Massaggiare il bambino con l’aiuto della riflessologia

“Tutto il corpo riflette il corpo” (Daniela Roccatello, terapista e insegnate di riflessologia del piede).
Ecco il principio fondamentale della riflessologia: esistono delle aree del nostro corpo in cui si trova riflesso il corpo intero, come per esempio i piedi, le mani, il viso, le orecchie, gli occhi (o meglio l’iride)…

Guardiamo i nostri piedi: possiamo individuare delle mappature virtuali, per cui a ogni zona del piede corrisponde una parte del corpo (potete facilmente trovare, navigando nel web, delle mappe di riflessologia plantare per farvi un’idea).

Banalizzando un po’ la teoria potremmo dire che se abbiamo un problema in una parte del corpo, probabilmente ci risulterà dolente la zona corrispondente della mappa virtuale che abbiamo proiettato sul piede.

Tutto ciò può essere ritenuto particolarmente interessante in termini di diagnosi precoce. Ma dimentichiamo un attimo le situazioni patologiche e guardiamo l’altro lato della medaglia: se tutto il corpo è riflesso in una piccola parte di esso, significa che massaggiando quella piccola parte possiamo riuscire ad arrivare a tutto il resto del corpo.
Mettiamo allora il caso di una donna in gravidanza o di un bambino che, per diversi motivi, possono avere difficoltà a farsi massaggiare la totalità del corpo: il tocco e la manipolazione dei piedi, delle mani o del viso risulteranno comunque molto validi per andare a rilassare la totalità dell’essere.

Le aree elencate sono anche conosciute per essere sede di molte terminazioni nervose e, per la medicina tradizionale cinese, dei meridiani: la loro stimolazione apporta solitamente una sensazione diffusa di benessere.

Qualche indicazione pratica.
La riflessologia, come tutti i massaggi, dovrebbe essere eseguita da un esperto qualora si vogliano trattare disturbi e problematiche o quando si voglia ricercare un particolare risultato in termini di salute e guarigione: uno specialista è una persona che ha studiato per anni e ha praticato (giusto per intenderci non ci faremmo mai curare una bronchite da nostro marito, a meno che non sia un medico).

Questo non toglie che, per un massaggio più generico, volto al rilassamento e al benessere, noi possiamo affidarci anche alle mani di una persona cara o a un automassaggio (di nuovo, per chiarezza, chi non si è mai fatta massaggiare un polpaccio durante un crampo o non lo ha fatto in prima persona?).
Non ci sono particolari controindicazioni per la donna in attesa e per il neonato qualora non vi siano patologie; in caso contrario è sempre un bene fare riferimento a un esperto.

Come indicazione generale è sconsigliato effettuare trattamenti durante i primi tre mesi della gravidanza.

Per esperienza personale, le mamme in attesa apprezzano molto il massaggio delle aree maggiormente indicate dalla riflessologia: i piedi, poiché aiuta anche nel defaticamento dell’area e nella riduzione del gonfiore; delle mani, soprattutto quando formicolano e sono gonfie; del viso, forse un trattamento meno conosciuto ma molto piacevole.
Per quanto riguarda i piedi, di solito sono i compagni ad essere investiti dell’importante compito, soprattutto a fine serata, ma è bene sapere che è possibile effettuare un automassaggio molto efficace con delle palline.

In posizione seduta, con la mano aperta a supporto della pallina si possono effettuare dei movimenti circolari su tutto il piede (trattando entrambi i piedi, uno per volta): pianta, dorso, dita… da non dimenticare il tallone, che nella riflessologia plantare è associato con gli organi genitali e riproduttivi.

L’automassaggio si può fare anche stando in piedi: in questo caso la pallina sarà posta sul pavimento e sarà il piede a muoversi appoggiando su di essa con movimento circolare (trattando sempre entrambi i piedi, uno alla volta); da questa posizione è più agevole anche regolare la pressione del piede sulla pallina, per ottenere un massaggio più o meno profondo a seconda delle preferenze personali.

