Autoproduzione di cosmetici, perché sì

Negli ultimi anni in tutta Europa sempre più persone hanno iniziato ad autoprodurre cosmetici in casa. Se fino a qualche tempo fa, infatti, non potevamo conoscere le sostanze presenti nei prodotti che compravamo e il modo in cui venivano creati, oggi possiamo rifarli da soli ottenendo prodotti di una qualità anche superiore a quella dei cosmetici in commercio.
Intorno all’autoproduzione c’è molta passione, ma a volte anche molta paura. Adoperare sostanze e strumenti insoliti e preparare creme e saponi in casa può sembrare piuttosto incauto e poco igienico, dato che non è possibile ricreare l’ambiente asettico di un laboratorio cosmetico autorizzato. Eppure, i risultati sono straordinari, e rappresentano una crescita di consapevolezza notevole. Perché? Ecco qualche ragione:
– autoprodurre permette di toccare con mano ogni singola materia prima, di sentire i profumi reali e grezzi di burri, cere e olii, e questo favorisce il recupero di certe percezioni da cui la società “a basso contatto” cerca spesso di allontanarci;
– autoprodurre verificare costantemente quali sono gli ingredienti giusti per noi, isolando quelli che non sono efficaci sulla nostra pelle o ci creano allergie e problemi di vario tipo;
– autoprodurre significa fare qualcosa di buono per se stessi, per la propria salute e per quella dei propri figli e delle persone a cui saranno destinati i cosmetici; autoprodurre, quindi, consente di creare dei prodotti fatti con amore;
– autoprodurre è sicuro, perché bastano alcune precauzioni igieniche per evitare che i prodotti vengano contaminati da germi e batteri (d’altra parte, se le nostre case fossero davvero infestate dagli agenti patogeni, non potremmo neanche più cucinare!);
– autoprodurre è economico, perché ci permette di creare in casa dei prodotti a costi molto più bassi rispetto a quelli in commercio;
– autoprodurre è ecologico, perché possiamo riutilizzare i contenitori e creare di volta in volta solo quello che ci serve, senza sprechi;
– autoprodurre è creativo, perché ci permette di variare e perfezionare ogni volta le formule;
– autoprodurre stimola il consumo critico, perché ci impedisce, nel corso del tempo, di fare acquisti azzardati o senza verificare prima le caratteristiche dei prodotti;
– autoprodurre incrementa la consapevolezza e ci spinge a studiare e a documentarci continuamente, scoprendo le meravigliose proprietà di piante, erbe e fiori (che possiamo anche decidere di coltivare autonomamente!);
– autoprodurre è un divertimento! Può essere molto rilassante, un po’ come cucinare, e può essere il modo per ritagliarsi uno spazio creativo, magari dopo una giornata intensa.

Ci sono moltissimi modi per autoprodurre, molte scuole di pensiero: alcuni utilizzano pochi ingredienti-base, altri preferiscono imitare i prodotti sofisticati delle aziende cosmetiche. In ogni caso, intorno all’autoproduzione ci sono oggi moltissime energie, tanta creatività, e, se presa alla sprovvista, una persona che ha voglia di avvicinarsi a questo mondo potrebbe avere qualche difficoltà.

A volte, non sapendo da dove cominciare, qualcuno decide di rinunciare totalmente a questa meravigliosa pratica; altre persone, al contrario, decidono di buttarsi a capofitto acquistando da subito tantissime materie prime e provando a creare cosmetici molto complessi. In entrambi i casi, a mio parere, si rischia di esagerare. Meglio, piuttosto, agire cautamente, senza fretta, ed entrare in relazione di volta in volta con i vari ingredienti. Non serve, infatti, fare molte spese, è sufficiente, come vedremo nel prossimo articolo, utilizzare inizialmente pochi buoni ingredienti e qualche semplice strumento.

Maura Gancitano


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