Alimentazione dei bambini, cibi sani e sicuri

I social network sono una fonte inesauribile di notizie, delle quali favoriscono la rapida circolazione.

Sicuramente non è facile discernere tra una notizia “vera” e una “falsa”, ma alcune arrivano da siti ufficiali che sembrano offrire maggiori garanzie, per quanto, nel nostro mondo, una qualche riserva è pur sempre bene averla!
Pochi giorni fa mi sono imbattuta in un articolo del sito dell’associazione culturale pediatri  che trattava in particolare dello svezzamento dei bambini e riguardava, per forza di cose, gli alimenti che vengono usati per loro.
Secondo i pediatri per colpa della crisi i genitori comprano meno prodotti per l’infanzia e utilizzano maggiormente alimenti per “adulti”. Premesso che non c’è alcuna necessità di distinguere tra alimenti “per grandi” e “per bambini”, il vero punto della questione è che, quando a tavola si siedono bambini piccoli, sarebbe buona abitudine della famiglia consumare TUTTI alimenti sani e di provenienza il più possibile sicura.

In questo senso i pediatri consigliano di stare attenti a quello che si propone nei piatti perchè proprio lì potrebbero annidarsi delle brutte sorprese.  I dati più interessanti che vorrei condividere qui con voi sono questi:

Metodi
Abbiamo stimato l’esposizione a molteplici contaminanti alimentari sulla base di dati dietetici dai bambini in età prescolare (2-4 anni, n = 207), i bambini in età scolare (5-7 anni, n = 157), i genitori di bambini piccoli (n = 446 ), e più adulti (n = 149).
Abbiamo confrontato le stime di esposizione per undici composti tossici (acrilammide, arsenico, piombo, mercurio, clorpirifos, permetrina, endosulfan, dieldrin, clordano, DDE e diossina) sulla base di auto-riportati i dati di frequenza alimentare per fascia di età. Per determinare se il cancro e di livelli di riferimento non tumorali sono stati superati i livelli chimici nel cibo sono stati ricavati da banche dati accessibili al pubblico tra cui la dieta di studio totale.

Risultati
Livelli di riferimento del cancro sono stati superati da tutti i bambini (100%) per l’arsenico, dieldrin, DDE, e le diossine. Parametri di riferimento non-tumorali sono stati superati da> 95% dei bambini in età prescolare di acrilamide e del 10% dei bambini in età prescolare per il mercurio. Bambini in età prescolare era significativamente più elevati assunzioni stimate di 6 dei 11 composti rispetto ai bambini in età scolare (p<0,0001 per p=0,02). Sulla base dei dati dietetici auto-riportati, la più grande esposizione a pesticidi dagli alimenti inclusi in questa analisi erano pomodori, pesche, mele, peperoni, uva, lattuga, broccoli, fragole, spinaci, latte, pere, fagioli verdi, e sedano.

Conclusioni
Strategie alimentari per ridurre l’esposizione a composti tossici includono consumo di latte biologico e frutta selezionata e verdura per ridurre l’apporto di pesticidi, consumare meno alimenti di origine animale (carne, latticini e pesce) per ridurre l’apporto di inquinanti organici persistenti e metalli, e consumo di minori quantità di patatine, cereali, crackers, e altri cibi ricchi di carboidrati lavorati per ridurre l’assunzione di acrilamide.”

Se andate a cercare, con un po’ di pazienza, gli agenti contaminanti nominati nell’articolo, vi renderete conto, con orrore, che sono diffusissimi in moltissimi alimenti. Io ho trovato ancora questo articoletto.
Ai nostri governanti sembra non importare nulla della nostra salute, sembrano più interessati agli “affari” e poco importa che non siano proprio “puliti”…
Torniamo al punto di sempre: siamo noi che dobbiamo aprire gli occhi e le menti e valutare le strategie migliori per sopravvivere, facendolo bene, in questo sempre più difficile mondo!
Un’altra cosa che mi preme far notare è questa: diminuendo il consumo di animali e di prodotti di loro origine si limita l’introduzione nel nostro organismo di tutti quei composti tossici di cui sopra.

