Bambino e animali, tenerezza…a tavola

Non avevo ancora mai visto il cartone animato “Spirit” , quello dello stallone Mustang libero e fiero.
L’ho guardato insieme a mia figlia due giorni fa….e di nuovo oggi! Si perchè ci è piaciuto tanto e, prima di riportarlo in biblioteca, abbiamo deciso di rivederlo almeno un’altra volta.


E’ un cartone animato fatto molto bene, bello ed emozionante.

Certo come in tutti in cartoni Disney gli animali sono molto “antropomorfizzati”, anche per suscitare maggior empatia negli spettatori.
Durante la visione non vi nascondo che mi sono molto emozionata, e alla fine avevo le lacrime agli occhi.

Quello stallone ha lottato per ottenere la sua libertà e salvare la sua terra, o almeno ci ha provato; esattamente come i nativi americani hanno fatto con la loro libertà e con la loro terra.
Proprio per quello si sono trovati a combattere insieme e sono diventati “Amici”.

Guardando questo film con mia figlia, ho avuto modo di parlare di quanto amore possano provare gli animali, del legame che può venire a crearsi tra uomo e animale, della loro bellezza e della tenerezza che provano e provocano in noi.
Da qui a far notare i motivi delle nostre scelte il passo è stato naturale, non semplice.

Eravamo vicine e mano nella mano guardavamo commosse le scene che scorrevano davanti ai nostri occhi, e lei faceva domande sui cavalli, notava quanto fossero carini insieme lo stallone e la giumenta, quanto fossero diventati amici l’indiano e “Spirit” e quanta cattiveria invece si celava negli uomini che volevano a tutti i costi domare quell’esemplare meraviglioso…

I bambini sono molto sensibili a questi discorsi, sono empatici, un sentimento che forse noi cerchiamo di cancellare o quanto meno nascondere per non soffrire troppo e per non porci troppe domande.

Invece i nostri figli sono talmente “liberi” da condizionamenti esterni che possono ancora permettersi di provare amore per tutti gli animali che incontrano sulla loro strada.
Siamo noi con la nostra educazione schizofrenica a voler cancellare, nascondere, privarli di questo loro grande amore.

Noi che prima facciamo vedere loro i pulcini “che carini, attenzione a non fargli male”, o il vitellino “guarda come beve il latte dalla sua mamma”, il capretto o agnellino “come saltellano allegri”….

Insegnamo loro il verso degli animali e li guardiamo fieri quando li imitano.
Mostriamo loro i documentari per far conoscere tutto il regno animale “che è così bello e fantastico”!

Contestualmente, però, dallo svezzamento in poi, cominciamo a proporre nei loro piatti pietanze a base di “animali“.
Ma sono sempre quegli stessi animali che abbiamo insegnato loro ad amare.

Sono sempre quei bellissimi pulcini che, per essere venduti al meglio, vengono allevati in capannoni con luce continua perchè possano ingozzarsi di cibo e crescere più velocemente.
Sono sempre quei capretti o agnellini o vitellini che vengono strappati alle loro mamme per finire negli omogeneizzati, nei panini, nelle vetrine delle macellerie.
Per non parlare dei maialini rosa e simpatici che diventano prosciutti e insaccati che non ricordano nemmeno più la provenienza “animale”.

Forse dovremmo pensare un po’ di più alle emozioni che provano i nostri bambini, tornare magari anche noi indietro nel tempo, ricordando quanto ci emozionava vedere i pulcini pigolanti con la loro mamma chioccia, o a quella volta che, magari, abbiamo dato una carezza al coniglietto che la zia aveva in campagna.

Proviamo ad essere coerenti e potremmo renderci conto che il nostro animo non è fatto per la crudeltà, ma per la tenerezza; che non è felice al pensiero di poveri animali allevati tristemente e uccisi violentemente, ma sapendoli con i loro simili in una condizione naturale.

Grazie al consiglio di un’amica, la dottoressa Luisa Mondo che ha tre splendidi figli e che tante volte mi è venuta in aiuto, ho comprato a mia figlia il libro INDOVINA CHI C’E’ NEL PIATTO?.

E’ piaciuto moltissimo e credo possa essere un bel punto di partenza per una riflessione familiare sulla condizione di tanti animali d’allevamento e sui sentimenti che anche essi provano.

Il libro è bello, il film anche…
Buona riflessione a tutti.

Clara D’Attorre


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