Aumentano le mamme con lavoro in proprio

Per la vita lavorativa di una donna spesso l’arrivo di un figlio rappresenta un ostacolo.

A volte comporta l’abbandono del posto di lavoro, quando gli orari – e le esigenze – di ufficio e famiglia non riescono a conciliarsi.

Altrettanto spesso si dice che figli e carriera (femminile) non vanno d’accordo.

Ma può capitare che avere un bambino cambi le prospettive e apra nuovi orizzonti, non soltanto – come è ovvio – nella vita familiare, ma anche in quella lavorativa.

E se il lavoro dipendente – con i suoi orari e le sue richieste di disponibilità – diventa impraticabile, per molte donne si svela l’opportunità di…mettersi in proprio!

Incoraggiante una notizia del Sunday Times, secondo cui in Inghilterra è in crescita il numero delle mamme che scelgono il lavoro in proprio – definite mumpreneurs – dopo l’arrivo dei figli, così come quello delle frequentatrici dei corsi di StartUp Britain per neoimprenditori (il 63% dei partecipanti è costituito da donne). Fenomeno che sta dando una bella sferzata all’economia del Paese.

In Italia non possiamo lamentarci: oltre 10mila imprese “rosa” in un anno, secondo Unioncamere, per un totale di 1.424.798 realtà imprenditoriali al femminile registrate a marzo 2013.

Creatività e flessibilità le parole d’ordine delle mamme imprenditrici che non vogliono rinunciare alla famiglia né alla propria realizzazione professionale, spesso impossibile per la donna che decide di mettere in cantiere un figlio.

Un esempio tutto italiano – e a noi assai vicino – di mamma che lavora in proprio la nostra Luisa Orsi, ex dipendente di una grande azienda, dal 2008 titolare di un’azienda di prodotti per la mamma e il bebè naturali ed ecologici, nonché curatrice della rubrica del Bambino Naturale Tutti al lavoro!, dove racconta la propria esperienza e offre aiuto e consigli a chi – come lei – desideri fare il grande salto verso l’imprenditoria o il lavoro da casa.

E voi, conoscete qualche mumpreneur? Avete mai pensato di cambiare strada e mettervi in proprio, per amore della vostra famiglia e dei vostri bambini?


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  • Cristina

    stando alla mia esperienza mettersi in proprio molto spesso non è tanto una scelta quanto una necessità di fronte a datori di lavoro sempre più reticenti nel proporti forme contrattuali più vincolanti all’azienda.
    il lavoro dipendente non è impraticabile per una mamma, nel senso che ha il vantaggio di fornirti un fisso mensile con cui (eventualmente) pagare un nido, oltre a permetterti di avere una giornata più strutturata. io lavoro da casa come libera professionista e ho una bimba di 8 mesi: è durissima, riesco a fare ben poco e in modo poco regolare, il nido non me lo posso permettere.
    dal mio punto di vista quindi la domanda a cui rispondere è: perché una donna deve scegliere tra maternità e lavoro? (è qui riprendo un’opinione diffusa e la articolo diversamente, e quindi) o meglio: perché una donna non è tutelata nel voler conciliare maternità e lavoro, o per lo meno qui in italia?
    alcuni settori non consentono un ritmo blando – tenere conto di tutto poi, le spese di una partita iva e le tasse da pagare fatturando poco o meno rispetto a prima, non è certo facile.