Quale pallina scegliere dipende sempre dalle preferenze e dalle sensazioni avvertite: si possono usare quelle di gomma che rimbalzano o quelle di legno degli armadi, che sono più piccole e agiscono più in profondità; le palline da tennis, dure ma più grandi, che forniscono un massaggio più diffuso; infine quelle di spugna, per un tocco più dolce.

Il massaggio delle mani (palmo, dorso e dita di entrambe, una mano per volta) avviene più o meno come quello del piede. È meno intimo, per cui può essere effettuato anche da un’amica, da un’operatrice a contatto con la donna. Utilizzando un poco di crema idratante diventa subito più piacevole e più profumato.

Anche in questo caso, si può effettuare un automassaggio: mano che massaggia mano, oppure con le palline.

Il massaggio del viso, di tutte le aree, dalla fronte al naso, alle guance, al mento, alle orecchie, all’attaccatura dei capelli, è un massaggio veramente rilassante. In gravidanza e prima del parto è molto utile perché aiuta a sbloccare la mandibola e a favorire l’apertura del bacino.

Risulta ovviamente meno intenso di quello al piede e alla mano dal punto di vista del tocco (se nei primi due si effettuano soprattutto pressioni e manipolazioni intense, il massaggio del viso prevede impastamenti e sfioramenti), ma vi assicuro che ha un effetto molto piacevole.

Anche in questo caso è possibile effettuare un automassaggio, insistendo soprattutto nella zona sopra le sopracciglia, sopra il labbro superiore e sotto quello inferiore e lungo la mandibola, scendendo verso il mento.

Per quanto riguarda gli stessi massaggi effettuati ai neonati, consiglio sempre di usare direttamente le mani: il tocco dei genitori è insostituibile per i nostri cuccioli e inoltre è più facile regolare la manipolazione e la pressione (mai troppo intensa, mi raccomando) sentendo direttamente il tono assunto in risposta al nostro tocco.

Il massaggio del piede e della mano sono più semplici e più facilmente accettati: non vi preoccupate se i bimbi richiudono le mani e arricciano le dita dei piedi, poiché sono riflessi naturali.

Può darsi che alcuni bambini, soprattutto le prime volte, non gradiscano il massaggio del piede, soprattutto se sono stati ospedalizzati: questo sembrerebbe correlato con il fatto che i primi esami in ospedale vengono effettuati proprio con dei prelievi nel piedino dei piccoli.

Con il tempo e con la pazienza, è possibile aiutare i bambini a superare questa associazione negativa; se volete avere dei chiarimenti o un aiuto, potete riferirvi a un insegnante di messaggio infantile della vostra zona.
Per massaggiare le manine, è possibile lasciare che il neonato afferri il nostro pollice e, una volta che ha chiuso la presa, iniziare a muovere in senso circolare il pollice nella sua mano richiusa.
Il massaggio del viso può essere differentemente accettato dai piccoli: alcuni lo adorano, alcuni lo ritengono fastidioso, alcuni hanno solo bisogno di abituarsi un po’ a questa cosa nuova. Se provate a fare questo massaggio, una particolare attenzione va a non coprire il campo visivo dei bambini con le vostre mani, perché solitamente questo li infastidisce portandoli a divincolarsi per poter tornare ad avere la visuale di ciò che accade intorno a loro (e del viso rassicurante di mamma e papà).

Come ultima nota, bisogna ricordare che il programma del corso di massaggio infantile comprende nella sequenza anche il trattamento delle aree di riflessologia qui indicate: piedi, mani, viso.
Dopo tutte queste indicazioni, vi sentite pronti per la pratica? Vi ricordo che sono sempre a disposizione per qualsiasi informazione o chiarimento e auguro buon massaggio e buone coccole a tutti!

Nicoletta Bressan


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