate.

Per chi è pratico di digitopressione, ci sono alcuni punti che è possibile stimolare (su Internet si trovano le mappe dei punti distribuiti sul corpo):

– Intestino Crasso 4, un punto tra pollice e indice del bambino, su entrambe le mani (a mio parere è il più efficace, soprattutto quando i bimbi fanno fatica a scaricarsi)
– Vaso Concezione 12, sopra l’ombelico
– Vescica 20 e 21, vicino alla colonna vertebrale (da trattare insieme al punto precedente)
– Stomaco 36, sotto al ginocchio

Per chi non ha pratica di digitopressione, che comunque nei neonati è più delicata rispetto a quella praticata sugli adulti, consiglio semplicemente di massaggiare con movimenti circolari nelle aree indicate, soprattutto per il punto Intestino Crasso 4, che si può individuare e massaggiare facilmente anche con il neonato vestito.

Per quanto riguarda la seconda tipologia di coliche, l’indicazione più spassionata è di trovare dei momenti rilassanti per il neonato e per sé durante il corso della giornata e di tenere spesso il bambino a contatto con il proprio corpo.

Sicuramente il massaggio di tutto il corpo è molto distensivo, sia per i bambini (che spesso, a dire delle mamme, dopo i primi incontri dormono per ore!) ma anche per i genitori che li massaggiano, per il ritmo con cui si ripetono i gesti, per la musica di sottofondo, per l’ambiente caldo e il clima di benessere diffuso nell’aria insieme all’ossitocina, per la possibilità di comunicare con i propri piccoli in un modo più profondo e di poter fare qualcosa per farli stare meglio.

Ma si possono scegliere anche attività differenti: un momento (o un corso) di yoga per mamma e bebé, che insegna la circolarità tra tensione-distensione, sostiene il contatto tra madre e neonato e ha in sé una parte di programma di massaggio infantile.

Un bel bagno caldo fatto insieme, una passeggiata, un momento di canto o altre cose che pensate possano aiutarvi a distendervi insieme.

So non esser facile trovare questi momenti, ma una volta che si riesce a sperimentarli diventano quasi una questione di sopravvivenza: non saprete più farne a meno!

Portare i piccoli a contatto con il corpo (e in questo senso vi rimando più specificamente alla rubrica e al testo di Esther Weber) è fortemente indicato perché aiuta i piccoli a fronteggiare gradualmente le novità di questo mondo in cui sono venuti a trovarsi, mentre ritrovano la sicurezza della pelle, del calore e dell’odore della mamma sempre accanto a sé.

L’ultima indicazione: ho scritto di attività che rilassino i piccoli ma anche i genitori poiché anche noi grandi trasmettiamo la nostra tensione e gli stati d’animo ai piccoli. Anche solo nel modo in cui li teniamo in braccio, attraverso il proprio tono corporeo.

E’ difficile che il nostro cucciolo si rilassi se anche noi ci sentiamo tesi e con i nervi a fior di pelle. Se qualcun altro prende in braccio il bambino e riesce a farlo calmare, non sentiamoci incompetenti!! Tutti hanno bisogno un momento di tregua.

Quel qualcuno che prendendolo anche solo per dieci minuti riesce a placare il suo pianto può aiutarci a tirare il fiato, fare un bel respiro ed essere pronti a ricominciare.

D’altronde i genitori (e soprattutto le mamme) sono coloro che solitamente passano più tempo con i bimbi, cogliendone e assorbendone gioia e tensione, mentre chi passa a trovarci magari mezz’ora ha avuto modo di vivere la sua giornata al di fuori di quell’atmosfera che ci assorbe totalmente, portando a noi e ai nostri piccoli una brezza differente.

Tenete sempre a mente come possa essere per i vostri bimbi trovarsi in un ambiente nuovo da così poco tempo, un mondo con tantissimi stimoli, cose da imparare, capire, assimilare, scoprire…

La necessità di discriminare cosa faccia bene o meno, come poter chiedere aiuto se si sentono soli, hanno fame o sono bagnati…

Immaginate che oggi, dal niente, veniate catapultati in una nuova città: magari molto bella, ma totalmente diversa da tutto ciò che conoscete: pur con la possibilità di muovervi, camminare, parlare, anche voi dovreste imparare tantissime cose, capire cosa potete o non potete fare, cosa è meglio fare, come farci capire da chi parla un’altra lingua, dove reperire il cibo, dove dormire in sicurezza e come ripararci dal freddo…….. che stress!!

Frustrazione, nervoso, paura, malinconia, sono sentimenti più che normali nell’affrontare le situazioni nuove: io penso che il modo più dolce che ci sia per farvi fronte sia la sicurezza di avere qualcuno accanto che ci ama, che ci coccola e che compie insieme a noi questo bellissimo e complicato viaggio di conoscenza del mondo.

Nicoletta Bressan


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