Massaggio del bambino e in gravidanza contro lo stress

Nel mio scorso articolo concludevo che oggi siamo abituati a vivere in un mondo – e secondo ritmi – sfavorevoli al sistema di calma e connessione.

Siamo infatti sempre più esposti a livelli di stress costanti o crescenti, che vanno a sovraccaricare il sistema di attacco-fuga. Raramente compensiamo questo alto livello di stress con momenti e situazioni che ci defatichino e ci consentano un benessere a lungo termine, arrivando ad essere in uno stato di stress cronico.

Questo costante sbilanciamento può avere serie conseguenze per il nostro benessere, poiché l’abilità del corpo di rilassarsi e ricaricarsi modera anche le nostre reazioni fisiche e psicologiche allo stress stesso. Oltre al nostro umore e alla percezione che abbiamo della vita, anche la nostra salute ne risente, poiché molte problematiche e patologie sono causate o peggiorate dallo stress costante, non compensato dalla cura di sé e dal rilassamento, provocando, per esempio, una stanchezza eccessiva, dolori, problemi all’apparato digerente e alla pelle. Lo stress va a intaccare il nostro sistema immunitario rendendoci più deboli e vulnerabili alle malattie.

Eppure è stato studiato che l’ossitocina, l’ormone che sta alla base delle reazioni del sistema di calma e connessione, procura degli effetti durevoli nel lungo periodo, soprattutto a seguito di momenti di attivazione del sistema non saltuari ma ripetuti più volte. Le attività che influenzano il corpo in direzione dell’attivazione del sistema di calma e connessione sono quindi importantissime per la salute dell’essere umano, perché mantengono costante la pressione sanguigna, facilitano l’assorbimento delle sostanze nutritive e mantengono il corpo in buone condizioni.

Il problema è che, in realtà, non consideriamo più molte delle modalità che attivano il sistema di calma e connessione: il tocco, ad esempio, è molto sottovalutato e siamo soliti dedicare a noi stessi poche ore di tranquillità e riposo, se non quando andiamo in vacanza, perché i nostri ritmi frenetici non ce lo consentono. Basterebbe accontentarsi di un po’ di buona compagnia o di una vicinanza psicologica, ma anche queste spesso sono carenti: ci sentiamo molto soli e poco capiti e ascoltati dagli altri.

Sembra quasi che la diminuzione delle possibilità di attivare il sistema di calma e connessione vadano di pari passo con l’aumento degli interventi di quello di attacco o fuga. Tendiamo a impiegare meno tempo in contatti intimi con gli altri per utilizzarlo in altre occupazioni, limitando così le energie spese con in attività che ci facciano sentir bene.

Dobbiamo notare che anche questa tendenza è fortemente influenzata dal nostro portato culturale di società “a basso contatto” (qui Elena Balsamo docet!) e con una scarsa (o meglio, dimenticata) tradizione dedita alla ricerca della pace e della meditazione (che invece è molto più diffusa in Oriente). Ma più il nostro mondo si fa stressato e veloce, più noi diventiamo consapevoli del nostro bisogno di calma e connessione, andando a volte a mettere in discussione proprio la nostra modalità di vivere.

Questo è uno dei motivi che mi ha portato ad avvicinarmi proprio alla pratica e all’insegnamento del massaggio, soprattutto a favore di coloro che si affacciano alla vita, poiché non siano subito intaccati dalla nostra frenesia e possano conoscere sin da subito il benessere e il piacere che l’esistenza può regalare.

Fortunatamente, se arriviamo a capire l’importanza dell’equilibrio fra i due sistemi, possiamo anche scegliere con consapevolezza quelle attività piacevoli che afferiscono all’area di calma e connessione e che non hanno effetti dannosi: stare in compagnia, passare del tempo con le persone a cui vogliamo bene, giocare con i nostri bambini, abbracciarci, baciarci e fare l’amore, stenderci al sole, fare un bagno caldo e ovviamente fare e sottoporci a un massaggio!
Nicoletta Bressan


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