Anche per i vegetali non c’è tanto da ridere! Sicuramente bisogna cercare, laddove possibile, di acquistarli biologici (purchè sia un biologico vero e non fasullo come alcune recenti inchieste hanno evidenziato, ma questa è un’altra – triste – storia).
Io dico sempre: è comunque meglio comprare biologico avendo qualche possibilità di trovare meno inquinanti, che acquistare ciò che certamente li contiene!

Sarà una magra consolazione? In questo mondo mi basta.

Sopratutto ricordiamoci che i bambini sono i più sensibili e spetta a noi difenderli.

Clara D’Attorre


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  • Mettete qualche riferimento accessibile per favore?

    Il primo rimanda al sito ACP, ma non sono riuscito a trovare l’articolo in questione. Il secondo link invece dice che non posso accedervi perché non iscritto…

    Grazie

  • Ah… trovato…
    l’articolo a cui si fa riferimento è questo:
    http://www.ehjournal.net/content/11/1/83
    mentre l’articolo ACP è questo:
    http://www.acp.it/2013/06/sip-scelta-migliore-allattare-al-seno-ed-evitare-cibi-freschi-6065.html
    Solo che l’articolo ACP riporta semplicemente (e in modo piuttosto infelice) un comunicato stampa della SIP (Società Italiana Pediatri).
    È necessario leggere i commenti in coda all’articolo dell’ACP per capire qual è la posizione dell’ACP stessa.

  • Un’altra cosa che mi sono scordato… L’articolo menzionato parla di bambini americani e segue la legislazione americana. Bisognerebbe fare il confronto con le corrispettive normative della UE per poter dire cosa sia davvero applicabile dalle parti nostre.

  • Laura reali

    Cara Clara, il comunicato cui fai riferimento è stato riportato sul blog ACP(Associazione Culturale Pediatri), ma è una posizione della SIP (Società italiana di Pediatria) sulla quale l’ACP non è affatto d’accordo ed infatti i commenti successivi al post sono tutti piuttosto critici. Il comunicato ufficiale ACP in materia di cibo per i bambini è reperibile a questo link http://www.acp.it/2011/12/comunicato-stampa-infanzia-cibi-industriali-meglio-di-quelli-naturali-vietato-disinformare-680.html.
    La posizione ufficiale Acp in materia di alimentazione dell’infanzia pubblicata e reiterata in molte occasioni, è assoluta priorità dell’allattamento materno e dell’utilizzo di cibi freschi, secondo i principi dell’auto-svezzamento. Questo è il sistema migliore per favorire la salute del bambino e il corretto sviluppo del gusto. Troviamo inoltre piuttosto miope sconsigliare, come fa la SIP, l’uso di cibi freschi da dare al bambino, perché forse inquinati e non preoccuparsi del fatto che sono gli stessi cibi che la mamma ha assunto per tutta la sua gravidanza e per tutta la sua vita. Come si può ritenere risolutivo l’utilizzo di alimenti dell’industria per i primi anni di vita? Cosa mangeranno poi i bambini dopo i 3 anni o nell’adolescenza? Non sarebbe meglio preoccuparsi di promuovere restrizioni all’uso di pesticidi in agricoltura? Perdona l’inserimento, ma ci tenevo a fare chiarezza.

  • Clara

    Grazie per le precisazioni. Io in realtà volevo porre l’accento sul fatto che gli alimenti animali concorrono nell’introdurre nell’organismo dei piccoli elementi dannosi. Questo non vuol dire che sia d’accordo con tutto quello che dice l’articolo menzionato. Soprattutto sono assolutamente d’accordo sul dover puntare alla promozione del biologico e non alla limitazione dell’uso del fresco per i bambini! Forse ho scritto in maniera non chiarissima che dava adito a fraintendimenti. Mi scuso.