I bambini e la cucina vegana a scuola

Sono davvero numerosi i genitori che si rivelano particolarmente sensibili ed attenti alle tematiche che ruotano intorno al cibo ed all’alimentazione.

Ci preoccupiamo di quel che portiamo in tavola, scegliamo meticolosamente gli acquisti e pianifichiamo con cura i nostri menù casalinghi, ma spesso ci sfugge completamente il controllo su quel che i nostri figli sono soliti consumare fuori casa.

Se pensiamo che la gran parte di essi fin dal primo anno della scuola materna (se non prima quando frequentano il nido) consuma a scuola un pranzo e due spuntini cinque giorni su sette, non possiamo fare a meno di constatare come ben più del cinquanta per cento dell’introito calorico giornaliero provenga dai pasti consumati fuori casa.

 
E’ di queste ultime settimane la notizia che Milano Ristorazione, in collaborazione con lo chef vegetariano Pietro Leeman, introdurrà a partire da ottobre un menù completamente vegano in più di duecento istituti scolastici della città tra scuole materne, primarie e medie. Niente uova, formaggi, latte o burro, ma solo i buoni prodotti della nostra terra: legumi, cereali, ortaggi frutta e semi, anche per i dessert!

 
Impossibile? Tutt’altro, persino quando si parla di un servizio di ristorazione su grande scala, e l’esperimento di Milano aspira a dimostrare come una scelta vegana sia non solo possibile e salutare ma pure gustosa.

 
Non solo di far conoscere ed apprezzare la cucina vegana si occuperà Milano Ristorazione, ma anche di riportare alla luce e riscoprire sapori spesso dimenticati o mai conosciuti dai nostri piccoli. L’iniziativa prevede infatti l’introduzione di cereali e legumi con cui la gran parte di noi ha scarsa dimestichezza come grano saraceno, tofu e derivati dalla soia.

 
Dall’accoglienza che verrà riservata a questo menù sperimentale dipenderà la sopravvivenza dell’iniziativa stessa, e grazie ad esso potremo trarre importanti indicazioni sui gusti dei più piccoli, su come questi mutino a seconda del contesto in cui il pasto viene consumato (in compagnia tendono a replicare i comportamenti dei compagni), sulla qualità complessiva della loro dieta, sulla sua composizione e su eventuali “spazi di manovra” per migliorare ulteriormente la qualità della cucina di casa.

 
Un’iniziativa utile, a prescindere dalle considerazioni etiche che spingono alcuni di noi verso diete completamente prive di derivati animali. Abituarsi a consumare meno alimenti di origine animale fa bene alla salute e fa bene al Pianeta. La spinta ecologica ormai non è più solo una possibile opzione ma un autentico imperativo morale per tutti.

 
L’iniziativa dovrebbe poi proseguire con l’introduzione di alcuni piatti propri di culture straniere (sono previsti, tra l’altro, un giorno di cucina mediorientale ed uno di cucina greca) ma anche un menù completamente gluten free grazie al quale i nostri fortunati bambini potranno mettersi nei panni di coloro ai quali non è concesso mangiare tutto.

I bambini riceveranno il messaggio secondo cui non solo a tavola s’impara e ci si diverte, ma pure quello per cui  il processo d’integrazione sociale e tolleranza per il “diverso” passa anche per la tavola, dove davvero c’è posto per tutti, e dove, almeno lì, possono convivere pacificamente culture profondamente diverse tra loro.

 
Michela Boscaro


Potrebbero interessarti anche


  • Elisa

    Che bello!!!! Peccato che non vado a scuola…. 🙂

    • Michela

      Si potrebbe avere questo menù settimanale vegano ? mi sarebbe di grande aiuto .