Alimentazione vegana in Germania

Questa prima parte delle vacanze è andata, finita.
Siamo stati in una zona a noi tanto cara della Germania, la “Schwarzwald”, ossia la Foresta Nera. Il nostro amore per quei luoghi è cominciato quindici anni fa, quando tutto questo pensare e riflettere sull’ambiente, la salute, gli animali ancora non era così pressante e vivevamo spensierati le nostre passeggiate tra daini e cervi “liberi” di pascolare in ampissime zone di colline, ma sempre in cattività per essere poi usati come cibo.

Da cinque anni e mezzo a questa parte le cose sono cambiate e vediamo il tutto con occhi diversi e più attenti.
I daini e i cervi sono diminuiti moltissimo a favore di allevamenti di mucche che, probabilmente, sono più remunerativi.
Questo però ha portato a un inquinamento maggiore dei fiumi per la quantità eccessiva di liquami che finiscono nei terreni e di conseguenza nelle acque. Si può notare infatti la diminuzione dei pesci e la schiuma che si forma in superficie, anche per i detersivi, immagino.
Insomma credevo che in Germania, almeno in quella parte, ci fosse più attenzione alla natura (pensare che negli anni Ottanta la Foresta stava per morire e sono riusciti, con impegno, a farla “rivivere” ), invece ho notato, ancora una volta, come l’avidità dell’uomo finisca per rovinare tutto.
Noi andavamo a cercare le mucche per dar loro da mangiare le mele selvatiche di cui son ghiotte, e vedere mia figlia teneramente preoccupata per loro perchè ogni volta che andavamo via ci “chiamavano” per avere altre mele e perchè non si capacitava di come gli altri possano ucciderle per mangiarsele, mi fa capire che stiamo facendo un buon lavoro, che stiamo trasmettendole l’amore per le creature e il desiderio di salvar loro la vita.
A fronte di questo aspetto ce n’è anche un altro che un po’ rincuora : i vegan sono più riconosciuti e hanno una maggior scelta di prodotti nei loro supermercati che da noi.
Perchè se da noi bisogna andare quasi esclusivamente in supermercati “ricercati” per trovare i prodotti vegan, in Germania nei semplici supermercati si trova già una gran scelta di affettati bio e vegan, biscotti e altro, con tanto di dicitura “bio vegan“….
Insomma non abbiamo avuto difficoltà a trovare qualcosa di buono per noi, anzi il prossimo anno potremo tornarci senza portarci da casa borse frigo piene di prodotti.
Al ristorante siamo andati solo una volta – a casa, dopotutto, si mangia bene! – e abbiamo trovato disponibilità a preparare piatti tipici senza le solite salse e creme a base di panna e uova, nonché una maggior sensibilità verso le preparazioni gluten free visto che anche da loro sono in forte crescita i celiaci.
Sembra che anche in Germania sia in aumento la sensibilità verso il mondo animale, la salute e l’ambiente; ne danno ulteriore prova alcuni programmi televisivi di cucina basati esclusivamente su prodotti vegetali.
La cultura vegan si diffonde, con lentezza ma inesorabilmente e io non posso che esserne contenta.
La seconda parte della vacanza sarà in Sardegna, per un matrimonio…la prossima volta vi racconterò se ci sarà stata abbastanza attenzione anche nei ristoranti italici!!
Buon proseguimento a tutti!
Clara D’Attorre


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