Come IO faccio scuola a casa, strategie e soluzioni

Fare homeschooling con due bambini di età diverse richiede una certa elasticità e una certa organizzazione perché entrambi possano seguire attività per loro interessanti e stimolanti senza ostacolare quelle dell’altro.

Richiede un aumento esponenziale delle proprie capacità relative al multitasking per fronteggiare più bisogni nello stesso momento. Richiede ottimizzazione dei tempi. Tutto ciò è molto impegnativo, ma anche molto stimolante. Per il genitore come per i bambini.
La prima evidenza in cui mi sono imbattuta era che la sorellina neonata non era tanto un ostacolo alle nostre attività, quanto uno stimolo vivente. Dalla sua semplice presenza sono scaturite milioni di domande. Fin dalla gravidanza, che lei ci fosse e crescesse sollevava grandissime questioni (Come mangia? Come respira? Come è entrata? Come esce?).

Dalla sua semplice presenza sono scaturite milioni di nuove competenze, assorbite prima per osservazione e poi per imitazione (no, non mi guardate male, non è sfruttamento minorile…). Dalla sua semplice presenza è scaturita un’opportunità irripetibile di osservazione, un vero e proprio studio di pedagogia evolutiva applicata.

La mia prima figlia ha sempre notato per prima ogni progresso della sorella e si è molto interrogata su cosa lo avesse reso possibile e su come facilitare l’acquisizione dei progressi successivi. Come sempre dovrebbe accadere, insegnando… impara. La secondogenita ha a sua volta estremamente beneficiato della presenza della sorella maggiore. Come sempre dovrebbe accadere docente e discente non sono ruoli fissi e rigidi, ma si alternano con spontaneità.
Dal punto di vista strettamente pratico, nei primissimi mesi è bastato portare la piccola per riuscire a fare qualunque attività con la meno piccola, senza che nessuna delle due dovesse aspettare per ricevere l’attenzione di cui aveva bisogno.
I pisolini e le poppate, sempre in fascia, sono diventati occasioni per approfondire, leggendo e parlando, le curiosità del giorno.
Quando la piccina ha iniziato a esplorare, abbiamo scoperto che ogni attività poteva avere approcci diversi. Preparare il nostro alfabeto tattile offriva alla più piccola la possibilità di manipolare diverse consistenze. Cucinare poteva essere un’occasione per la più piccola di impastare e assaggiare, e per la “più grande” di pesare, contare, addizionare.
I rispettivi tempi di attenzione sono ovviamente diversi. Perché nessuna delle due venga trattenuta oltre la soglia del proprio interesse ma si possa sentire libera di passare ad altro, l’ambiente è organizzato il più possibile a loro misura. Il principio montessoriano del “ogni cosa al suo posto, un posto per ogni cosa” offre loro l’opportunità di trovare da sole quello che cercano, senza dover dipendere dal mio aiuto.

Semplici accorgimenti come dividere i giochi in gruppi tematici, creare angoli gioco nelle diverse stanze, dedicare al materiale didattico scaffali ordinati e facilmente raggiungibili, evitano sia di dover interrompere a più riprese un’attività, sia di frenare la libera esplorazione dei bambini presenti tarpandole a suon di “no” o di “aspetta”.

Insegnare come si usa e come si tocca ogni cosa evita di dover escludere anche i più piccoli da qualunque attività o di renderla un’estenuante (per il bambino ancor più che per noi) litania di “non toccare!”.
Pur trovando molto importante soffiare con tempestività ed entusiasmo sulle scintille di interesse nel momento in cui si accendono, è stato importante imparare a non strafare e a rimandare ai momenti di compresenza con un altro adulto le attività e le visite “didattiche” che avrebbero potuto sfuggirmi di mano. Questo ha avuto il risvolto positivo di creare “appuntamenti di apprendimento” attesi con trepidazione e festeggiati quando finalmente arrivano, e, aspetto non secondario, di coinvolgere tutta la famiglia allargata nel nostro progetto di educazione.

Ciò ha a sua volta ridotto la resistenza iniziale di chi nutriva timori e perplessità, dandogli modo di supplire concretamente a quelle carenze che paventava.
In tutto ciò, il consiglio più prezioso che ho trovato, leggendo e confrontandomi con altre mamme homeschoolers, è “quando non si arriva a tutto, scegli la maternità”.

Hanno tutta la vita per imparare qualunque cosa. Non esiste, nell’imparare, “l’ora o mai più”. Di imparare non smetteranno mai. Smetteranno però di essere piccole. La priorità per me deve sempre restare non trasmettere il contenuto o occuparle in attività, ma godere l’una la presenza delle altre. Del resto la radice dell’homeschooling è proprio questa.
E voi, cosa mi dite? Quali sono i vostri trucchetti di pluri-mamme?

Irene Malfatti


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  • Massimiliana

    sono molto interessata all’argomento home schooling, ho 2 bambine di 3 e 5 anni e l’istituzione scolastica mi è sempre andata stretta… vorrei approfondire l’argomento visto che il prossimo anno la mia grande dovrebbe cominciare le elementari!
    come posso muovermi?
    grazie