Dieta vegana e proteine

Prendo spunto dal libro The China Study per parlare delle proteine.

Fin dal 1839, quando fu scoperta dal chimico olandese Gerhard Mulder, proteina divenne sinonimo di carne, associazione che ci ha accompagnato lungo tutto il XX secolo e lo fa in buona parte anche ora.
Questo perchè le proteine sono l’essenza dei cibi di origine animale.

Un altro scienziato, Carl Voit (1831-1908), aveva scoperto che ne bastavano 48,5 grammi al giorno, ma ne consigliava 118 grammi perchè riteneva che ciò che fa bene non può essere troppo.
Così, da scienziato a studente, tutta la cultura è stata permeata da questo pensiero.

Noi oggi sappiamo che anche i cibi vegetali contengono proteine, un po’ diverse da quelle animali, ma con tutti gli amminoacidi essenziali che il nostro organismo metabolizza e trasforma in proteine.

Quindi nessuna paura nel mangiare solo alimenti vegetali.

Nel libro vengono anche illustrati studi “rappresentativi di come agiscono in relatà l’alimentazione e i processi di salute…”.

Si cita, ad esempio, lo studio effettuato sui bambini delle Filippine affetti da cancro al fegato perchè mangiavano crema di arachidi contaminata da aflatossina.
L’aflatossina è una tossina prodotta da un fungo e si trova nelle arachidi (ma anche nel mais e in altri cereali) ammuffite, un fortissimo carcinogeno chimico.

La cosa che dovrebe far riflettere è che, a parità di consumo di crema di arachidi contaminata con aflatossina, i bambini che si ammalavano di cancro al fegato erano quelli appartenenti ai ceti più benestanti, con una dieta molto simile agli standard americani : proteine e grassi di derivazione animale.

Non posso raccontarvi tutto il libro in un breve spazio, ma questo già potrebbe essere spunto di riflessione.

Anche riguardo il fumo di sigaretta non si ha la certezza assoluta che esso causi il cancro ai polmoni, ma ormai sono tutti concordi nel ritenere che il fumo nuoce gravemente alla salute e aumenta notevolmente il rischio di ammalarsi di cancro.

Sull’alimentazione si tende a fare più resistenza e ostruzionismo per via, forse, di secoli di condizionamento e di una cultura alimentare dominante.

E’ possibile però che stiamo arrivando ad una svolta, se sempre più persone decidono di cambiare “dieta”.

Clara D’Attorre


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