Bambini, ricette vegan e rispetto verso gli animali

Mia figlia, 4 anni e mezzo, a volte mi richiede puntate di programmi per bambini in cui si preparano spuntini, merende, pasti in generale.
Quello che ho tristemente notato è che la maggior parte, anzi diciamo pure la quasi totalità, delle ricette prevede alimenti di origine animale e carne in tutte le sue forme.

Oggi, per esempio, stavano preparando la “piadina”. E cosa ci mettiamo nella piadina bel bambino? Una bella fettina di prosciutto, che non ha nemmeno tanto l’aspetto dell’animale che era prima, e un bel pezzetto di formaggio, dopo averla chiaramente spalmata con dello stracchino.
Non è che faccio la finta schizzinosa, anche io anni fa mangiavo quelle cose e non pensavo, effettivamente, alla sofferenza che nascondono e ai riflessi sulla salute.  Solo che adesso davvero non riesco più nemmeno a pensarci, perchè ora percepisco chiaramente il gusto del sangue nella carne!
Mentre guardavo questa puntata con la mia piccola le chiedevo se veramente lei avrebbe voluto mangiare quelle cose e lei mi ha risposto di no, che non voleva mangiare animali morti, ma che le piacevano le polentine a forma di fiorellino che stava preparando il cuoco.

Così insieme abbiamo pensato al modo alternativo per avere anche noi dei bellissimi fiorellini ma senza usare animali morti.

Idea! Un pezzettino di mozzarisella con una fettina di affettato veg e sopra il pomodorino per completare il fiore….

Bello questo modo per sensibilizzare i bimbi, che sono bravissimi anche da soli, e insieme escogitare un metodo per “veganizzare” i piatti!

E’ bello vedere crescere nei piccoli la sensibilità verso i nostri amici animali, data solo da un clima in cui  ai bambini si spiega, in modo semplice ma chiaro, quello che accade alle bestiole che finiscono nei tegami e nei piatti degli “altri”…

Certo il confronto con amici e parenti, che invece non sembrano turbati dalla provenienza del loro cibo, non è sempre facile e, come dire, leggero.

Non è per nulla una passeggiata spiegare che il nonno piuttosto che l’amichetta non si preoccupano delle sofferenze della mucca, o del maialino o dell’agnellino (ci avviciniamo a Pasqua ).

A volte, per giocare, mia figlia dice che mangia il prosciutto, “ma finto, eh…?”

C’è un po’ di amarezza nel vedere la fatica che compie, ma anche tanto orgoglio quando parla con i nonni dicendo loro : “Ma nonna, non devi mangiare animali morti, devi fare come me!”

Sì! dovrà continuamente scegliere la vita sulla morte, la felicità degli animali vivi contro le atroci sofferenze di quelli messi nel piatto, la sua differenza contro l’omologazione…

Questa è un’educazione al rispetto e alla non violenza, cosa che non si può dire della cultura della morte insita nell”uccisione degli animali.

Sarà difficile? Forse sì.  Ma quante soddisfazioni avrà nella vita grazie a questo insegnamento?

Quante volte vediamo ragazzi che non sanno portare avanti i propri ideali perchè scontrarsi con la realtà e con i coetanei è dura? Quante volte guardando i nostri figli abbiamo sperato di vederli pronti ad affrontare la società?

In questo modo di educare mia figlia vedo la possibilità di farla crescere libera dai condizionamenti sociali, libera e forte perchè capace di andare contro corrente.  Non tutti saranno d’accordo…. Me ne farò una ragione.
Intanto la mia cucciola inizia a diventare una sostenitrice degli animali, guarda i programmi e cerca di veganizzare le pietanze…non posso chiedere di più!

Sono felice.

Clare D’Attorre


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  • katia

    …”Un pezzettino di mozzarisella con una fettina di affettato veg …” riporto le tue parole perché mi hanno lasciato un dubbio: imitare ciò da cui si vuole fuggire. In molte ricette vedo sostituti di carne, formaggi, creme che si aborrano in una dieta e poi si cerca in tutti i modi di imitarli nella nuova. Non è forse un controsenso? In fondo in fondo si sente la mancanza di qualcosa e la si cerca di sostituire?