Bambini e tv: troppa anche in vacanza

Le vacanze dei bambini iniziano con la fine della scuola, mentre per le mamme e i papà spesso è necessario aspettare le settimane centrali di agosto. E chi si occupa dei nostri piccoli mentre il lavoro continua inesorabile?

Se si è fortunati si può usufruire per qualche settimana di un centro estivo, o dei nonni, o di qualche amico con figli che possa occuparsi qualche giorno anche dei nostri.
Tuttavia, secondo i più recenti dati Istat, la babysitter più comune è sempre una: la tv.


I bambini italiani di età compresa tra i 4 e i 14 anni sono 6,2 milioni: il 98% di loro ha trascorso in media nell’anno 2013 circa 3 ore e mezza al giorno davanti alla tv! Senza contare i dati relativi all’’uso di internet o di altri applicazioni multimediali: già nel 2011 il 64,3% dei bambini compresi tra i 6 e il 17 anni ne fa un uso quotidiano, e se si guarda solo la fascia di età tra gli 11 e i 17 anni la percentuale aumenta all’82,7!

 
Se consideriamo quindi l’arco temporale di una giornata, tolto il tempo dedicato all’asilo o alla scuola, ai pasti e al sonno, è finita la giornata e il tempo per i gioco e per le pratiche sportive si è quasi totalmente annullato!

Ma in estate? Finalmente arrivano le vacanze! Anche per i genitori è tempo di relax, e la famiglia può infine stare insieme a casa o in qualche luogo di villeggiatura, e godere dei momenti liberi e di un tempo condiviso che di solito non c’è. E’ il periodo delle attività insieme, dei giochi, delle passeggiate…
Purtroppo però altri recenti dati dimostrano che anche in vacanza i bambini trascorrono diverse ore al giorno davanti alla tv, dove sono “parcheggiati” e in questo senso anche trascurati nei loro bisogni di socializzazione… E’ davvero un problema collettivo!
Certo, il tempo è poco, la stanchezza si fa sentire, la vacanza “tipo” di un adulto sarebbe probabilmente sedentaria e riposante, senza troppi rumori o particolari attività…
Ma sappiamo che per i più piccoli non è così! Anzi! La vacanza segna un momento in cui godere di più del frastuono del gioco e dell’iper-attività: bisogna allora comprendere le esigenze dei nostri bambini e non credere che la qualità del tempo non influisca a breve e a lungo termine sulla vita dei nostri figli e sul loro sviluppo psicofisico.


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