Diventare mamma, una vera e propria sindrome!

E’ vero, succede a tutte noi, con tempi e modalità diversi, ma la “contaminazione mammesca” ci colpisce indiscriminatamente.

Questa curiosa patologia (?) ormai ben conosciuta, con esordio più o meno “da manuale”, coinvolge tutte le donne che diventano mamme o “apprendiste mamme”. Le manifestazioni cognitive e comportamentali di questa nota “Sindrome fisiologica” enfatizzano le caratteristiche individuali di ogni donna, aggiungendo dei tratti comuni a tutta la popolazione femminile.

Tutte le mamme “colpite” necessitano di un periodo di adattamento a questa nuovo modo di viversi e percepirsi attraverso il proprio miracolo di vita. Periodo di adattamento non sempre rispettato e assecondato a causa di agenti interni o esterni alla mamma, che rallentano la plasticità, soprattutto cognitiva, e che influenzano il quadro clinico decisamente in “evoluzione”.

In questa delicata fase la mamma ri-nasce, cambia pelle, spesso non si riconosce fisicamente e psicologicamente, dando vita a pensieri silenziosi spesso poco ascoltati, perché difficili da digerire. Alcune fanno rete, per confrontarsi nei sintomi e, eventualmente, condividere la “cura”. Altre invece preferiscono rimanere da sole per viversi in solitudine tutto il decorso.

In entrambi i casi quasi tutte le mamme rientrano nei sintomi e la fase acuta lascia il posto a una fisiologica “cronicizzazione” mammesca, in cui tutte, prima o poi, si riconoscono. In questo processo “fisiologico” in divenire restano su alcune di noi donne e mamme delle piccole cicatrici, delle emozioni ancora non riconosciute o poco espresse, o dei non detti ruminati e poco condivisi, testimonianza evidente e spesso poco raccontata dell’ avvenuta contaminazione e trasformazione.

E poi? E poi il quadro clinico si stabilizza e tutto il resto profuma di buono, di scoperte, di con-tatti, di baci e pensieri sussurati, perché fare la mamma fa bene al corpo e alla mente. Basta solo sviluppare i giusti anticorpi.

Cecilia Gioia


Potrebbero interessarti anche